BRASILE-GIAPPONE 2-1, MARTINELLI DECIDE NEL RECUPERO: LA SELEÇÃO AVANZA AGLI OTTAVI

29 Giugno 2026 - 23:27
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La squadra di Carlo Ancelotti va sotto nel primo tempo per il gol di Kaishu Sano, reagisce nella ripresa con Casemiro e completa la rimonta al 96’ grazie al diagonale dell’attaccante dell’Arsenal. Il Giappone lascia il Mondiale dopo una partita ordinata e coraggiosa

di Redazione

Il Brasile supera il Giappone per 2-1 al termine di una partita molto più complicata di quanto il pronostico potesse suggerire e conquista la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale 2026. A Houston, la squadra di Carlo Ancelotti è costretta a inseguire per gran parte dell’incontro dopo il vantaggio giapponese realizzato da Kaishu Sano al 29’, ma nella ripresa trova il pareggio con Casemiro e completa la rimonta soltanto nel recupero, quando Gabriel Martinelli trasforma in gol un assist di Bruno Guimarães.

Il risultato premia la capacità del Brasile di non perdere ordine e lucidità nonostante le difficoltà incontrate contro una formazione organizzata, aggressiva e capace di limitare per lunghi tratti gli attaccanti verdeoro. Il Giappone, schierato con una linea difensiva molto compatta, ha chiuso gli spazi centrali e cercato di colpire attraverso recuperi rapidi e ripartenze, mettendo in evidenza alcuni problemi nella costruzione brasiliana.

Ancelotti aveva confermato inizialmente la formazione che aveva battuto la Scozia nell’ultima giornata della fase a gironi. Alisson in porta, Danilo, Marquinhos, Gabriel Magalhães e Douglas Santos in difesa; Casemiro, Bruno Guimarães e Lucas Paquetá a centrocampo; Rayan, Matheus Cunha e Vinícius Júnior nel reparto offensivo.

Il Giappone di Hajime Moriyasu aveva invece preparato la partita con un sistema più prudente, affidandosi a una difesa a cinque e cercando di ridurre gli spazi per le accelerazioni di Vinícius e Rayan. La strategia ha funzionato soprattutto nel primo tempo, durante il quale il Brasile ha mantenuto a lungo il possesso senza riuscire a trasformarlo in occasioni realmente pericolose.

SANO SFRUTTA L’ERRORE DEL BRASILE

La prima possibilità importante capita a Matheus Cunha, che riesce a liberarsi al limite dell’area e conclude nonostante la pressione dei difensori. Zion Suzuki controlla la traiettoria e respinge lateralmente, impedendo agli attaccanti brasiliani di intervenire sulla ribattuta.

Il Brasile prova a sviluppare il gioco sulle fasce, ma il Giappone mantiene le distanze tra i reparti e non concede profondità. Quando la squadra di Ancelotti perde il pallone, i nipponici cercano immediatamente la verticalizzazione, sfruttando la velocità dei propri giocatori offensivi.

Al 29’ arriva il vantaggio del Giappone. Danilo sbaglia un passaggio nella zona centrale del campo e permette a Kaishu Sano di recuperare il pallone. Il centrocampista supera Casemiro, avanza senza trovare opposizione e conclude con precisione, battendo Alisson.

Il gol modifica completamente la partita. Il Brasile aumenta il possesso e cerca di alzare il ritmo, ma continua a incontrare difficoltà nell’ultimo passaggio. Vinícius viene spesso raddoppiato, Rayan non riesce a trovare continuità sulla fascia e Paquetá fatica a ricevere tra le linee.

Il Giappone non si limita a difendere il vantaggio. La squadra di Moriyasu continua a pressare sulle prime costruzioni brasiliane e cerca di approfittare delle incertezze della difesa. Il primo tempo si chiude sull’1-0, un risultato costruito attraverso una prestazione disciplinata e una migliore capacità di sfruttare l’errore avversario.

Per il Brasile si tratta di una situazione delicata. La partita è a eliminazione diretta e la squadra deve aumentare la propria pericolosità senza concedere ulteriori spazi alle ripartenze giapponesi.

