Brillano (ancora) i gioielli di Richemont e fanno chiudere l’anno a 22,4 mld € (+5%)
Le Jewellery maison continuano a trainare i risultati di Richemont, che ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale il 31 marzo 2026 in linea con le attese degli analisti, evidenziando una crescita solida ma marginalmente frenata da pressioni sui costi delle materie prime e fluttuazioni valutarie.
Nello specifico, i ricavi del colosso elvetico hanno raggiunto quota 22,4 miliardi di euro (+5% a cambi correnti, +11% a cambi costanti), superando leggermente il consensus fissato a 22,31 miliardi e confermando il buon posizionamento globale del gruppo. L’utile operativo del player svizzero si è attestato a 4,5 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto all’esercizio precedente (pari a 4,46 miliardi) ma leggermente al di sotto del consensus di mercato (pari a 4,56 miliardi di euro), includendo oneri straordinari per 164 milioni di euro. Al netto di questi costi, l’ebit risulta quindi lievemente superiore alle attese di Deutsche Bank. L’utile per azione è stato pari a 5,91 euro (consensus a 6,20 euro), risentendo dell’impatto combinato dei costi straordinari e della pressione sui margini lordi.
Con una lente sulle divisioni, come anticipato, i gioielli (sotto la cui egida si annoverano Cartier, Buccellati, Van Cleef & Arpel e Vhernier) hanno continuato a trainare la crescita di Richemont con vendite pari a 16,5 miliardi di euro (+14% a cambi correnti), lievemente superiori alle stime di Deutsche Bank che paventavano i 16,4 miliardi e al consenso di mercato pari a 16,43 miliardi, registrando un margine operativo del 30,5%, in calo di 140 punti base rispetto all’esercizio precedente ma sostenuto da una forte domanda globale, soprattutto nel canale retail e nella vendita diretta ai clienti. Gli Specialist watchmakers (tra cui ci sono, tra gli altri, Iwc Schaffhausen, Piaget e Vacheron Constantin) dal canto loro, hanno registrato vendite in lieve contrazione per 3,1 miliardi di euro (-4%) con un ebit di 107 milioni di euro, leggermente sotto le aspettative principalmente a causa della domanda più debole in alcuni mercati chiave. Il segmento Other, infine, che comprende Fashion & Accessories, Montblanc, Alaïa e Chloé, ha realizzato vendite per 2,7 miliardi di euro (-2%) con un ebit negativo di 96 milioni di euro, marginalmente inferiore al consensus e riflettendo costi operativi non completamente compensati dalla crescita dei ricavi.
Analizzando la performance per canale, il retail ha confermato la sua centralità con 15,6 miliardi di euro di vendite, pari al 71% del totale, mentre l’e-commerce, pur rappresentando solo il 6% del totale, ha registrato una crescita dell’8% a cambi costanti, attestandosi a 1,3 miliardi di euro. Geograficamente, i mercati asiatici e americani hanno sostenuto la performance: Giappone +28%, Asia Pacific +14%, Americas +18%, mentre l’Europa ha registrato un +5% (contro il consenso di +8%) e il Medio Oriente un calo del 3 per cento.
In ultima battuta, il quarto trimestre di Richemont ha mostrato un’accelerazione delle vendite, con una crescita complessiva del 13% a cambi costanti (consensus al 9%), trainata dalle Jewellery Maisons che hanno registrato un aumento del 16%, dai Specialist Watchmakers con un incremento del 2% e dal segmento Other in crescita del 7 per cento. Analizzando i canali di vendita, il retail ha registrato un aumento del 14%, il wholesale del 8% e l’e-commerce del 13%, confermando l’efficacia della strategia multicanale del gruppo.
E ancora, i margini lordi del gruppo si sono ridotti a 64,4%, in calo di 250 punti base rispetto al 2025, per effetto delle fluttuazioni valutarie e dell’aumento dei costi dell’oro, parzialmente compensati da prezzi più elevati e mix di prodotto favorevole. Le spese operative nette sono aumentate dell’1%, attestandosi al 44,4% delle vendite complessive, con le spese di vendita e distribuzione in crescita del 2%, le spese amministrative aumentate del 4% e le spese di comunicazione in calo del 5 per cento. Il margine operativo (ebit margin) si conferma al 20%, in diminuzione di 90 punti base rispetto all’esercizio precedente,
Deutsche Bank, nel suo report, evidenzia come l’ebit del quarto trimestre abbia beneficiato di leva operativa (+160 bps) e di una solida crescita nelle Jewellery Maisons e nel canale retail, con performance geografiche particolarmente positive in Asia (+14%), Americas (+14%) e Giappone (+28%), mentre Europa e Medio Oriente hanno registrato risultati inferiori alle aspettative.
La banca conferma il rating buy e il target price a 195 franchi svizzeri (circa 210‑212 euro), sottolineando che, al netto dei costi straordinari, il risultato operativo del gruppo supera leggermente il consenso di mercato, evidenziando la resilienza dei marchi, la capacità di generare liquidità e la solidità finanziaria complessiva. La banca evidenzia inoltre che le previsioni di crescita per i prossimi esercizi rimangono positive, con vendite attese a 24,2 miliardi di euro per il 2027 e 26,06 miliardi di euro per il 2028, sostenute dalla continua espansione delle Jewellery Maisons e dalla graduale ripresa dei segmenti specialistici dell’orologeria, rafforzando così l’attrattività e la solidità del portafoglio marchi di Richemont.
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