Caso Roggero, come ottenere la grazia e perché conta il pentimento

21 Luglio 2026 - 10:15
0
Caso Roggero, come ottenere la grazia e perché conta il pentimento

La concessione della grazia a Mario Roggero non dipenderà soltanto dall’età, dalla pena ricevuta o dalle circostanze della rapina. Nel procedimento saranno valutati anche il pentimento, la consapevolezza dell’illecito e il comportamento tenuto durante la detenzione.

Grazia a Mario Roggero: come viene valutata la richiesta

Il procedimento per la grazia non equivale a un nuovo processo e non modifica la ricostruzione giudiziaria dei fatti. La condanna di Roggero è definitiva. La domanda punta invece a ottenere una riduzione, una trasformazione o l’estinzione della pena residua attraverso un provvedimento individuale del capo dello Stato.

La procuratrice generale della Corte d’Appello di Torino, Lucia Musti, ha spiegato che durante la preparazione del parere viene valutata anche “l’etica del pentimento”, insieme alla consapevolezza dell’illiceità della condotta. Musti ha precisato che il parere della Procura generale non vincola il Quirinale, ma contribuisce all’istruttoria trasmessa al presidente della Repubblica.

Leggi anche: Roggero, Palamara ha le idee chiare: “Lo Stato lascia soli e poi condanna. Il risarcimento? Seconda vittimizzazione”

Il pentimento richiesto in questa sede non coincide necessariamente con una confessione, perché i fatti sono già stati accertati nei tre gradi di giudizio. Può emergere dal riconoscimento delle conseguenze provocate, dal rapporto con i familiari delle vittime, dal comportamento in carcere e dall’eventuale disponibilità a rispettare gli obblighi civili stabiliti dalla sentenza.

Secondo Musti, nella valutazione entra anche il modo in cui un provvedimento di clemenza potrebbe essere vissuto dai parenti delle vittime. Le parti civili hanno intanto denunciato il mancato versamento delle provvisionali disposte dai giudici e annunciato la possibilità di procedere con i pignoramenti.

Grazia a Mario Roggero: perché l’iter potrebbe richiedere diversi mesi

L’avvocato Stefano Marcolini, difensore del gioielliere, ha spiegato che l’istruttoria presidenziale non prevede tempi immediati. Gli uffici acquisiranno la sentenza, i documenti processuali, le informazioni sulla situazione personale del condannato e le relazioni riguardanti il percorso carcerario.

Roggero ha iniziato la detenzione soltanto a luglio 2026. Il periodo trascorso a Bollate sarà quindi uno degli elementi osservati prima della formulazione dei pareri richiesti. La moglie ha già presentato la domanda, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’avvio dell’istruttoria.

Leggi anche: Caso Roggero e il conto in Tunisia: sequestrati 50mila euro

La difesa ha chiesto anche la sospensione dell’esecuzione della pena in attesa della decisione sulla grazia. Al momento, però, non risulta disposta una misura alternativa. Il legale ha ricordato che la condanna per omicidio e l’entità della pena rendono difficile un accesso immediato alla detenzione domiciliare.

Matteo Salvini, dopo aver incontrato Roggero in carcere, ha definito la pena eccessiva e sostenuto pubblicamente la domanda presentata dalla famiglia. Il vicepremier ha comunque riconosciuto che la decisione spetta esclusivamente a Mattarella, nei tempi e con le modalità previste dall’ordinamento.

La mobilitazione politica può sostenere la richiesta, ma non sostituisce gli accertamenti previsti. Per Roggero conteranno soprattutto la documentazione processuale, il comportamento durante la detenzione, il rapporto con le conseguenze delle sue azioni e la valutazione autonoma del presidente della Repubblica.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI POLITICA

L'articolo Caso Roggero, come ottenere la grazia e perché conta il pentimento proviene da Affaritaliani.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User