Cannavaro: "Maradona dava più emozioni di Messi. Nel 2006 Del Piero voleva tirare l'ultimo rigore"
Il capitano dell'Italia campione del Mondo parla di Mondiali e non solo
Fabio Cannavaro, capitano dell'Italia campione del Mondo del 2006, e vincitore del Pallone d'Oro quello stesso anno, intervistato dal Corriere della Sera racconta quel Mondiale. Di seguito i passaggi più interessanti.
Che ricordo ne ha, capitano?
«Si era creata un’atmosfera pazzesca».
Influì Calciopoli?
«No».
Molti invece dicono di sì.
«Sbagliano. Mi rifiuto di pensare che ci volesse uno scandalo per tirare fuori il meglio di noi. La verità è che eravamo fortissimi. La migliore generazione del calcio italiano, dopo quella del 1982. Un Mondiale non si vince per caso».
Ma forse eravamo ancora più forti quattro anni prima, nel 2002, con Maldini e Bobo Vieri.
«È così. Avevamo un allenatore di grande esperienza, Trapattoni. Ma giocavamo in modo più conservativo, con la staffetta Totti-Del Piero. E contro la Corea del Sud ci mangiammo un sacco di gol. Fu un peccato».
Gli ottavi con l’Australia: l’espulsione di Materazzi, il rigore su Grosso.
«Quando Totti partì verso il dischetto, ci venne il cuore il gola: quello adesso gli fa il cucchiaio…».
Il capolavoro fu la semifinale con la Germania.
«Giocai la partita perfetta. Di solito si notano di più gli attaccanti. Invece il Pallone d’Oro me lo sono conquistato a Dortmund».
La finale, cosa accadde con Materazzi?
«Cose da campo, che di solito devono finire in campo. Non so cosa sia preso a Zizou, che è una persona eccezionale. Sbagliò».
E voi vi diceste: è fatta.
«È fatta per andare ai rigori. Non ne avevamo più, avevamo speso troppo con la Germania. Io stesso ero stanco, ogni volta che affrontavo uno scontro mi sentivo l’indicatore della forza che calava…L’espulsione di Zidane ci salvò».
I rigori li segnammo tutti.
«Il mister arrivò con la lista. Aveva già deciso chi doveva tirare e quando. Qualcuno, mi pare Del Piero, chiese di tirare per ultimo. Mister Lippi disse no: “Tu tiri per primo, chiude Fabio Grosso che è l’uomo dell’ultimo minuto”. Aveva procurato il rigore con l’Australia, sbloccato la partita con la Germania. E tirò il rigore decisivo con la Francia».
È vero che il suo sogno è allenare la Nazionale?
«Il mio sogno è allenare. Essendo italiano, preferirei allenare in Italia. Intanto continuo a girare il mondo. Ho imparato l’inglese, ho imparato lo spagnolo, sono cresciuto, mi sono confrontato con culture diverse. Tutto nasce da un’idea di mister Lippi di farmi andare in Cina. Poi l’Arabia Saudita, l’Uzbekistan…».
Chi vincerà quest'anno?
«Mi dispiace dirlo, ma penso la Francia».
Perché le dispiace?
«Si stanno avvicinando. Sarebbe la terza Coppa, e noi ne abbiamo quattro».
Tra Maradona e Messi?
«Leo è un giocatore straordinario. Un robot. Fin troppo perfetto. Maradona ti dava forse più emozioni. Lo picchiavi e non si lamentava mai. Era un calcio più duro, le entrate da dietro erano consentite».
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