Cia: piano Ue su fertilizzanti arriva tardi, servono azioni forti
Roma, 19 mag. (askanews) – Il piano d’azione sui fertilizzanti presentato oggi dalla Commissione Ue arriva tardi e con misure ancora insufficienti rispetto a una crisi che sta già mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole europee. Di fronte all’escalation dei costi causata dal conflitto in Medio Oriente e alle gravi tensioni sugli approvvigionamenti, l’Europa non può limitarsi al monitoraggio della situazione o a interventi parziali: servono azioni forti, concrete e strutturali. Per questo Cia-Agricoltori Italiani ha partecipato a Strasburgo, insieme al Copa-Cogeca, alla flash action davanti al Parlamento Ue, per sollecitare una risposta politica tempestiva e adeguata alla portata dell’emergenza. “Gli agricoltori europei sono con le spalle al muro e non possono più aspettare”.
I numeri, sottolinea Cia in una nota, confermano la gravità della situazione. Il prezzo dell’urea è passato da meno di 500 euro a tonnellata a 570-600 euro, per poi superare, con l’aggravarsi del conflitto, i 700 euro, raggiungendo in diversi Stati membri punte proibitive di 800 euro a tonnellata. Solo in Italia, tra aprile 2025 e aprile 2026, il costo dell’urea è aumentato dell’81%. A pesare ulteriormente è il meccanismo del CBAM che, secondo le stime del Copa-Cogeca, comporterà un costo diretto di 820 milioni di euro già nel 2026, destinato a salire fino a 3,4 miliardi nel 2034.
Una pressione economica ormai insostenibile per molte filiere agricole, che rischiano di non riuscire a reggere l’urto e chiudere. Per questo Cia chiede all’Europa un deciso cambio di passo. “Il piano proposto da Bruxelles non basta. Agli agricoltori servono risposte immediate, non promesse future -evidenzia il presidente nazionale, Cristiano Fini – Occorre intervenire subito con un sostegno diretto per compensare l’impennata dei costi di quest’anno, sospendere immediatamente il CBAM sui fertilizzanti, eliminare temporaneamente dazi e misure antidumping che aggravano ancora di più il quadro e garantire trasparenza sui prezzi per fermare le speculazioni”.
Non solo. “Serve una vera strategia europea per rafforzare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza estera -sottolinea Fini – Bisogna accelerare la produzione interna di fertilizzanti, rendere più flessibile la direttiva nitrati, sbloccare rapidamente l’utilizzo di digestato, letame e soluzioni alternative oggi frenate dalla burocrazia, oltre a favorire una gestione più efficiente dei nutrienti tra territori. Solo così possiamo offrire agli agricoltori strumenti concreti, sostenibili e competitivi per difendersi”.
La crisi dei fertilizzanti non è una questione tecnica, ma una priorità strategica per il futuro dell’agricoltura. Senza misure coraggiose, puntuali e veloci, si rischia di compromettere la capacità produttiva del settore, aumentare i prezzi sugli scaffali per i consumatori e indebolire la sicurezza alimentare dell’intera Unione. “L’Europa – conclude il presidente di Cia – deve scegliere se sostenere davvero i propri agricoltori o continuare a rincorrere una crisi che richiede risposte ben più ambiziose”.
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