Campo largo nel caos, centrodestra diviso e incognita elezioni: la politica italiana tra scontri e tensioni
La macchina del ricorso alla Corte Costituzionale è già in moto. Tutti ne vogliono presentare almeno uno. Non solo i partiti, ma i soliti intellettuali, qualche professore universitario, gli attori, i sindacati. E’ quasi una corsa perchè fa chic, così si è radical e puoi andare in quei salotti dove il progressismo regna soltanto se fa comodo e il proprio nome appare sui giornali. L’alleanza di Verdi e Sinistra va al di là di qualsiasi previsione: Fratoianni e Bonelli presentano un programma a cui nemmeno il Pci sarebbe arrivato. Tasse, migranti, droga, salario minimo, ius soli, sicurezza, porte aperte a tutti. Insomma, un progetto che forse nemmeno alla Schlein ed a Giuseppe Conte piacerà. Però, si rinvia tutto perchè nel campo largo c’è paura di qualche scivolone che non è auspicabile in un momento come questo di campagna elettorale.
Le tensioni nel centrosinistra e il nodo Renzi
Ragione per la quale a sinistra ogni contatto avviene senza testimoni scomodi o qualche giornalista impertinente. Il nodo principale è sempre quello delle armi da concedere all’Ucraina. Il Pd è ancora favorevole (con qualche dubbio), i 5Stelle sono assolutamente contrari, non ne vogliono nemmeno sentir parlare. Ma la caparbietà della segretaria di via del Nazareno è dura a morire, soprattutto perchè sa che se la sua “idea fissa” dovesse perdere lei dovrebbe dire addio alla poltrona su cui siede. Oltre a Zelensky c’è un altro problema che assilla la altalenante alleanza di sinistra: l’ingresso nella congrega di Matteo Renzi. Il leader dei 5 Stelle continua a dire di no senza se e senza ma. Lancia un ultimo appello alla “rivale” delle primarie: “Devi essere tu a darmi garanzie”. Renzi apprende e risponde a tono: “Non ho bisogno di darne”.
Primarie e leadership: il rebus del candidato premier
Comunque sia, il furbo segretario di Italia Viva un obiettivo lo raggiunge: della sua persona ne parlano tutti, anche se per criticarlo e per ricordare che di lui non ci si può fidare. Ogni mattina il suo nome appare sui giornali o in tv e se la ride, perchè “nessun uomo politico” ha tanta pubblicità. In tal modo, il rischio è che nel campo largo si continui a dibattere se è meglio fare le primarie o scrivere un programma da presentare agli elettori. Con quale candidato da opporre a Giorgia Meloni il giorno delle politiche? Mistero. Anzi no. Conte propone alla Schlein di fare insieme un passo indietro alla ricerca di un federatore, di un uomo o una donna, capace di tranquillizzare gli esponenti della sinistra. Invano, perchè la Schlein non vuole rinunciare a quell’incarico che per ora soltanto l’attuale premier è riuscita a raggiungere.
Le divisioni nel centrodestra e l’incognita elezioni
E’ vero che anche a destra i distinguo e le divisioni sono di moda. Quando si voterà? Ecco il primo interrogativo al quale nessuno può rispondere con certezza. La premier vuole andare fino alla fine della legislatura? Chissà? Però Antonio Tajani e Matteo Salvini sono categorici: “Quella dell’autunno è la data e non si cambia per nessuna ragione”. Il motivo? Entrambi hanno bisogno di tempo per recuperare le preferenze che hanno perso. Forza Italia perchè c’è un assalto al posto del vice premier e un comportamento ambiguo dei berluscones. Nella Lega, Salvini si è dimesso per difendere in congresso la sua leadership. Queste settimane gli servirebbero per recuperare e ostacolare il cammino del generale Vannacci che negli ultimi sondaggi appare in affanno. Al Futuro Nazionale, dunque, non resta che la speranza di un nuovo abbraccio con i Fratelli d’Italia? “Con lui e i suoi fedelissimi le possibilità di una pace sono meno di zero”, rispondono da via della Scrofa.
L’Europa, la crisi economica e il caso Alcaraz
Questa incertezza non fa bene al trambusto che regna in Europa. La crisi economica va avanti, Giorgia Meloni chiede più flessibilità della spesa perchè i problemi sono tanti ed urgenti. Si dovrebbe procedere con minore severità, scrive alla Von der Leyen per cambiare marcia, per il momento senza una risposta concreta, tanto è vero che parlando alla riunione dell’assemblea generale di Assolombarda, la premier ha detto con chiarezza.: “All’Europa non diciamo sempre si: soltanto per difenderla, non per attaccarla”. Anche i miti tramontano in specie se sono stati i primi nel mondo. E’ il caso di Carlos Alcaraz il rivale di Jannic Sinner che ha perduto due giorni fa con un tennista quasi sconosciuto, Zizoub Bergs, numero 39 del mondo. Con molta acredine alla fine della partita ha detto: “E’ colpa delle palline che rimbalzavano male”. Forse il motivo è un altro, ecco perchè bisogna saper perdere con molta eleganza.
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