Centrosinistra, Renzi ‘chiama’ i riformisti di FI: “Venite da noi”. Tajani: “L’unico centro siamo noi”
Torna a casa, in una Leopolda trasformata per l’occasione in Itaca, e prova a ‘bussare’ in casa altrui. Mentre sono tanti, al centro del centrosinistra, i leader che ‘sgomitano’ per sedere al tavolo della coalizione, Matteo Renzi prova a ‘sfondare’ a destra: “Il mio è un appello ai riformisti di Forza Italia: lasciate FI e venite con noi, lo dico a chi ha creduto al disegno europeista di Silvio Berlusconi: non potete stare con chi nega l’Europa. Le porte sono aperte e sono sicuro che nelle prossime ore qualche segnale ci sarà”, azzarda.
Chi ha seguito questi tre giorni alla Leopolda ha capito perché la Politica è terribilmente bella e difficile. Grazie per queste emozioni. Solo chi non le vive non può cogliere fino in fondo il valore di questa esperienza meravigliosa ❤️ https://t.co/CNi2uDbn2W
— Matteo Renzi (@matteorenzi) October 4, 2026
L’alt azzurro non si fa attendere. Il primo a replicare è il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto. “Mi verrebbe da ribaltare la domanda: che mai dovrebbero farci riformisti e liberali in una coalizione a guida Schlein e Conte? Perché guardando alla realtà del cosiddetto campo largo, vedo una sinistra radicale che mette in discussione il sostegno all’Ucraina, che parla di nuove tasse e patrimoniali“, taglia corto. A stretto giro arriva anche il no di Antonio Tajani: “Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito Popolare Europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi – dice chiaro – A chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista diciamo che oggi quello spazio politico non c’è più. Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia”, insiste, anche se sulle frequenze di ‘radio Transatlantico’ sempre più insistenti si fanno le voci di nuovi possibili addii azzurri: verso Vannacci, però. I ‘riformisti’, l’opposizione interna – è il ragionamento – perché dovrebbero andare da Renzi, quando hanno Marina dalla loro parte?”.
Renzi al campo largo: “Non mi interessa chi guida la coalizione. Lavoro perché Meloni vada a casa”
Non solo a destra, però. Dalla Leopolda Renzi prova a ribaltare il tavolo anche nel campo largo. Da chi ha bisogno di un garante, come sostiene Giuseppe Conte, a chi – proprio dal leader M5S – pretende garanzie. I toni, come ammette lui stesso, sono concilianti e meno irriverenti del passato, perché l’obiettivo è accompagnare Giorgia Meloni alla porta, ma i paletti sono chiari. “Chi chiede garanzie prenda un tostapane. Stimo Elly Schlein, ma ha una storia diversa dalla mia, è la persona meno adatta a ‘garantire per me'”, spiega. A ‘blindare’ il patto programmatico, allora, potrebbe essere un contratto alla tedesca. “Lo lanciarono i 5 stelle nel 2018 e io sono d’accordo”, dice. Poi la controprovocazione: “Noi vogliamo avere la garanzia che Matteo Salvini non vada mai più al Viminale, che Giorgetti non sia mai più ministro e che noi non staremo mai dalla parte di Donald Trump. A Conte chiediamo queste tre garanzie”.
La partita, per l’ex premier, è chiara: “O Meloni va a casa o vince, prende tutto e va al Quirinale e si andrà a un presidenzialismo de facto. Io lavoro perché Meloni vada a casa, non mi interessa chi guiderà la coalizione. Per me è come quando dovevo fermare Salvini che voleva i pieni poteri. Dobbiamo capire che o ci diamo una smossa o lei vince. Se siamo uniti la partita si vince. Il rigore non ce l’ha lei, ce l’ha il centrosinistra”, insiste.
Grillo ancora contro il M5S
Nel giorno del compleanno, poi, al M5S arriva anche l’attacco di Beppe Grillo. “Oggi è il 4 Ottobre. E va tutto bene. Ai valori di San Francesco si ispirava una forza politica, fondata il 4 ottobre 2009, che concepiva le istituzioni come servizio ai cittadini, anziché come strumento di arricchimento personale”, scrive sul suo blog, prendendo di mira la ‘legge poltronificio’ approvata in Sardegna nel 2021 dalla giunta Solinas, ma adesso “sfruttata” da Alessandra Todde e dal M5S. Il fondatore prende di mira alcune persone, pubblicando i loro stipendi. Tra loro il portavoce della governatrice Alessandra Todde, Jacopo Gasparetti, e Mariassunta Matrisciano, ex senatrice. “Oggi è il 4 ottobre. E tutto va bene. Perché nessuno dice nulla sui principi e valori di San Francesco. E il problema è proprio questo qui”, conclude Grillo.
Avete letto? Siamo alle solite. Ci attaccano e provano a screditarci ogni giorno, ci puntano il dito contro da ogni parte. Ma quanto è bello però andare avanti sempre a testa alta con una comunità di persone coraggiose, con valori forti e chiari. Che pesta i piedi ai pochi forti e intoccabili. Che difende a oltranza i tanti senza voce dimenticati in questo Paese. Buon compleanno, Movimento 5 Stelle!
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) October 4, 2026
Non replica, ma interpreta il compleanno in modo diametralmente opposto Giuseppe Conte: “Ci attaccano e provano a screditarci ogni giorno, ci puntano il dito contro da ogni parte. Ma quanto è bello però andare avanti sempre a testa alta con una comunità di persone coraggiose, con valori forti e chiari. Che pesta i piedi ai pochi forti e intoccabili. Che difende a oltranza i tanti senza voce dimenticati in questo Paese. – scrive sui social – Buon compleanno, MoVimento 5 Stelle!”.
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