Legge elettorale approvata alla Camera con 217 sì, proteste delle opposizioni in Aula
È arrivato oggi, 16 luglio, il voto finale alla Camera sulla legge elettorale: via libera, con il voto segreto, con 217 sì. Il voto è avvenuto tra le tensioni in maggioranza, dopo la bocciatura martedì dell’emendamento sulle preferenze voluto da FdI, Udc e Nm e appoggiato, sulla carta, anche da FI e Lega. L’emendamento, con il voto segreto, è stato respinto per 188 a 187, tra i festeggiamenti delle opposizioni, che hanno da subito chiesto le dimissioni della premier, Giorgia Meloni. Ma anche ieri, tra favorevoli e contrari, un nuovo emendamento, la ‘versione vannacciana’ delle preferenze ha aperto, nel secondo giorno di votazioni sulla legge elettorale, una nuova crepa nella maggioranza, con le opposizioni che sono tornate alla carica nel chiedere dimissioni ed elezioni anticipate. Mentre si è registrato il sì all’unanimità sul voto ai fuorisede.
A scatenare la bufera ieri è stato l’emendamento di FnV, a prima firma Edoardo Ziello, che riproponeva le preferenze e, sebbene bocciato, ha ricevuto 139 voti favorevoli. Forza Italia aveva annunciato il voto contrario, la Lega, neanche a dirlo, ha escluso l’appoggio ai nemici giurati ed è facile capire da dove arrivi la valanga di sì per Futuro nazionale, sulla quale lo stesso Giovanni Donzelli fuga ogni dubbio: “FdI da quando siamo in Parlamento vota qualsiasi cosa che ritiene utile per gli italiani. Non abbiamo motivo di non votare una cosa perché la propongono le opposizioni”.
Dal canto suo la presidente del Consiglio non torna sulla linea già chiarita: il provvedimento va avanti e nella maggioranza serve una riflessione. Un messaggio che ha tutta l’aria di essere indirizzato innanzitutto ai due vicepremier ai quali FdI, non a caso, il giorno dopo il ‘caso preferenze’ si contrappone nel voto d’Aula.
Punti chiave
- Montaruli (FdI): "Italia torna a scegliere chi governa"
- Lupi. "Passo avanti per stabilità, ora priorità di fine legislatura"
- Rampelli (FdI): "Al Senato si potrà rimediare a inciampi"
- Siracusano (FI): "Stabilità governo connessa a quella economica"
- Congedo (FdI): "A sinistra piacciono governi di palazzo"
- Battilocchio (FI): "Legge utile a Italia, stabilità e regole chiare"
- Salvini: "Non ho niente da dire, per me è un tema più lontano della fisica quantistica"
- Gelmini: "Nm coerente su preferenze, al Senato recuperare incidente"
- Scambio Conte-Donzelli: 'Tuo discorso di addio?'; 'Non prima di un anno'
- Barabotti (Lega): "Stabilità e rispetto voto per rafforzare democrazia"
“Il primo ok alla Camera della legge elettorale è un ulteriore passo in avanti per un’Italia che si rimette al popolo, dando la prospettiva di governi che solo al popolo devono rispondere. Chi vince nelle urne, scelto dagli italiani, deve avere il diritto di governare: è questo il principio che perseguiamo. Dalla palude, invece, sono nati i governi degli accordi di Palazzo, di quelli non eletti nelle urne, che facevano il giro delle cancellerie per accreditarsi, facendo perdere credibilità e stabilità all’Italia. Solo la maggioranza attuale ha l’occasione di renderli un triste ricordo. Grazie al relatore Angelo Rossi, a Giovanni Donzelli e ai tanti che si sono impegnati su questa legge: oggi questo traguardo è concretamente possibile”. Così in una nota la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli
“L’approvazione della legge elettorale alla Camera è un passaggio importante verso un sistema in grado di dare stabilità e governabilità al Paese. Il voto di oggi conferma che la maggioranza è compatta e che si può avviare una riflessione sul voto contrario all’emendamento sulle preferenze, che ripresenteremo al Senato, con la consapevolezza che tutto il centrodestra intende proseguire la legislatura senza galleggiare o rimanere impantanato in una palude, come ha detto giustamente Giorgia Meloni. Abbiamo davanti un anno importante, in una situazione internazionale molto delicata, che dovremo sfruttare per realizzare altre riforme in favore dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, a partire dalla riduzione delle tasse per i giovani. Non servono verifiche come quelle della Prima Repubblica, ma incontri e confronti per decidere quali sono le priorità per completare il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia”. Lo dichiara il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
