Brumbrum: auto sempre più cara, per 8 italiani su 10 è ormai un lusso
L’automobile costa sempre di più e per molti italiani è ormai diventata un lusso, allo stesso tempo, però, continua a essere uno strumento indispensabile per lavorare, accompagnare i figli, raggiungere servizi e gestire le attività quotidiane. È questa la contraddizione principale che emerge dalla ricerca “The Expectations of Europeans regarding mobility”, realizzata da OpinionWay per AramisAuto e presentata in Italia da brumbrum. L’indagine è stata condotta tra il 14 e il 23 aprile 2026 su 7.036 automobilisti maggiorenni in Francia, Regno Unito, Italia, Belgio, Germania, Austria e Spagna, mentre il campione italiano comprende 1.000 persone selezionate tenendo conto di genere, età, area geografica, condizione professionale e dimensioni del centro abitato.
Spostarsi costa di più per il 98% degli italiani
Il primo dato è particolarmente netto: il 98% degli automobilisti italiani ritiene che muoversi stia diventando sempre più costoso, con una media europea che si ferma al 95%, una percentuale comunque molto elevata. Il 95% pensa inoltre che le tensioni internazionali continueranno ad avere conseguenze durature sui prezzi dei carburanti, mentre per il 56% del campione, la vettura rappresenta la principale voce di spesa del bilancio personale o familiare. A considerare il possesso di un’auto privata un lusso è l’82% degli intervistati, ma la percentuale sale all’87% tra le donne e all’88% nella fascia compresa tra 18 e 24 anni. Anche il reddito incide sulla percezione: tra le famiglie con una disponibilità economica più bassa, il dato raggiunge l’86%. Il risultato italiano è tra i più alti dei Paesi coinvolti nella ricerca, dove soltanto la Francia presenta un valore superiore, mentre nel Regno Unito e in Belgio la quota di chi considera l’auto un lusso risulta più contenuta.
La crescita dei costi non riduce la centralità dell’automobile, con il 91% degli italiani dichiara che, senza una vettura, non sarebbe in grado di spostarsi come vorrebbe. La dipendenza dall’auto è particolarmente evidente nelle aree suburbane, dove raggiunge il 95%, mentre nei centri urbani scende all’85%, ma rimane comunque molto alta. Il problema, quindi, non riguarda soltanto le zone rurali o i territori meno serviti dal trasporto pubblico, inoltre in molte aree del Paese l’automobile non può essere sostituita facilmente, in quanto le distanze dal luogo di lavoro, gli orari dei mezzi pubblici e la disponibilità limitata di collegamenti rendono complicato rinunciarvi. La risposta delle famiglie non è quindi l’abbandono completo della vettura, ma una riduzione del suo utilizzo e un allungamento dei tempi di possesso.
Meno viaggi, cambio dell’auto rimandato e un italiano su tre rinvia la manutenzione
La pressione economica ha già modificato le abitudini, con il 68% degli italiani afferma di avere ridotto gli spostamenti non essenziali, una percentuale superiore alla media europea del 64%, dove il 50% dichiara di muoversi più spesso a piedi, in bicicletta o attraverso altre soluzioni considerate sostenibili, anche se il 43% ha invece deciso di non sostituire la propria automobile. L’aumento del ricorso ai mezzi pubblici riguarda il 26% del campione italiano, contro una media europea del 36%, ma anche questa differenza conferma che autobus e treni non costituiscono sempre un’alternativa affidabile alla mobilità privata. Il quadro mostra quindi un approccio difensivo: si selezionano maggiormente gli spostamenti, si rimanda l’acquisto di una nuova auto e si cerca di utilizzare più a lungo quella già disponibile.
Il risultato più delicato riguarda la manutenzione, infatti il 32% degli automobilisti italiani dichiara di avere rinviato riparazioni e interventi non urgenti a causa delle difficoltà economiche, motivando il fatto che risparmiare su una lavorazione differibile può sembrare una scelta comprensibile, ma il confine tra manutenzione non urgente e intervento necessario non è sempre facile da individuare. Pneumatici usurati, freni vicini al limite o piccoli problemi meccanici possono peggiorare gradualmente, aumentando i costi futuri e riducendo la sicurezza.

