Campo “stretto”, Renzi tra l’incudine e il Travaglio. Appendino: “Fa solo perdere voti, è tafazziano allearsi con lui”

Campo largo, stretto o “campo osteria”? Il selfie del pranzo, ieri, tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli lascia per strada tensioni, più o meno esplicite, nel campo del centrosinistra. Ed evidenzia nodi ancora da sciogliere. In primis il rapporto tra 5 Stelle e Italia Viva. Oggi il leader M5S, intervistato ad AdnTalks, ha assicurato: “Siamo assolutamente disponibili a guardare al futuro con apertura, senza preclusioni”. A patto, avverte, che il “progetto progressista mantenga coerenza” altrimenti “si va al governo e dopo un po’ ci si scioglie”. Renzi, da parte sua, ostenta una linea ‘zen’: “Se la sinistra rimane unita, vince. Se la sinistra si divide, vince la Meloni. Per questo io non raccolgo le polemiche – anche in queste ore – da parte di chi pensa di essere autosufficiente”.
Ci pensano la pentastellata Chiara Appendino, ispirata dagli editoriali di Marco Travaglio, peggior nemico di Renzi, e il senatore Iv, Enrico Borghi, a scaldare il clima. Con Renzi, dice la ex-sindaca di Torino, c’è un problema di “affidabilità. E poi averlo in coalizione fa solo perdere voti. Perché farsi del male da soli? Sarebbe tafazziano”.Tafazzi, per la cronaca, è il personaggio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che si martella i testicoli.
Ruvida la replica del senatore renziano: “Affidabilità? Appendino condannata con sentenza passata in giudicato continua a stare nel M5S, il partito che aveva fatto dell’onestà la sua bandiera…”. E non è il solo botta e risposta della giornata. A Fratoianni che dice che Pd, M5S e Avs insieme raccolgono il “42%” e quindi è normale “anche per una ragione matematica, che si assumano l’onere di fare un passo avanti”, ribatte Benedetto Della Vedova così: “Se la loro strategia è quella dell’autosufficienza, auguri. Io auspico invece che in particolare il Pd di Elly Schlein avverta la necessità di un’alleanza politica e elettorale con le forze liberali e riformiste”.
Il campo stretto che angoscia l’unitaria Schlein…
La ‘testardamente unitaria’ Schlein (che martedì prossimo riunirà la Direzione Pd) lo ha ben presente. La foto di ieri per i dem è una foto destinata ad allargarsi quando la galassia centrista, al momento frammentata, troverà una sua organizzazione. Magari dopo l’estate. Intanto Pd, M5S e Avs hanno deciso di accelerare. Di dare anche un segnale di unità dopo le distanze degli ultimi giorni su patrimoniale e le risoluzioni votate in Parlamento sulla politica estera. E quindi organizzare le due iniziative pubbliche dell’8 e 15 luglio sulle proposte progressiste. Per M5S e Avs, in particolare, è il modo anche per mettere agli atti che sono i tre partiti il “motore” della futura coalizione per le politiche. Aperti a chi vorrà ‘aggiungersi’. Dice Conte: “Quel formato”, quello del selfie a tavola, “nasce dal fatto che durante questa legislatura abbiamo già avuto tanti incontri, abbiamo già lavorato” ma “non significa che vogliamo escludere la possibilità che ci siano forze moderate”.
Anche Bonelli è ottimista: “È auspicabile che accanto alle forze che stanno già lavorando a questo percorso possa consolidarsi anche un’area civica e moderata. E’ evidente che per battere la destra serve una coalizione ampia, plurale e radicata nella società”. Interviene pure Goffredo Bettini: “È uno scatto in avanti che mi riempie di speranza”, osserva il sulla foto di ieri. “È un primo passo, al quale farne seguire altri. Occorre allargare. Serve uno sforzo massimo nell’includere tutte le energie che, in modo diverso, si sono collocate nettamente all’opposizione del governo di destra”.
Tra i dem c’è chi sottolinea che c’è un problema, in particolare, al Nord. Se il format Pd-M5S-Avs può avere una buona base elettorale al Sud, non è così nel resto d’Italia. “Si è visto anche alle ultime amministrative. Al Nord i 5 Stelle non esistono”. Avverte Riccardo Magi: se la coalizione “non si allarga, non si vince” ma dice di trovare “fisiologico” che nel frattempo “le forze politiche che hanno minori distanze su alcuni temi facciano delle iniziative insieme”.
Nel frattempo, perchè appunto la galassia centrista resta divisa. Per dire, al battesimo di Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, venerdì scorso a Roma, c’erano tutti i leader del centrosinistra ma non Renzi. Neanche qui.
L'articolo Campo “stretto”, Renzi tra l’incudine e il Travaglio. Appendino: “Fa solo perdere voti, è tafazziano allearsi con lui” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)