“Dopo aver presieduto l’aula a lungo durante l’esame della legge elettorale, soffrendo per non aver potuto votare l’emendamento sull’introduzione di una quota parte di preferenze, oggi sono riuscito a esprimere il mio sì convinto a una legge che sancisce forte e chiaro il diritto-dovere di chi prende un voto in più della coalizione concorrente di governare. Mettendo al bando definitivamente l’insopportabile stagione dei governi guidati da banchieri o quella dei governissimi che mettono insieme diavolo e acqua santa. Questa riforma, al netto degli inciampi parlamentari su cui si potrà rimediare al Senato grazie al tanto decantato bicameralismo perfetto, ha quindi introdotto il principio della stabilità e della regola dell’alternanza sulla base della legittimazione popolare. Sono state giornate pesanti, ma anche di vivacità politica. A conferma che il Parlamento è vivo e… lotta insieme a noi”. Lo dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia in Transatlantico, interpellato sull’approvazione della legge elettorale.
“L’approvazione in prima lettura della riforma della legge elettorale rappresenta un passo importante per rendere il nostro sistema istituzionale più stabile e più chiaro per gli elettori. Garantire esecutivi solidi e in grado di portare a termine il mandato ricevuto dai cittadini significa assicurare continuità all’azione di governo e offrire al Paese un quadro di maggiore certezza”. Così Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia. “La stabilità politica è un valore che si riflette direttamente sulla stabilità economica: rafforza la credibilità dell’Italia a livello internazionale, favorisce gli investimenti, offre maggiori certezze alle imprese, ai mercati e alle famiglie. L’altro valore di questa legge è la chiarezza. Chi vince le elezioni ha la maggioranza dei seggi, governa per cinque anni, e dopo gli elettori decidono se confermare o meno quella determinata esperienza. Ecco, con questa riforma compiamo un passo avanti verso istituzioni più efficienti e governi più autorevoli”, conclude.
“L’approvazione della riforma elettorale alla Camera è un passo decisivo per garantire all’Italia governi stabili, capaci di durare cinque anni. La stabilità politica è la prima leva necessaria per la crescita economica e la credibilità finanziaria della nostra Nazione. La sinistra ha ampiamente dimostrato che preferisce arroccarsi a difesa di un sistema che ha prodotto solo governi di palazzo e di incertezza economica. Clamorosa la loro proverbiale ipocrisia sulle preferenze: hanno esultato per la bocciatura pur di difendere le oligarchie di partito. Noi andiamo avanti con determinazione: con il Governo Meloni le riforme proseguono per rendere l’Italia più forte, competitiva e fedele al mandato degli elettori”. Lo dichiara Saverio Congedo, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Finanze.
“Una buona legge per l’Italia, che consente alla coalizione che vince le elezioni di governare il Paese. Una legge che, nella chiarezza delle varie proposte in campo, punta a garantire stabilità e governabilità : la sera delle elezioni sarà chiaro chi avrà la responsabilità di guidare il Paese.
Il dibattito, in Commissione e in Aula, ha migliorato il testo base, con diversi emendamenti, attraverso un lavoro che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari. La stabilità di questi anni ha reso più forte il nostro Paese, sia nelle dinamiche economiche interne che nei contesti internazionali: un valore aggiunto importante, anche in prospettiva”. Così Alessandro Battilocchio, Responsabile Elettorale di Forza Italia, che ha partecipato per FI in questi mesi, assieme a Stefano Benigni, al tavolo di centrodestra per la legge elettorale.
