“Catalano come Ponzio Pilato”: la Lega attacca l’assessore sulla sicurezza a Varese

Maggio 12, 2026 - 16:42
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“Catalano come Ponzio Pilato”: la Lega attacca l’assessore sulla sicurezza a Varese
marco bordonaro lega varese

La gestione della sicurezza urbana accende nuovamente lo scontro politico a Varese. Il segretario cittadino della Lega, Marco Bordonaro, contesta duramente l’assessore alla Polizia Locale Raffaele Catalano all’indomani delle sue dichiarazioni a Varesenews, accusandolo di un atteggiamento rinunciatario di fronte alle criticità del territorio.

«Francamente non comprendiamo questo atteggiamento pilatesco del ‘lavarsene le mani’ – dichiara Bordonaro –. Scaricare continuamente colpe e responsabilità su Polizia di Stato e Carabinieri ha stufato molti cittadini, stanchi di subire questo continuo tentativo di lavaggio del cervello. Inoltre, finisce solo per fare felici sbandati e delinquenti».

La polemica sulla “visione della Polizia Locale” e la movida

Secondo il Carroccio, l’esponente della giunta Galimberti sminuirebbe il ruolo strategico del comando di via Sannio, relegandolo a compiti marginali: «Catalano si rifugia dietro una visione statalista e borbonica della Polizia Locale: la vorrebbe con il caschetto bianco sulla pedana a dirigere il traffico, impegnata soltanto a multare le auto o nei “controlli antimovida”. Immaginano Varese come una città-dormitorio e non come un centro universitario vivace, fatto di eventi, giovani, commercio e cultura. La realtà è diversa: oggi la Polizia Locale fa la vera differenza contro microcriminalità e degrado, specie nei capoluoghi con tre stazioni ferroviarie che vivono criticità quotidiane. Il peggioramento è netto e sotto gli occhi di tutti, in particolare nell’area delle stazioni, nei quartieri e sul fronte dei furti nei negozi e nelle abitazioni. Persino gli storici elettori di centrosinistra lo ammettono, mentre i comitati di controllo di vicinato denunciano di essere ignorati dal Comune».

I dati sui Daspo e la carenza di organico

La Lega evidenzia una contraddizione nei numeri presentati nelle scorse ore da Palazzo Estense, interpretandoli come la prova di un contesto urbano in via di deterioramento: «Nel 2024 sono stati emessi 29 Daspo urbani, saliti a 47 l’anno successivo. Per l’opposizione questo incremento dimostra che l’emergenza è reale e che l’attività della Polizia Locale è già centrale sul fronte della sicurezza. Catalano lamenta gli organici insufficienti delle forze dell’ordine statali, ma pensi a quelli del suo Comune. Servono urgentemente almeno venti agenti in più per sostituire i pensionamenti e attivare il ‘vigile di quartiere’, una figura necessaria per non far sentire abbandonati i residenti».

Strumenti bocciati e la proposta dell’unità cinofila

Il Carroccio solleva infine il tema delle dotazioni in uso al personale e del contrasto allo spaccio di stupefacenti, citando l’ultimo episodio di cronaca avvenuto in via Como: «I nostri emendamenti per dotare gli agenti di Taser e BolaWrap sono stati ripetutamente bocciati per motivi ideologici. La sinistra vuole polizie locali disarmate. In tutta Italia i comandi svolgono operazioni antidroga anche nelle scuole: la vicina Gallarate dispone già di un cane antidroga e Regione Lombardia finanzia questi mezzi. A Varese servirebbero ben due cani antidroga, da impiegare in città e nei Comuni limitrofi».

La chiosa del segretario leghista guarda già alle scadenze amministrative: «Dopo anni disastrosi, questa amministrazione ha pochissime risposte da dare. Il vero cambio di passo arriverà solo dopo le prossime elezioni».

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