Caldo record, cambiano gli orari di lavoro e parte la cassa di integrazione: ecco per quali mansioni
Il caldo record in Italia ha portato il governo a decidere di intervenire. Attraverso il Dl infrastrutture, infatti, dal 1° luglio potrebbero scattare misure straordinarie come la cassa integrazione in deroga per chi in particolare lavora all’aperto: dai muratori, agli operai, agli agricoltori. Ma grazie a quel decreto approvato, anche le singole Regioni possono adottare misure straordinarie. E alcune si sono già mosse con ordinanze che vietano i lavori faticosi all’aperto nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16.00. Lo stop è scattato nelle Marche, in Lombardia, in Umbria (dove sono state adottate indicazioni specifiche per i riders), e in Abruzzo, dove si è posta l’attenzione anche a chi lavora “in ambienti chiusi che devono essere adeguatamente climatizzati o isolati per ridurre i rischi per il personale”.
L’ondata di caldo che ha travolto tutta l’Europa e non ha risparmiato l’Italia, ha inevitabili conseguenze anche sui lavoratori nel nostro Paese. Per certe aziende infatti, lavorare in queste condizioni è parecchio complicato, specie per chi lavora all’aperto. Il Dl Infrastrutture, varato ieri pomeriggio dal Consiglio dei Ministri, riporta in vigore le norme varate gli anni passati per aiutare le imprese e i lavoratori più esposti a far fronte alle temperature eccessive. Le norme tutelano per esempio gli agricoltori, o gli operai edilizi o gli addetti alla manutenzione urbana. Il provvedimento interviene inoltre sull’affidamento dei servizi ferroviari “intercity”, fissando al 31 dicembre 2026 il termine per l’avvio delle procedure da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il decreto potrebbe anche essere il veicolo per recuperare risorse per circa un miliardo di euro che il governo intende destinare al Piano Casa, che ieri ha ottenuto alla Camera la fiducia con 168 voti favorevoli, su 265 presenti e 262 votanti, e a brevissimo arriverà all’esame del Senato, per il via libera definitivo entro il 6 luglio. Il Dl Infrastrutture, messo a punto da diversi ministeri, permette poi di recuperare i 56 milioni di opere per i Comuni attraversati dalla Tav, spiegano fonti del Mit, e di mettere in sicurezza la Roma-Latina, disponendo gli espropri. I fondi, destinati inizialmente all’efficientamento ferroviario, con l’ultima revisione del Pnrr sono stati destinati dal governo al Piano Casa.
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