Cesare Battisti denuncia il sovraffollamento nel carcere di Massa: "Situazione al collasso"
AGI - "Massa non ce la fa più, agonizza sotto il peso di un sovraffollamento che rende impossibile la gestione del carcere". In una lettera indirizzata al suo legale Davide Steccanella, che l'AGI ha visionato, Cesare Battisti, l'ex appartenente ai Proletari Armati per il Comunismo condannato all'ergastolo per 4 omicidi negli anni Settanta, scrive che la casa circondariale dove è recluso "è passata in pochi mesi da faro di civiltà in materia di esecuzione penale e con una capienza massima di 170 reclusi agli attuali oltre 300 e al Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ndr) non sono ancora soddisfatti, ne arrivano quotidianamente".
Le cause del peggioramento secondo Battisti
"Cosa è stato a far cambiare il vento, come spiegare un peggioramento così drastico delle condizioni di vita dentro le carceri italiane, e non solo per i detenuti? Se tutte le statistiche ci dicono che la criminalità negli ultimi anni in Italia è letteralmente crollata, perché allora la popolazione detenuta aumenta e perché ci sentiamo tanto insicuri?" si chiede il recluso nella missiva.
"La risposta al feroce attacco a una detenzione dignitosa, agli stessi diritti umani con il rastrellamento selvaggio reso possibile dall'emanazione di un crescendo di decreti liberticidi (...). Sta poi nell'auto assoluzione di politici incompetenti e criminali, che ci vorrebbero far credere che è riempendo il carcere fino a farlo scoppiare che si affrontano i problemi di un Paese dove dire giustizia sociale è oggi uno slogan scaduto".
Servizi in difficoltà e sanità sotto pressione
Il sovraffollamento "rende impossibile la gestione del carcere - afferma Battisti -: la logistica, la sorveglianza, l'area trattamentale e il servizio sanitario sono allo sbando".
"Il degrado della cucina è scandalosamente incompatibile con le più elementari norme sanitarie. Le conseguenze di questa situazione si ripercuotono sulla salute della popolazione detenuta, a cominciare dalla qualità scadente del vitto (alcuni generi alimentari originalmente destinati allo scarto dalle catene di distribuzione qui vengono sistematicamente ridistribuiti); perfino la quantità è insufficiente: quanti detenuti mangerebbero correttamente se invece di acquistare al sopravvitto si servissero tutti dal carrello?
L'infermeria, già di per sé inadeguata a garantire la dovuta assistenza sanitaria alla popolazione detenuta qui inizialmente prevista, con il sovraffollamento è stata riconvertita in deposito per gravi casi di tossicodipendenza o per soggetti psichiatrici che dovrebbero essere trattati fuori dalla struttura carceraria.
In queste condizioni, assillati dalla richiesta di psicofarmaci, con la somministrazione di dosi sempre più massicce e devastanti, e nel continuo stato di allerta per atti di autolesionismo, medici e infermieri si ritrovano nell'impossibilità di svolgere adeguatamente la loro normale missione in seno alla popolazione detenuta".
Celle più affollate e problemi negli spazi comuni
"Il sovraffollamento repentino non ha risparmiato la cosiddetta sezione avanzata: nelle celle a due è stata aggiunta una terza branda (una promiscuità che ignora le norme basiche che dovrebbero regolare la separazione tra detenuti di diversa tipologia). Si vocifera, inoltre, che presto sarà addirittura aggiunta una quarta branda".
E ancora Battisti spiega al suo avvocato che "la sporcizia regna nei corridoi e in tutte le aree in comune; i locali riservati alla socialità, oltre a essere sprovvisti di servizi sanitari, sono diventati luogo di bivacco per fumatori, per i quali non è stato previsto uno spazio adeguato.
I frigoriferi in cella qui sono vietati e quelli disponibili posti nelle aree in comune, essendo ben al disotto del fabbisogno di una sezione, creano scompiglio nella ressa degli usuari".
Il tema del lavoro in carcere
"È pur vero - riconosce l'ex Pac - che, nonostante tanti inconvenienti, questo carcere continua a offrire ai detenuti una cospicua quantità di posti di lavoro e in questo senso, rispetto a tutto il sistema penitenziario, la Casa Circondariale di Massa rimane certamente ben al disopra della media.
Tuttavia, la graduatoria per l'accesso al lavoro interno non rispetta rigorosamente il punteggio previsto dall'Ordinamento Penitenziario, talvolta segue logiche discriminatorie e, purtroppo, anche di deplorevoli favoritismi".
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