ANCELOTTI INSERISCE ENDRICK

A inizio ripresa Ancelotti interviene sulla formazione, inserendo Endrick al posto di Lucas Paquetá. Il cambiamento rende il Brasile più offensivo e consente a Matheus Cunha di arretrare maggiormente per partecipare alla costruzione.

La Seleção rientra in campo con un atteggiamento diverso. Il ritmo aumenta e il Giappone viene progressivamente costretto a difendere più vicino alla propria area.

Al 51’ Danilo effettua un cross dalla destra verso Bruno Guimarães, che riesce a colpire di testa. Suzuki reagisce con un intervento efficace e respinge con entrambe le mani.

Poco dopo il Brasile costruisce un’altra occasione. Rayan mette il pallone al centro dalla sinistra e Casemiro colpisce di testa. Tomiyasu respinge con il volto, Suzuki riesce a intervenire e la sfera rimane per alcuni istanti nei pressi della linea di porta. La difesa giapponese libera con difficoltà.

Sono segnali di una pressione crescente. Il Giappone non riesce più a mantenere la stessa altezza del primo tempo e perde metri, mentre il Brasile occupa l’area con un numero maggiore di giocatori.

Il pareggio arriva al 56’. Gabriel Magalhães riceve il pallone sulla sinistra e prepara un cross indirizzato verso il secondo palo. Casemiro si inserisce alle spalle della difesa, prende posizione e colpisce di testa, superando Suzuki.

Il centrocampista, criticato per alcune difficoltà mostrate nella prima parte dell’incontro, diventa così l’uomo della prima reazione brasiliana. Il gol restituisce sicurezza alla squadra e costringe il Giappone ad abbandonare almeno in parte l’impostazione esclusivamente difensiva.

Tre minuti più tardi il Brasile sfiora il vantaggio. Vinícius Júnior supera un avversario con un tunnel, entra in area e conclude verso la porta. Suzuki riesce a deviare il pallone, che termina contro il secondo palo.

L’occasione conferma il cambiamento della partita. Il Brasile attacca con maggiore velocità e trova finalmente gli spazi che erano mancati nel primo tempo. Il Giappone, tuttavia, non perde completamente l’organizzazione e riesce a resistere, proteggendo l’area attraverso il lavoro dei difensori e dei centrocampisti.

IL GIAPPONE RESISTE ALLA PRESSIONE

Dopo una fase di grande intensità brasiliana, il ritmo della partita diminuisce. Il caldo, la fatica e il peso dell’eliminazione diretta condizionano le due squadre. Il Brasile continua a mantenere il possesso, ma non sempre riesce ad accelerare con precisione.

Ancelotti cerca nuove soluzioni dalla panchina e inserisce Gabriel Martinelli, affidandogli il compito di attaccare la profondità e dare maggiore freschezza al reparto offensivo.

Il Giappone difende con attenzione, mantenendo molti uomini dietro la linea del pallone. Suzuki interviene con sicurezza sui cross e Tomiyasu guida una difesa sottoposta a una pressione continua.

La squadra di Moriyasu prova anche a ripartire, soprattutto quando il Brasile perde equilibrio nel tentativo di portare più uomini nell’area avversaria. Alisson non è però costretto a compiere interventi decisivi nella parte finale.

Con il passare dei minuti aumenta la possibilità dei tempi supplementari. Il Brasile controlla il gioco, ma non trova il varco necessario per completare la rimonta. Il Giappone appare vicino alla possibilità di prolungare l’incontro, dopo avere interpretato la partita con attenzione tattica e grande sacrificio.

MARTINELLI SEGNA AL 96’

Il gol decisivo arriva nel recupero. Bruno Guimarães riceve il pallone nella zona centrale e individua il movimento di Gabriel Martinelli tra il difensore e la fascia sinistra. Il centrocampista serve l’attaccante, che entra in area e conclude con un diagonale preciso.

Suzuki prova a chiudere lo specchio della porta, ma il tiro lo supera e termina in rete. È il 2-1 che consegna la qualificazione al Brasile quando la partita sembra ormai destinata ai supplementari.

Martinelli, entrato dalla panchina, risolve l’incontro attraverso un movimento senza pallone e una conclusione eseguita senza esitazioni. Il suo gol premia la scelta di Ancelotti di mantenere una squadra offensiva anche negli ultimi minuti.