Sulla legge elettorale “non ho niente da dire. Non pervenuto, proprio. È un tema più lontano della fisica quantistica”. Lo ha detto il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della presentazione e inaugurazione del progetto di realizzazione di nuove banchine del porto di Bari.
“Ha fatto clamore il nostro sostegno all’emendamento sulle preferenze presentato da Futuro Nazionale, ma noi siamo coerenti e restiamo favorevoli alle preferenze. Questo però non cancella l’incompatibilità che abbiamo con Vannacci e con le sue idee, su cui restiamo fermamente contrari. Sulle preferenze faremo una riflessione e mi auguro che al Senato, dove non è ammesso il voto segreto, ci sia la possibilità di recuperare l’incidente di percorso che si è verificato alla Camera”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, a RaiNews24.
Scambio di battute tra Giuseppe Conte e Giovanni Donzelli in Transatlantico dopo il voto sulla legge elettorale, con l’ex premier che esordisce: “Il tuo è stato veramente un discorso di commiato… Hai ringraziato tutti, vuol dire che tra poco andiamo al voto?”. Il responsabile organizzazione di FdI replica ironico: “Non prima di un annetto” e aggiunge: “Sei geloso perché non ti ho ringraziato? Se è così ti prometto che la prossima volta ti ringrazio…”. Il siparietto prosegue con Conte che ribatte: “Non mi puoi ringraziare perché vi stiamo mandando a casa…”, poi scherza sui “corsi di sopravvivenza per resistere” su cui la la maggioranza ha da “insegnare qualcosa”. “Il mio corso di sopravvivenza l’ho fatto da studente universitario a Firenze – risponde Donzelli -, quando circondato dai collettivi ero l’unico di destra, quello è stato un corso di sopravvivenza”.
“In un momento di grande incertezza c’è bisogno di riferimenti saldi e di responsabilità istituzionale. Abbiamo tutti la responsabilità di creare le condizioni affinché le nostre istituzioni possano trovare la stabilità che soltanto una maggioranza coesa sul piano politico può garantire.
Questa legge elettorale risponde, quindi, alle aspettative dei cittadini. Gli italiani si aspettano che il loro voto conti, che una maggioranza vincente possa esprimere un Governo capace di fare scelte efficaci in tempi ragionevoli. Per noi c’è un principio democratico fondamentale: per essere una maggioranza bisogna prendere un voto in più e per governare bisogna vincere le elezioni.
Un principio che le opposizioni mettono in discussione, incapaci di contrapporsi a questa riforma con alternative concrete e avendo trovato unità nella critica ma non nella capacità di costruire una proposta comune. Sono il campo largo quando si tratta di criticare e distruggere, ma quando si tratta di fare proposte serie sono il campo santo”. Così il deputato della Lega Andrea Barabotti, oggi in Aula annunciando il voto favorevole sulla legge elettorale.
“Una buona legge elettorale che Forza Italia ha sostenuto con convinzione perché assegna al cittadino un ruolo fondamentale di indirizzo politico. L’elettore saprà con assoluta chiarezza il nome del Presidente del Consiglio che la coalizione propone per guidare il Paese. Si tratta di un elemento che rafforza enormemente la responsabilità politica nei confronti degli elettori, ferme restando le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica previste dalla Costituzione, e garantisce la stabilità. La stabilità è infatti garantita, oltre che dal premio di governabilità, anche dal potere di indirizzo assegnato all’elettore. Più il voto porta con sé un orientamento riconoscibile della politica nazionale, maggiore è la responsabilità assegnata alle forze politiche di rispettare il mandato”. Così Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, commenta l’approvazione alla Camera della legge elettorale.
