Caldo, Cgil Nidil: “Senza ammortizzatori sociali non possiamo chiedere ai rider di fermarsi”
Chiedere ai rider di fermarsi nelle ore più calde è impossibile finché non esiste un ammortizzatore sociale che li tuteli. Lo sostiene Andrea Bacchin della Cgil Nidil, sindacato che si occupa di nuove tipologie di lavoro, intervenuto sul tema dei fattorini al lavoro con temperature fino a 35 gradi. “Il tema è che i lavoratori sono sottoposti a un ricatto per il quale devono stare sempre in strada. Rispetto alla possibilità di dirgli che non possono più lavorare da quest’ora a quest’ora, sono contrari, perché non esiste nessuna forma di ammortizzatore sociale che gli consenta di fermarsi con queste temperature”.
C’è poi una dinamica stagionale che aggrava il quadro: “Si va verso il periodo in cui la città si svuota e chi rimane lavora il più possibile, perché sa che nei prossimi mesi, luglio e agosto, le paghe si abbasseranno”, ha aggiunto. La conclusione è netta: “Imporre al lavoratore di fermarsi senza un ammortizzatore sociale è qualcosa che è difficile per noi chiederlo. Il problema è sempre quello: bisogna cambiare modello di organizzazione e modello contrattuale”, ha concluso Bacchin.
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