Campo largo, il programma comune è una barzelletta: nessuno l’ha visto arrivare. Due anni di annunci a vuoto

Nel Campo largo ormai il programma è diventato una formula rituale: prima il programma, poi le primarie; prima il programma, poi il leader; prima il programma, poi l’alleanza. Da Conte a Schlein, da Bonelli a Fratoianni, il centrosinistra ripete da mesi la stessa promessa: accelerare sui contenuti. Ma più il programma viene evocato, più emergono le crepe su tasse, patrimoniale, politica estera, centristi e leadership. Il verbo “accelerare” sul programma ricorre oggi su Repubblica, pronunciato da esponenti di sinistra e sindaci riuniti a Bologna è un verbo diventato grottesco. Contiamo quante volte negli ultimi due anni i partiti che dovrebbero unirsi per dare la spallata al centrodestra hanno pronunciato l’intento di voler procedere a un programma comune. Avanti piano. Morale della favola: gli attori del Campo largo parlano di programmi, ma non lo fanno.
Da Conte a Schlein: il mantra del programma comune
Due anni per accelerare stanno diventando un barzelletta. Andando a ritroso nelle cronache politiche non è difficile fare una ricerchina tra articoli e agenzie . Era il 31 maggio 2025 quando Conte si pronuncia per il sì all’alleanza solo con «un programma comune serio e condiviso». Il 27 ottobre 2025 Schlein e Conte ripetevano: coalizione da costruire su «un programma comune»; Conte parlava di «programma progressista e coerente». 25 novembre 2025, l’ “accelerazione” subisce uno stop: Schlein vuole accelerare, Conte frenare: prima il «cantiere del M5s per il programma», fi il diktat del leader M5S. Arriviamo al 13 dicembre dello scorso anno: Conte: candidato premier solo dopo il «cantiere» 5S sul programma. Il giorno dopo, 14 dicembre Conte condiziona l’alleanza al programma; Schlein richiama l’unità. Dato di fatto? Nulla. Il programma può attendere Godot…
Le primarie arrivano sempre dopo: Tutte le volte che il Campo largo ha parlato di programma che non arriva
Anno nuovo vita nuova? Macchè. Stessa solfa: Il 13 gennaio 2026 Bonelli, co- leader di Avs afferma: «Troviamo un programma comune». Bene, quale? Si arriva lentamente al 23 marzo Conte proclama: primarie per trovare il miglior «interprete del programma». Il leader del M5s inizia ad accarezzare l’idea delle primarie, in quanto i sondaggi lo danno in testa sulla Schlein, la quale sarebbe tallonata anche dalla sindaca di Genova, Silvia Salis. Ed è per questo che Elly inizia a frenare. Il 2 aprile, intervistata da “Repubblica” dice: «Sì alle primarie ma prima il programma». Ovviamente prendendo tempo, e molto, vista la cattiva ondata dei sondaggi nei suoi confronti. Insomma la vita del campo largo e dei suoi massimi rappresentati è una vita che oscilla tra il programma che non c’è e le primarie che aleggiano non si sa bene quando, dove e come.
“Due anni per accelerare stanno diventando una barzelletta”
Cosa li unisce, per modo di dire? 6 giugno: Campo largo compatto sulla legge elettorale ma diviso sulla patrimoniale; in cerca di un «percorso programmatico condiviso». Arriviamo ad oggi, 13 giugno il giorno in cui si proclama un’ulteriore accelerazione: «Campo largo, sinistra e sindaci: “Acceleriamo sul programma”». Sipario? Non proprio c’è molto altro a rendere questa accelerazione una pia illusione. Ci sono i “centrini”, signori, che spuntano come funghi. Libero ne ha contati 7 (“i sette nani” ). Noi francamente non siamo bravi con i conti, ma questo è lo scenario. I “civici” dell’assessore capitolino, Alessandro Onorato, riuniti a Roma. Il secondo centro è quello che sta provando a costruire Ernesto Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate: i comitati Più Uno. Tramontato il progetto di essere lui il federatore del centrosinistra, Ruffini coltiva il suo spazio. Nel centrosinistra, ma non nel Pd. E nemmeno in Casa Riformista, il progetto di Matteo Renzi; o nel contenitore di Onorato.
Il rebus dei “centrini”
Poi ci sono i centri riformisti, ma che non vogliono stare né a sinistra, né a destra: Azione di Carlo Calenda, ora anche Spazio Pubblico, la nuova associazione di Pina Picierno, uscita dal Pd. Poi i liberal democratici di Luigi Marattin. Poi ancora Graziano Delrio e Paolo Ciani. Delrio è espressione di quel cattolicesimo popolare vicino a Pierluigi Castagnetti, fondatore del Pd. Ciani di Sant’Egidio, presenza da anni vicina al centrosinistra. Hanno fatto varie iniziative insieme, ma ancora non hanno deciso se uscire dal Pd, dando vita a un soggetto nuovo, o se restare. all’Eur alla convention di Onorato erano presenti tutti: Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Enzo Maraio (Psi), Riccardo Magi (+Europa), il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e, in collegamento, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Sarebbe bello ipotizzare un Cdm (qualora riuscissero a governare) con tutti costoro alle prese con: sicurezza, patrimoniale, Ucraina, difesa, per dire poco. Uno sceneggiatore dotto di particolare creatività potrebbe provarci.
L'articolo Campo largo, il programma comune è una barzelletta: nessuno l’ha visto arrivare. Due anni di annunci a vuoto sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)