“Anche oggi la sinistra, pur perdendo la guerra della legge elettorale, festeggia in aula la vittoria della battaglia contro le preferenze. In 4 anni di Governo Meloni l’unica vittoria della sinistra, ottenuta tramando nell’ombra con il voto segreto, è stata quella contro le preferenze. Anche le vittorie qualificano chi sei e gli italiani sanno, da oggi, chi ha usurpato il diritto a scegliersi i parlamentari”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia.
“Giorgia Meloni ha detto che dopo l’approvazione alla Camera avremmo fatto una riflessione. Quindi faremo una riflessione”. Così il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, rispondendo in Transatlantico a chi gli domandava se la maggioranza avrebbe riproposto in Senato l’emendamento per inserire nella legge elettorale le preferenze.
“All’orizzonte non ci sono crisi, la maggioranza approva in prima lettura la legge elettorale. È la risposta più concreta agli oracoli che prevedono scenari cupi, il patto che lega i partiti di governo è ancora solido e Giorgia Meloni arriverà a fine legislatura. Forza Italia resta garante degli impegni euro atlantici in politica internazionale e dell’agenda liberale (a partire dalla diminuzione delle tasse) in Italia”. Lo afferma la deputata di Forza Italia e vice responsabile del dipartimento Esteri, Isabella De Monte, commentando l’esito del voto sulla legge elettorale a Montecitorio.
“Noi Moderati voterà convintamente a favore della riforma della legge elettorale perché il nostro Paese ha conosciuto troppe stagioni di instabilità, di maggioranze fragili, di governi nati e caduti nei palazzi. Un atteggiamento che ha portato tanti italiani all’astensionismo. Questa legge invece, garantisce governabilità e stabilità e assicura maggiore trasparenza nei confronti degli elettori, ad esempio depositando un programma condiviso o con l’indicazione preventiva del candidato alla guida del Governo. Se il Campo largo è davvero convinto di vincere le prossime elezioni, dovrebbe considerare questa legge un’opportunità e non un problema, perché garantisce a chi ottiene il consenso degli elettori la possibilità di governare con numeri certi”. Lo dichiara Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati e relatore della legge elettorale, intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto. “Così come ritengo incredibile l’esultazione del Campo largo per la bocciatura delle preferenze, perché significa non consentire agli italiani di scegliere i propri rappresentanti. L’auspicio di Noi Moderati è che in Senato si torni su questa valutazione. Tra le modifiche fatte, molto positivo il tema del voto fuori sede. Noi moderati fin dalle elezioni europee ha lavorato per consentire a chi è lontano per ragioni di studio, di lavoro, di cura di poter votare alle elezioni. Siamo dunque contenti che questo sia successo in questa modifica di legge elettorale ed è molto positivo che ci sia stato un voto all’unanimità. Questo era il metodo che avevamo avviato anche su tutta la riforma. Purtroppo, da parte del Campo Largo, non c’è stata una disponibilità seria a collaborare. Si è opposta per partito preso. Ma chi vota a favore di questa riforma è contro l’opacità e gli inciuci e noi siamo fiduciosi del giudizio positivo che ne daranno gli italiani”, conclude Colucci.
“Nasce oggi lo Stabilicum. Abbiamo voluto chiamarlo così perché il suo obiettivo è racchiuso nel nome stesso: garantire all’Italia quella stabilità che per troppo tempo è mancata. Questa legge elettorale affonda le proprie radici nell’eredità politica del Presidente Silvio Berlusconi. È stato lui a lavorare per affermare nel nostro Paese un sistema bipolare, fondato sul confronto tra due coalizioni alternative, chiamate a presentarsi agli elettori con un programma comune e con l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. Con questa riforma diamo finalmente compimento a quella intuizione, che rappresenta uno dei pilastri del Dna di Forza Italia”. Lo dichiara Stefano Benigni, deputato e vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Con lo Stabilicum si rafforza un principio semplice: sono gli italiani a decidere da chi vogliono essere governati. Si restituisce chiarezza agli elettori, valorizzando il confronto tra coalizioni alternative e superando la stagione degli inciuci di palazzo. È una riforma che certo non può piacere a chi, come le opposizioni, continua a presentarsi come un cartello elettorale privo di una visione comune.
