Chiara Guerra, trovato nel fiume Lemene il corpo dell’insegnante uccisa a coltellate dal nipote 17enne

16 Giugno 2026 - 13:45
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Il corpo di Chiara Guerra, la docente di 53 anni uccisa dal nipote minorenne a San Stino di Livenza, nel Veneziano, è stato individuato dai vigili del fuoco. I caschi rossi erano da giorni impegnati nelle perlustrazioni nei pressi del fiume Loncon che scorre nei pressi del casolare dove la vittima viveva da sola. Per recuperare la salma sono stati impiegati nelle ricerche elicotteri, droni, sommozzatori e il reparto Saf: una corsa contro il tempo per impedire che la corrente trascinasse il cadavere verso la foce del Lemene, in direzione dell’Adriatico, dove poi recuperare il corpo dell’insegnante di lettere all’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di San Stino di Livenza sarebbe diventato probabilmente introvabile.

Il corpo è stato individuato a chilometri di distanza dal luogo in cui era stato gettato dal nipote 17enne, reo confesso dell’omicidio di fronte agli inquirenti nel corso di una lunga audizione col magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il giovane l’avrebbe uccisa con almeno 16 coltellate all’interno della legnaia dell’abitazione in cui il ragazzo vive con la famiglia lo scorso giovedì 13 giugno, intorno alle 13:30. Quindi, dopo aver ripulito l’area dal sangue, in realtà poi rinvenuto dagli investigatori, avrebbe caricato il cadavere della zia su una carriola coprendola con un telo per portarla sull’argine del vicino canale Malgher distante circa un chilometro e buttarla in acqua, probabilmente assieme al coltello utilizzato per l’omicidio.

Quanto al movente, non è chiaro cosa abbia provocato la “scintilla” dietro l’omicidio. Testimoni ascoltati dagli inquirenti hanno raccontato di frequenti litigi tra la vittima e il padre del ragazzo per motivi economici relativi al patrimonio familiare, in particolare riguardo un podere familiare da 5mila metri che i due fratelli, entrambi insegnanti, dovevano amministrare. Gli inquirenti stanno anche cercando di capire se il minorenne abbia agito da solo o se sia stato aiutato da un complice. Il ragazzo, che compirà 18 anni fra due mesi, è stato portato in una comunità per minori a Treviso e lunedì il magistrato triestino Nicola Russo ha chiesto la convalida del fermo del giovane. La vittima abitava con la famiglia del fratello nello stesso stabile, abbastanza grande per accogliere entrambi i nuclei. Guerra viveva da sola da quando i genitori erano entrati in una casa di riposo.

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