C’è chi non abbandona l’italiano esasperato. E chi ne fa (ancora) un nemico “di classe”

19 Luglio 2026 - 12:45
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C’è chi non abbandona l’italiano esasperato. E chi ne fa (ancora) un nemico “di classe”

C’è chi non abbandona l’italiano esasperato. E chi ne fa (ancora) un nemico “di classe”

Mario Roggero non è il Travis Bickle di Taxi driver. Non è il giustiziere della notte nevrotico interpretato magistralmente da Robert De Niro. Non è un eroe né un anti-eroe. È semplicemente un cittadino esasperato di fronte all’arbitrio di chi ha invaso con la violenza la sua attività, mettendo in grave pericolo la sua famiglia e attentando al lavoro frutto di anni di sacrifici.

La sua reazione contro i malviventi, con lo strascico di sangue che è costato la vita a due di questi e che ha rovinato anche la sua di vita (azione di cui si è pentito), è oggetto di una condanna in Cassazione. Ne prendiamo atto con un certo smarrimento, limitandoci ad osservare che 14 anni e 9 mesi di carcere a un settantaduenne corrispondono a una condanna all’ergastolo. È quello che merita questo onesto cittadino vittima di una rapina, e non la prima, a mano armata? Ecco: il buonsenso, il senso comune, dicono assolutamente «no».

Non è certo apologia del “far west” all’italiana. Mario Roggero non ha regolato i conti con nessuno. Non si è sostituito alla forza pubblica. Ha reagito, sbagliando per eccesso, in una determinata situazione legata a un frangente durato pochi, interminabili, minuti. Ma quella determinata situazione è il frutto avvelenato di una “giungla che avanza” e pensa di poter dettare legge nella nostra società. Il punto politico della questione è proprio questo.

La destra continua a porsi il problema, cercando di offrire soluzioni attuali e un argine a questa deriva. A partire dagli interventi su una normativa che non sembra attrezzata a sufficienza per difendere i cittadini da attacchi che provengono da tutte le parti: dal degrado sociale, dall’immigrazione, dalla miopia e dal permissivismo di certe decisioni ideologiche della politica e della magistratura. Fino a qualche ora fa era presente persino la beffa del “risarcimento danni” alle famiglie dei rapinatori: follia a cui il governo Meloni, meritoriamente, ha messo la parole fine.

Insomma, la destra di governo è connessa con la realtà e ne affronta i nodi. Riconosce, nel caso specifico, che lo Stato ha un debito nei confronti di Roggero e di quelli come lui: le istituzioni non sono riuscite a proteggerlo. E chi di dovere è pronto, nei limiti del consentito, ad assumersi ulteriori responsabilità: inclusa la revisione della legge sulla legittima difesa. La pesante condanna al commerciante – a cui non sembrano applicate quelle “contestualizzazioni”, quelle valutazioni quasi comprensive di cui godono spesso e volentieri delinquenti conclamati – ha aggiunto un supplemento di rabbia e di indignazione. Lo shock collettivo arriva qui. Da un senso di ingiustizia sostanziale che scavalca la giustizia formale. E di cui la politica, almeno da destra, intende farsi carico. Alla luce di tutto questo giunge la richiesta di un atto di clemenza rivolto al Colle. O almeno di una mitigazione della pena per il gioielliere.

La sinistra, invece, che cosa dice ai cittadini sul caso Roggero? Ai ceti popolari che subiscono più di tutti la “coda” di un decennio di laissez faire, di sociologismi sulla delinquenza a 360° e delle fratture causate dall’immigrazione di massa? Al ceto medio che sente sotto attacco i propri beni? Nulla. Un silenzio che nasconde, male, il vecchio pregiudizio “di classe” nei riguardi di quelli come Mario Roggero: verso chi protegge la propria attività, la propria casa, la propria famiglia come se si trattasse di un’inaccettabile proiezione del proprio individualismo. A maggior ragione, lo ha detto con disarmante sincerità Ilaria Salis, se «uomo italiano, bianco e di classe media». Come spiegato da Priscilla Del Ninno sul Secolo d’Italia la sinistra si conferma anaffettiva nei riguardi dell’Italia profonda. Ha in mente un progetto di ingegneria sociale e a quello devono «arrendersi» gli italiani. Se poi ci sono italiani che scelgono di non arrendersi si arrangino pure. Per loro il “soccorso rosso” non arriverà mai.

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