Chivu: "Dumfries ha fatto il suo, l'Inter non poteva fermarlo. Palestra mi piace, sul mercato abbiamo diversi piani. Ma ad agosto può succedere di tutto2
L'allenatore nerazzurro si confessa in una lunga intervista, tra passato, presente e futuro.
Lunga intervista di Christian Chivu, allenatore dell'Inter, a La Gazzetta dello Sport: "Dopo le sconfitte con Udinese e Juventus ho pensato potesse saltare il banco, ma poi ho visto che la società non aveva la mia stessa percezione. Anzi, mi ha subito sostenuto. Ho sentito vicinanza".
ELIMINAZIONE CON IL BODO
"Avremo dovuto fare meglio, ci sono stati tanti piccoli dettagli che hanno portato a quel risultato. Fa parte di un percorso durante una stagione. La prossima stagione obiettivo Champions? E ovvio che abbiamo ambizioni, la nostra storia ce lo impone, ma partirei piano, per prima cosa dobbiamo qualificarci tra le prime otto e arrivare agli ottavi. Ci sono squadra che spendono mezzo miliardo per vincere la Champions e non ce la fanno".
COSA SERVE PER VINCERE
"Servono idee e soprattutto giocatori. Sono quelli che fanno la differenza. Tutti parlano di progetti, ma a tenere in vita una società sono sempre i risultati. In questo momento nessuna squadra italiana è in grado di fare quello che fanno le inglesi. Ciò non significa che non faremo di tutto per provarci".
L'ADDIO DI DUMFRIES
"Ha fatto il suo...Aveva una clausola e l'Inter non ha potuto fare niente per fermarlo. Dobbiamo essere pronti ad avere la soluzione, l'alternativa giusta".
PALESTRA PIACE
"E' un bel profilo ma oggi non è un mio giocatore, quindi non posso parlarne...Noi abbiamo già tanti italiani forti, che sanno cosa significa l'Inter e si identificano nel club: questo è un bel vantaggio ed è una strada che vogliamo continuare a seguire. Però è ovvio che ci sia bisogno anche di altri giocatori, di un misto che ti permette di essere competitivo".
COSA VUOL DIRE ALLENARE L'INTER
"Non tutti sanno cosa voglia dire, in cui l'obbligo non è solo il bel gioco, ma la vittoria. E noi abbiamo pure giocato bene oltre a vincere. Non è semplice guidare grandi giocatori con ego forte, conoscenza del gioco e profonda autostima. Di fronte ai miei ragazzi voglio essere un uomo, non una figura autoritaria. In un club può venire anche il miglior allenatore del mondo, con le sue idee più evolute, ma se il gruppo non lo accetta è tutto inutile".
BASTONI E IL FUTURO
"E' un nostro campione. E' normale che girino storie di mercato attorno a lui perché per me è uno dei centrali più forti del mondo. So che uomo è Alessandro, so cosa ha dato, cosa dà e cosa darà nel futuro in poi…".
MERCATO
"Tocca ai dirigenti, ma c'è sempre bisogno di giocatori per migliorarsi e dare segnali al gruppo e all'ambiente. Abbiamo pianificato tutto, ci sono piani A e piani B per ogni ruolo, ma poi arriva agosto e può succedere di tutto perché si possono creare situazioni che non ti aspettavi".
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