Chi è Vozinha, il portiere 40enne di Capo Verde eroe contro la Spagna, e perché si fa chiamare così
Una storia che solo il Mondiale a 48 squadre è in grado di regalarci
Nel 2024, in un’intervista alla FIFA, quando aveva appena compiuto 38 anni e quasi dodici anni di esperienza in nazionale, Vozinha, il portiere di Capo Verde spiegava che per la sua squadra era arrivato il momento di credere davvero nel proprio percorso. Due anni dopo, quella convinzione ha trovato la sua dimensione: la prima presenza al Mondiale, suggellata da una prestazione difensiva da applausi contro la Spagna campione d'Europa in carica, una delle pretendenti più accreditate alla vittoria finale e fermata sullo 0-0.
LA CARRIERA DI VOZINHA
Il suo vero nome è Josimar José Évora Dias, è nato il 3 giugno 1986. La carriera di Vozinha si è svolta tutta lontano dai grandi riflettori, almeno fino ad oggi. Dopo le prime esperienze tra Capo Verde e Angola, ha giocato in Moldavia con lo Zimbru Chisinau, poi in Portogallo con Gil Vicente e successivamente a Cipro con l’AEL Limassol. In seguito ha vestito anche la maglia del Trenčín, in Slovacchia, e quella del Chaves, in Portogallo. Ha brillato anche nelle ultime edizioni della Coppa d'Africa, chiuse agli ottavi (2021) e ai quarti di finale (2023). Capo Verde non si è qualificato all'ultima, nel 2025, ma si è rifatto con la prima storica partecipazione ai Mondiali.
VOZINHA IN NAZIONALE
Con la nazionale capoverdiana, Vozinha ha debuttato nel 2012, in una gara di qualificazione alla Coppa d’Africa contro il Camerun, e da allora è diventato uno dei riferimenti dei Tubarões Azuis. Ha accompagnato la crescita del movimento calcistico capoverdiano fino alla qualificazione al Mondiale, suggellata con la 90esima presenza per il proprio Paese e un clean sheet. E in futuro? Vozinha adesso è svincolato: chissà se a 40 anni il Mondiale gli aprirà altre porte...
SI' MA... PERCHE' "VOZINHA"?
Ci ha pensato lui a spiegare l'origine del suo nome d'arte, che in portoghese significa "vecchietta", o "nonnina":
"Il mio soprannome deriva dai miei nonni. Non ho mai vissuto molto con i miei genitori. Quando sono nato, mio padre era nell'esercito e mia madre ha sempre dovuto lavorare per mantenersi. Quindi sono cresciuto con i miei nonni. Nel mio quartiere, i ragazzi erano molto più grandi e io giocavo sempre per strada, prendendo un sacco di botte. Ero molto bravo con i piedi, ero competitivo e ribelle, non mi piaceva perdere. Prendevo un sacco di botte e, quando non riuscivo a vendicarmi, tornavo a casa arrabbiato, con la faccia imbronciata, e loro mi prendevano in giro, dicendo che sarei andato a lamentarmi con mia nonna…"
Quando, in Angola, Vozinha si è imbattuto in un portiere chiamato anche lui Josimar, ha scelto di buon grado il suo soprannome per evitare scambi di persona.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)