Noi scegliamo un’altra strada: quella della stabilità. Perché stabilità significa maggiore credibilità internazionale, più fiducia da parte degli investitori, più crescita e la possibilità di realizzare riforme capaci di dare risposte concrete ai cittadini. Ora è fondamentale completare rapidamente l’iter parlamentare e arrivare all’approvazione definitiva della riforma anche al Senato”, conclude.
‘Meloni ha fallito’, ‘La maggioranza non esiste più: a casa!’, ‘Legge truffa’ e ‘Legge incostituzionale’. Sono alcuni dei cartelli esposti dalle opposizioni alla Camera. Bagarre in Aula al termine dell’intervento di Giovanni Donzelli, deputato di FdI, in dichiarazione di voto sulla legge elettorale.
“Vergognatevi, se avevate il coraggio di difendere le preferenze, portavate gli emendamenti in Aula e sarebbero passati”, le parole di Donzelli. “Un consiglio non richiesto ai colleghi della sinistra: smettetela di dire – ha aggiunto – che è una legge costruita su misura per far vincere Giorgia Meloni. Non c’è alcun premio di maggioranza spropositato, non c’è nessun quorum di garanzia che viene messo a rischio. Capisco che la verità vi disturbi, non sempre siete nella redazione unica dei vostri giornali, anche qui abbiamo la libertà di espressione”.
L’Aula della Camera ha approvato, con il voto segreto, la legge elettorale con 217 sì, 152 no e 2 astenuti. Il provvedimento passa all’esame del Senato. Il voto finale è arrivato dopo una breve protesta delle opposizioni con cartelli contro la premier e il governo esposti in Aula.
“Se passerà questa legge, avrà vinto l’Italia perché questa meravigliosa nazione non può più permettersi di stare 90 giorni senza governo come nella scorsa legislatura. Non potrebbe quest’Italia permettersi dei partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette e superbonus”. Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. “Se passerà questa legge, avranno vinto gli studenti e i lavoratori fuorisede e sarà una buona notizia per l’Italia”, ha aggiunto.
“La maggioranza non c’è più. È una maggioranza colabrodo che non esiste. Traetene le conseguenze”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni aveva fortemente voluto e per di più Meloni ci ha sfidato, ci ha detto ‘metteteci la faccia’ ma è lei che non ci ha messo la faccia. Siete andati sotto su un voto e lei non era qui a votare”.
“Smettete di tenere ostaggio i due rami del parlamento per questa vostra ossessione per il potere e per questa pessima legge elettorale. Intanto agli italiani ci penseremo noi, con le proposte unitarie che abbiamo già avanzato per un salario minimo, per un congedo paritario che aiuti veramente le famiglie italiane, per assumere medici e infermieri e contrastare davvero quelle liste bloccate da un anno e mezzo”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Ci penseremo noi con tutte quelle proposte che voi avete mandato nella palude perché non avete avuto neanche il coraggio di votare contro – aggiunge -. Ma non vi preoccupate, potete anche cambiare questa legge pessima. Noi lavoreremo per vincere con i nostri alleati, con qualunque legge elettorale, mandarvi a casa e dare finalmente all’Italia il governo che merita per migliorare la vita delle persone”.
“Dalle opposizioni la battaglia è unita contro l’arroganza con cui volete prendere il potere ed è solo l’antipasto. Non avete idea della battaglia con cui vi impediremo di farlo”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa, che vi vorrebbe dare, per perpetuare il vostro potere, un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale – continua l’ex premier -. Ma non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con il colle Oppio. Vi avviso. La battaglia che ci avete visto fare, e qui le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, è solo all’inizio”.
