Br, chiesto l’ergastolo per Curcio e Moretti: la battaglia di verità di Bruno D’Alfonso, figlio del carabiniere Giovanni

20 Giugno 2026 - 14:35
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Br, chiesto l’ergastolo per Curcio e Moretti: la battaglia di verità di Bruno D’Alfonso, figlio del carabiniere Giovanni

Il figlio di Giovanni D’Alfonso, Bruno, con le sorelle; l’aula della Corte d’Assise di Alessandria dove si è svolta l’udienza del processo a Curcio, Moretti e Azzolini

Ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti e 21 anni per Lauro Azzolini, al quale è stata riconosciuta l’importanza della confessione. Sono le richieste di condanna avanzate dalla pubblica accusa in Corte d’assise ad Alessandria nei confronti dei tre ex Br per i fatti della Cascina Spiotta. Si tratta della sparatoria in cui morirono l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e Mara Cagol, tra le fondatrici delle Brigate Rosse, che insieme ad altri terroristi aveva appena sequestrato Vittorio Vallarino Gancia (della nota famiglia degli spumanti) portandolo proprio in quella cascina in collina.

La richiesta di ergastolo per Moretti e Curcio

Moretti e Curcio non erano alla Spiotta, ma sono accusati di concorso morale poiché all’epoca dei fatti erano i capi delle Br ed è convinzione dell’accusa che da loro passasse ogni decisione importante; Azzolini è indicato dai pm come l’esecutore materiale, ma gli sono state riconosciute attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti alla luce di una confessione e di una collaborazione che invece non sono arrivate dagli altri due imputati. Azzolini ha ammesso di essere lui il terrorista presente alla cascina e di cui non si conosceva l’identità.

I pm riconoscono le attenuanti ad Azzolini: l’unico a collaborare

I pm hanno parlato di «menzogne» da parte di Curcio che, nell’unico interrogatorio reso durante le indagini preliminari, negò di avere avuto, nel periodo in esame, un ruolo apicale nelle Br. Hanno registrato inoltre il rifiuto di Moretti di parlare. Il pubblico ministero, avanzando le richieste di ergastolo, ha spiegato che la pena può comunque essere «adattata alla persona» attraverso istituti giuridici come la continuazione con precedenti condanne, precisando tuttavia che «non posso essere io a chiederlo».

Le indagini riaperte dopo un esposto del figlio di D’Alfonso

I tre imputati sono ormai tutti ottantenni: Curcio ha 85 anni, Moretti ne ha 80, Azzolini 83. A fronte del dato anagrafico che spiega la precisazione del pm nonostante il mancato riconoscimento delle attenuanti, resta la richiesta di giustizia di un figlio che non si è mai arresto. Il processo sul caso della Cascina Spiotta, in cui vennero anche feriti gravemente il tenente Umberto Rocca e il maresciallo Rosario Cattafi, è stato riaperto dopo un esposto con nuovi spunti investigativi presentato nel 2021 da Bruno D’Alfonso, figlio di Giovanni. «Questo processo permette di dare dignità alla memoria di mio padre», disse in occasione della prima udienza. L’uomo, carabiniere in pensione, è assistito dagli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini, l’ex magistrato ormai in pensione che durante la sua carriera ha condotto le indagini in importanti processi per terrorismo, dalle stesse Br ai Nar.

L’avvocato: «La battaglia di Bruno è la stessa di tante persone rimaste senza verità e risposte»

Bruno D’Alfonso e gli altri familiari dell’appuntato si sono anche costituiti parte civile, chiedendo risarcimenti per 4 milioni. «La battaglia di Bruno – ha detto l’avvocato Sergio Favretto che lo rappresenta – è anche quella di tante altre persone offese rimaste finora senza verità e senza risposte».

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