Bonus giovani da 500 euro al mese, chi ne ha diritto e per quali spese si può utilizzare

26 Giugno 2026 - 13:30
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Bonus giovani da 500 euro al mese, chi ne ha diritto e per quali spese si può utilizzare

Bonus giovani under 35: ecco chi può richiederlo e come spendere i soldi

Con l’avvio dei primi accrediti del bonus introdotto dal decreto Coesione, cresce l’interesse dei destinatari su come possano essere utilizzati, in concreto, i fondi ricevuti. L’agevolazione prevede un contributo di 500 euro al mese, erogabile per un massimo di 36 mesi, ed è riservata esclusivamente a chi ha dato vita a un’attività d’impresa o professionale nei settori ritenuti strategici. C’è però un punto da tenere ben presente: queste risorse non possono essere spese liberamente per esigenze personali, come vacanze, shopping o altre uscite non collegate all’attività lavorativa.

Cos’è il bonus giovani under 35

L’incentivo è stato istituito dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 60 del 2024, poi convertito nella legge n. 95 del 2024, all’interno del pacchetto di interventi destinati a rafforzare il tessuto produttivo italiano e a sostenere lo sviluppo economico. La misura punta a incentivare l’occupazione giovanile attraverso la nascita di nuove imprese e attività professionali, premiando chi investe in comparti ritenuti strategici per l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e la transizione ecologica.

L’individuazione delle attività ammesse, così come le modalità per presentare domanda e ottenere il beneficio, sono state fissate dal decreto interministeriale del 3 aprile 2025. Le indicazioni operative sono poi arrivate con la circolare Inps n. 148 del 28 novembre 2025.

Chi può ottenere il contributo

Il bonus è destinato ai disoccupati con meno di 35 anni che abbiano avviato un’attività imprenditoriale in Italia tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Successivamente con il messaggio Inps n. 270 del 27 gennaio 2026 l’agevolazione è stata estesa anche ai liberi professionisti: per loro, la data di avvio coincide con l’apertura della partita Iva. In un secondo momento il beneficio è stato riconosciuto anche a chi opera nel settore della ricerca e dello sviluppo sperimentale applicati all’archeologia.

Il contributo può essere concesso anche quando il codice Ateco agevolabile è indicato come attività secondaria, a condizione che siano soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti. 

Quanto spetta e per quanto tempo

L’importo previsto è di 500 euro al mese e può essere riconosciuto per massimo tre anni. In ogni caso, il sostegno economico non può andare oltre il 31 dicembre 2028.

L’Inps provvede al pagamento in anticipo con cadenza annuale, calcolando le somme in base ai mesi di effettiva attività e nei limiti delle risorse disponibili.

I requisiti

Per accedere al bonus è indispensabile rispettare due condizioni fondamentali: non aver compiuto 35 anni e trovarsi in stato di disoccupazione. La misura rientra tra gli aiuti di Stato compatibili disciplinati dal regolamento europeo n. 651/2014. 

Quali spese si possono sostenere

Il contributo è pensato per aiutare concretamente chi sta avviando un’attività. Per questo motivo le somme devono essere utilizzate esclusivamente per costi direttamente collegati all’impresa o alla professione. Tra le spese ammesse rientrano, ad esempio, l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi, ma anche beni immateriali come brevetti e marchi, oltre ai principali costi di gestione, compresi gli affitti dei locali in cui viene svolta l’attività.

Le spese vietate

Il bonus non rappresenta un’integrazione dello stipendio né può essere considerato denaro da utilizzare per esigenze personali. Vacanze, ristoranti, acquisti privati o altre spese estranee all’attività non sono compatibili con le finalità della misura. Un impiego scorretto delle somme potrebbe dare luogo a controlli e comportare la richiesta della loro restituzione. Per questo è consigliabile conservare fatture, ricevute e tutta la documentazione che dimostri il collegamento tra la spesa effettuata e l’attività svolta.

Solo pagamenti tracciabili

Anche le modalità di pagamento sono importanti. Le spese devono essere effettuate con strumenti che consentano di ricostruire ogni operazione, come bonifici bancari o postali, carte di pagamento e altri sistemi elettronici tracciabili. L’uso del contante, invece, non è conforme alle indicazioni previste per la gestione del contributo.

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