“La presidente Meloni ha accusato la politica di creare una palude, sentite questa, una palude in cui niente cambia”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“La palude siete voi. E io prendo un impegno con gli italiani, con tutti gli italiani che ci guardano. Ci impegneremo allo stremo, con la massima passione e determinazione per tirare noi, l’Italia, fuori dalla palude di questo governo Meloni. La palude in cui sono impantanati sei milioni di poveri, in cui si ritrovano sei milioni di persone che non riescono a fare un esame in ospedale e ci rinunciano, mentre programmate e state spendendo miliardi e miliardi per le armi, senza neppure trarre un euro dagli extracomunitari. Ora tocca a noi”.
“Questa legge è fatta per potervi imbullonare alle poltrone e per restituire ancor più potere al capo. È una legge truffa e l’accordo che avete raggiunto in maggioranza è truffaldino perché non c’è nessun potere agli italiani di scelta dei propri rappresentanti”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. “È fatta per passare da stabilità a inamovibilità”, aggiunge.
Della legge elettorale “fa schifo il premio di maggioranza, fa schifo l’idea di forzare il presidente della Repubblica nelle sue prerogative. Ma il punto politico decisivo è che questo obbrobrio, questa ‘schiforma’, rimuove la centralità del Parlamento”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“La Repubblica è un bene comune, la dovete rispettare – aggiunge -. Se volete fare il premierato o il presidenzialismo, abbiate il coraggio di cambiare la Costituzione e presentatevi davanti agli italiani. Prenderete un altro ceffone, ma dovete avere il coraggio di farlo. Perché non è roba vostra. Chiaro? Questo è il punto politico, ed è la ragione per cui è inutile che Giorgia Meloni sfidi le opposizioni, ‘vedremo al Senato, non c’è voto segreto’. Voteremo contro a tutti i vostri emendamenti. Perché il punto è la politica. È l’obiettivo. È inemendabile questa legge perché il suo obiettivo è quello che noi contrastiamo. Perché noi, le opposizioni, quelle che si candidano ad essere un’alternativa a questa destra, sono le opposizioni repubblicane costituzionali”.
“Avete nella maggioranza 50 franchi tiratori che non hanno il coraggio di votare secondo le loro idee ma a voto segreto vi mandano sotto. Non avete la maggioranza neanche in quest’Aula e una presidente del Consiglio seria si sarebbe dovuta dimettere”. Così la capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Non avete approvato la riforma del presidenzialismo, non avete approvato la riforma dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, non avete approvato il federalismo, non avete ridotto le tasse, non avete approvato una vera riforma della giustizia – aggiunge -. Avevate promesso tutte queste riforme e non ne avete approvata nemmeno una. Il vuoto cosmico delle vostre riforme sotto gli occhi di tutti, a quel vuoto cosmico oggi si aggiunge un vuoto ‘comico’, perché l’unica riforma che riuscite a fare, forse, è la legge elettorale… E fa ridere”.
“Annuncio il voto contrario alla legge elettorale, sperando che Meloni, al passaggio al Senato, possa far riflettere i suoi alleati e possa far introdurre delle preferenze in quel passaggio. Perché in quel caso noi saremmo pronti a votare favorevolmente nella terza lettura, via Camera e Senato”. Così Edoardo Ziello di Futuro nazionale con Vannacci parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Avete fatto veramente un obbrobrio da un punto di vista legislativo. Avete cioè esentato partiti, e questo lo dico al centrodestra, avete esentato partiti di centrosinistra e di sinistra, e in particolare faccio riferimento ad Azione di Calenda, ad Avs di Bonelli e Fratoianni, dalla raccolta firme. E questa marchetta schifosa da un punto di vista elettorale, chi l’ha fatta? Un partito di destra che viene accusato di essere funzionale alla sinistra? È stato fatto dal centrodestra che governa questa nazione”. Così Edoardo Ziello di Futuro nazionale con Vannacci parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“All’interno di questa legge elettorale, c’è anche altro – aggiunge -. C’è già un tentativo di costruzione di un cordone sanitario da parte del centrodestra, insieme al centrosinistra, contro l’unico partito di destra che sta crescendo, contro l’unico leader che riempie le piazze senza avere una struttura ultradecennale di un partito, ovvero contro il generale Vannacci”.
