Castellammare sciolta per camorra, esplode la guerra nel Pd. L’ex sindaco accusa Schlein e Ruotolo: «Voi avete firmato le liste»

15 Luglio 2026 - 18:45
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Castellammare sciolta per camorra, esplode la guerra nel Pd. L’ex sindaco accusa Schlein e Ruotolo: «Voi avete firmato le liste»

Castellammare sciolta per camorra, esplode la guerra nel Pd. L’ex sindaco accusa Schlein e Ruotolo: «Voi avete firmato le liste»

Dallo scioglimento del Comune alla resa dei conti nel Pd. L’ex sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza rompe gli argini e accusa i vertici dem: «Schlein e Ruotolo mi hanno lasciato solo. Le liste erano state approvate dal partito». Un affondo che fa esplodere la guerra interna ai democratici, trasformando lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche in un caso politico nazionale.

Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche apre infatti una durissima resa dei conti tutta interna al Partito democratico. A trasformare il caso in una vera e propria faida è l’ex sindaco Luigi Vicinanza, che respinge ogni responsabilità politica e accusa direttamente il suo partito di averlo prima sostenuto e poi abbandonato quando è arrivata la decisione del governo.

L’affondo investe i vertici nazionali e regionali del Pd, ma anche l’eurodeputato Sandro Ruotolo, che nei mesi scorsi aveva preso le distanze dall’amministrazione.

Vicinanza contro il Pd: «Mi hanno lasciato solo per una guerra interna»

«Io sono stato lasciato solo e questa città è stata vittima di una lotta interna al Pd», accusa Vicinanza, attribuendo proprio alle divisioni del partito parte delle vicende che hanno portato allo scioglimento.

L’ex sindaco respinge anche l’accusa di aver costruito liste civiche “inquinate”, rilanciando la responsabilità sui dirigenti dem. «Quelle liste furono compilate e firmate dall’attuale segretario regionale, quando era commissario del Pd, nella sede del partito e con l’avallo della segretaria Elly Schlein. Se non erano convinti, potevano negare il simbolo del Pd alle elezioni». Parole che aprono uno scontro diretto con il Nazareno e con la dirigenza campana.

L’affondo contro Ruotolo: «I voti prima andavano bene?»

Nel mirino finisce anche Sandro Ruotolo. «Era il capolista del Pd alle comunali, membro della segreteria nazionale e candidato alle Europee anche qui. Deve spiegare se i voti di questa città erano buoni per le comunali ma non lo erano più dopo che è stato eletto». Un’accusa che fotografa la frattura esplosa nel Pd dopo lo scioglimento del Comune e le prese di distanza di alcuni dirigenti dem.

FdI: «Il Pd è l’epicentro del sistema»

Sulle tensioni interne al centrosinistra si innestano gli attacchi di Fratelli d’Italia. Gennaro Sangiuliano parla di un Pd che tenta «goffamente e tardivamente» di prendere le distanze da un sistema politico che, a suo dire, ha contribuito a costruire. «Il Pd costituisce l’epicentro del sistema a Castellammare come a Torre Annunziata», afferma il capo dell’opposizione in Regione Campania, ricordando come anche l’altro Comune sia stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.

Sulla stessa linea il senatore Sergio Rastrelli, secondo cui il governo Meloni «non può consentire zone d’ombra nelle amministrazioni pubbliche», e che accusa il Pd di aver prima sostenuto l’amministrazione e poi «abbandonato pavidamente un sindaco perbene al suo destino».

Lo scioglimento diventa un caso politico nazionale

Così, oltre alla vicenda amministrativa, lo scioglimento di Castellammare si trasforma anche nel simbolo dello scontro interno al Partito democratico. Da una parte il tentativo dei dirigenti dem di prendere le distanze dall’amministrazione, dall’altra la durissima controffensiva di Vicinanza, che chiama direttamente in causa Schlein, il gruppo dirigente campano e Ruotolo, accusandoli di aver condiviso le scelte politiche fino al momento in cui il caso è esploso. Una resa dei conti che rischia di avere conseguenze ben oltre i confini della città campana.

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