Il Giappone tenta un’ultima reazione, ma non dispone più del tempo necessario per costruire una vera occasione. Al fischio finale i giocatori nipponici restano a lungo sul terreno di gioco, consapevoli di avere sfiorato un risultato storico.

Il Brasile evita così un’eliminazione che avrebbe rappresentato una delle maggiori sorprese del torneo. La qualificazione arriva però attraverso una prestazione che offre indicazioni contrastanti.

La squadra ha dimostrato capacità di reazione, disponibilità al sacrificio e una panchina in grado di modificare l’incontro. Allo stesso tempo, ha mostrato difficoltà contro un’avversaria compatta, commettendo errori nella costruzione e affidandosi per lunghi tratti alle iniziative individuali.

IL PESO DELLE SOSTITUZIONI

Le scelte effettuate da Ancelotti durante la ripresa hanno avuto un ruolo determinante. L’ingresso di Endrick ha permesso al Brasile di occupare maggiormente l’area, mentre Martinelli ha garantito velocità e movimenti alle spalle della difesa.

Anche Bruno Guimarães è cresciuto con il passare dei minuti. Dopo una prima parte meno incisiva, ha aumentato il proprio contributo nella gestione del pallone e ha fornito l’assist per il gol decisivo.

Casemiro ha vissuto una partita particolare. Nel primo tempo è apparso in difficoltà nelle transizioni e non è riuscito a fermare l’azione del vantaggio giapponese. Nella ripresa ha trovato il pareggio con un inserimento da attaccante e ha contribuito alla pressione brasiliana nell’area avversaria.

Vinícius Júnior non è riuscito a segnare dopo essere andato a bersaglio nelle tre partite della fase a gironi, ma ha creato una delle occasioni più importanti della ripresa con il tiro deviato sul palo. La marcatura costante dei difensori giapponesi ne ha limitato l’influenza, senza però impedirgli di mantenere impegnata la linea avversaria.

Il Giappone esce dal torneo dopo avere mostrato ancora una volta la propria crescita internazionale. La squadra ha difeso con ordine, ha saputo riconoscere i momenti nei quali pressare e ha sfruttato con precisione una delle poche disattenzioni brasiliane.

La sconfitta maturata nel recupero rende più difficile l’eliminazione, ma non cancella la qualità della prestazione. Per oltre novanta minuti il Giappone ha mantenuto aperta la partita contro una delle principali favorite del Mondiale.

IL BRASILE ATTENDE COSTA D’AVORIO O NORVEGIA

Con il successo di Houston, il Brasile entra tra le sedici migliori squadre del torneo. Agli ottavi di finale affronterà la vincente della partita tra Costa d’Avorio e Norvegia.

La Seleção avrà alcuni giorni per recuperare e correggere i problemi emersi contro il Giappone. Ancelotti dovrà valutare anche le condizioni di Casemiro, apparso affaticato nel finale, e decidere se mantenere lo stesso equilibrio tattico o aumentare fin dall’inizio il peso offensivo della formazione.

Il percorso brasiliano prosegue dopo un incontro nel quale la qualificazione è rimasta in discussione fino agli ultimi secondi. La squadra aveva chiuso al primo posto il proprio girone e arrivava alla fase a eliminazione diretta con il favore del pronostico, ma il Giappone ha dimostrato quanto possano cambiare le partite quando non esiste più la possibilità di recuperare punti nelle giornate successive.

Il Brasile è agli ottavi grazie ai gol di due giocatori appartenenti a generazioni differenti. Casemiro, tra i più esperti della squadra, ha rimesso in equilibrio l’incontro. Martinelli, utilizzato nella parte finale, lo ha deciso nel recupero.

TABELLINO

Brasile-Giappone 2-1

Marcatori: 29’ Sano (G), 56’ Casemiro (B), 90’+6 Martinelli (B).

Brasile: Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel Magalhães, Douglas Santos; Bruno Guimarães, Casemiro, Lucas Paquetá; Rayan, Matheus Cunha, Vinícius Júnior. Allenatore: Carlo Ancelotti.

Giappone: Suzuki; Tomiyasu, Taniguchi, Hiroki Ito; Doan, Sano, Kamada, Nakamura; Junya Ito, Ueda, Maeda. Allenatore: Hajime Moriyasu.

Fonte: cronaca della partita.

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