Chi allenerà Antonio Conte? Dalla Nazionale all'estero

16 Luglio 2026 - 15:55
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"Parole sull'Italia? Ne sono state dette troppe. È l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta un’impresa al contrario”. Antonio Conte ha parlato così a inizio settimana a La Gazzetta dello Sport. Non ha voluto affrontare l'argomento Nazionale, perché il suo nome è uno di quelli che Malagò, Maldini e Leonardo stanno valutando. A oggi il profilo dell'ex Napoli, sponsorizzato dai club di Serie A, è uno dei tre in pole position per diventare il prossimo commissario tecnico azzurro, insieme a quelli di Mancini e soprattutto Pirlo, che ha scalato posizioni negli ultimi giorni grazie al gradimento del nuovo Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia. Entro una settimana verrà presa una decisione, Conte aspetta di capire quello che sarà il suo futuro. Uno con il suo profilo è richiesto e desiderato, ma a questo punto della carriera l'Azzurro ha la priorità.

L'AUTOCANDIDATURA

“Se fossi il presidente della FIGC mi prenderei in considerazione”. Conte, che è stato commissario tecnico azzurro tra il 2014 e il 2016, aveva parlato così a inizio aprile della possibilità di diventare ct: "Non è la prima volta che non ci qualifichiamo, io dico che dopo tre Mondiali bisogna fare qualcosa di vero, ma quando sono stato ct, si è parlato tanto, ma io ho trovato poco aiuto. Penso che anche nei disastri ci siano cose da salvare, altrimenti adesso abbiamo scritto per una settimana, abbiamo dato da mangiare a tutti e poi si dimentica. Se ci fossimo qualificati ci sarebbero stati toni trionfalistici per tutti, troviamo una via di mezzo. Qualcosa deve essere fatta sicuramente". Rispetto al 2016 le cose sono cambiate, tanta acqua è passata sotto i ponti, dieci anni fa Conte aveva bisogno di stimoli quotidiani, oggi è pronto a ricostruire dalla macerie in Nazionale, con un progetto a lungo termine, fino al Mondiale del 2030.

LE ALTERNATIVE

Se Malagò e Maldini decidessero di puntare su Mancini o Pirlo (Guardiola resta sulla lista, ma il suo arrivo è molto difficile), Conte potrebbe decidere di fermarsi, riposare, ricaricare le pile e aspettare. Le offerte, soprattutto quelle molto ricche dall'Arabia Saudita e dal Qatar, non mancano, ma non c'è fretta di sposare un nuovo progetto. E' ancora senza ombra di dubbio un allenatore da big del calcio europeo, potrebbe decidere di valutare anche le opzioni che nasceranno il prossimo autunno: è vero che preferisce non accettare incarichi a stagione in corso, che ha bisogno di tempo per trasmettere le sue idee, ma sa che bisogna adattarsi ai tempi che cambiano.

RAGIONARE IN MODO DIVERSO

Il calcio è in continua evoluzione, bisogna rimanere al passo con i tempi. Superare certi dogmi e convinzioni, senza snaturarsi: "E' cambiato tutto - ha detto Conte a La Gazzetta dello Sport - Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Contano i riferimenti: io ad Alisson chiedevo di seguire il terzino avversario che spingeva. In attacco possiamo giocare 3-2-5 e decidere se tra i tre dietro c’è un terzino oltre ai due centrali o magari c’è il play che si abbassa. Oppure 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”. Esattamente come sta facendo lui.

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