Questa legge è un “colpo di stato elettorale”, così il segretario di Più Europa Riccardo Magi che, parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale, stigmatizza “l’investitura del capo introdotta surrettiziamente” e il testo “con il quale il potere costituito pretende di diventare costituente senza dichiararlo”.
“La palude non è nel voto autonomo che hanno espressi alcuni colleghi ma l’avete creata voi e sta in un sistema bloccato” che rappresenta “un salto in avanti verso un modello ‘Orbaniano’”.
“Avevate tentato la revisione costituzionale per introdurre il premierato, ma vi sono mancate forza politica e il coraggio – prosegue Magi -; allora avete scelto di prelevare da quel progetto solo l’elemento che davvero vi interessava: l’investitura del capo e di introdurlo surrettiziamente attraverso una riforma della legge elettorale per via ordinaria, lasciando formalmente intatta la Costituzione. Il capo quindi deve essere incoronato preventivamente dai partiti e offerto agli elettori come oggetto di un’investitura plebiscitaria che però – ha sottolineato Magi – il nostro ordinamento continua a non riconoscere. E dietro il capo vengono collocate le persone scelte dalle segreterie: 220 deputati e 113 senatori selezionati secondo il criterio più antico e più sicuro per ogni potere che desideri durare, ossia l’obbedienza e non il rapporto diretto con gli elettori e con il territorio”.
Sono iniziate nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. Tra gli iscritti a parlare la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente M5S Giuseppe Conte.
“Era un voto a rischio, si è sempre saputo”, ma “non è un atto di sfiducia” per quanto “ogni voto può provocare conseguenze politiche”. Così, intervistato dal ‘Corriere della Sera’, il presidente del Senato Ignazio La Russa. Per La Russa “sarebbe gravissimo se venisse bocciata la legge, mentre la bocciatura di un emendamento, oltretutto a firma di due partiti, è un atto parlamentare”.
Secondo il presidente del Senato, inoltre, “spetta al governo decidere” dove porterà la ‘riflessione politica’ paventata dalla premier Giorgia Meloni dopo quanto avvenuto in aula martedì: “Se al termine della riflessione dovesse prevalere la scleta di insistere su questa sacrosanta battaglia c’è sempre l’altro ramo del Parlamento dove, eventualmente, si può ripresentare la proposta in forma simile, lo prevede la Costituzione”.
“Ci siamo fatti appositamente riprendere al momento dei voti per dimostrare come avevamo votato. Vannacci ci aveva dato indicazione di votare comunque sì, anche se quell’emendamento meticcio non era certo il massimo, con quei capilista bloccati. Chi ha tradito sono altri partiti. Come la Lega, sovranista solo a parole”. Così, rispondendo alle accuse di Maurizio Lupi (Nm), che aveva ‘accusato’ Futuro Nazionale di aver votato contro il primo emendamento sulle preferenze martedì scorso, il deputato di FN Edoardo Ziello, parlando con il ‘Fatto Quotidiano’. “Non ci sono interlocuzioni tra noi e FdI”, ha aggiunto Ziello interpellato sul voto insieme ai meloniani ieri. “Hanno paura di essere scavalcati da noi su vari temi, compresa la sicurezza”, aggiunge Ziello, per cui se Meloni vuole di nuovo vincere le elezioni “deve accogliere le linee rosse del generale”.
“Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulle legge elettorale lo ha certificato”. Lo afferma, intervistata da ‘Repubblica’, la segretaria del Pd Elly Schlein, secondo la quale “la maggioranza non esiste più, adesso vadano a casa, tocca a noi”. Per Schlein “Meloni ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura perchè ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo sè stessa”.
Questo articolo Legge elettorale approvata alla Camera con 217 sì, proteste delle opposizioni in Aula proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)