Il dato diventa ancora più significativo perché si accompagna all’allungamento della vita delle vetture, ma chi decide di non cambiare auto dovrebbe dedicare maggiore attenzione alla manutenzione, mentre una parte delle famiglie è costretta a rinviare proprio queste spese. Secondo Paolo Di Napoli, amministratore delegato di brumbrum, questo è il segnale più preoccupante della ricerca, dato che quando la necessità di risparmiare coinvolge elementi collegati alla sicurezza, la pressione economica non può più essere considerata soltanto temporanea.
Per una nuova auto non più di 272 euro al mese
La distanza tra i prezzi di mercato e la capacità di spesa emerge anche dalle risposte relative ai finanziamenti, dove in Italia, la rata media considerata sostenibile per l’acquisto di una nuova automobile è di circa 272 euro al mese. Solo il 20% degli intervistati potrebbe superare i 300 euro mensili, mentre il 58% non andrebbe oltre i 200 euro, una soglia difficile da conciliare con i prezzi raggiunti da molti modelli nuovi, soprattutto aggiungendo anticipo, assicurazione, manutenzione, bollo e costi di alimentazione. Il problema non riguarda quindi soltanto il listino, a pesare è il costo complessivo della proprietà e la sua incidenza sul bilancio familiare, dove anche una vettura efficiente può diventare poco accessibile quando la rata mensile supera la cifra considerata sostenibile.
La ricerca analizza anche le preferenze sulle motorizzazioni, dove il 50% degli italiani sceglierebbe oggi un’auto ibrida, mentre soltanto il 16% prenderebbe in considerazione un modello completamente elettrico. Il risultato non indica necessariamente una chiusura verso la transizione energetica, in quanto l’ibrido viene percepito come una soluzione intermedia, capace di ridurre consumi ed emissioni senza dipendere completamente dalle infrastrutture di ricarica.
L’elettrico puro deve invece fare i conti con prezzi di acquisto più elevati, disponibilità delle colonnine, tempi di ricarica e dubbi sul valore futuro della vettura. Il 60% degli intervistati giudica inoltre positivamente un rinvio dello stop alla vendita di nuove auto termiche previsto per il 2035, ma più che un rifiuto del cambiamento, emerge la richiesta di una transizione compatibile con le possibilità economiche delle famiglie e con la reale disponibilità delle infrastrutture.
L’usato ricondizionato guadagna spazio
In questo scenario, il mercato dell’usato assume un ruolo sempre più importante, in quanto non rappresenta più soltanto un’alternativa al nuovo, ma uno dei principali strumenti per continuare ad accedere alla mobilità privata. Brumbrum punta in particolare sull’usato ricondizionato, infatti il modello dell’azienda prevede l’acquisto diretto delle vetture, il ripristino in una factory proprietaria e una verifica articolata su oltre 300 punti.

L’obiettivo è applicare al mercato dell’usato un processo standardizzato, più vicino a quello industriale che alla vendita tradizionale, in questo modo l’azienda punta a contenere i costi e a offrire vetture controllate, garantite e accompagnate da informazioni trasparenti. Il prezzo, tuttavia, non è l’unico fattore decisivo, infatti il 62% degli italiani considera molto importante poter vedere e ispezionare personalmente un’auto ricondizionata prima dell’acquisto.
Per questo brumbrum affianca alla piattaforma digitale showroom fisici, nei quali è possibile controllare la vettura, parlare con un consulente, ritirare l’auto acquistata e consegnare quella da lasciare in permuta. La ricerca mostra che gli italiani non hanno smesso di considerare importante l’automobile. Al contrario, la vettura resta centrale proprio mentre diventa più difficile acquistarla, mantenerla e utilizzarla. La conseguenza è una serie di compromessi: meno viaggi non essenziali, sostituzioni rimandate, rate più basse e manutenzione rinviata. Anche l’interesse per l’ibrido e la prudenza nei confronti dell’elettrico riflettono la ricerca di una transizione sostenibile prima di tutto dal punto di vista economico. La sfida del mercato non consiste quindi soltanto nel proporre auto più moderne ed efficienti, ma diventa fondamentale rendere accessibili veicoli sicuri, controllati e adatti alla vita quotidiana. In questo contesto, l’usato ricondizionato può avere un ruolo sempre più rilevante.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)