José María Sciutto, direttore d’orchestra e grande educatore musicale

12 Luglio 2026 - 00:50
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José María Sciutto, direttore d’orchestra e grande educatore musicale

Il secondo viaggio del Maestro nel mondo, seminando cultura di pace attraverso la musica e formando generazioni di giovani

di Goffredo Palmerini
L’Eco di San Gabriele, mensile

Scrivo questa nota in ricordo di José María Sciutto a distanza di due settimane dalla sua scomparsa, rispettando la richiesta di sua figlia Virginia, che ci ha pregato di attendere a darne notizia e di aspettare il suo rientro dall’Argentina per commemorare il Maestro.

Il Maestro Sciutto alla guida dell’orchestra durante un concerto a Hobart.
Il Maestro Sciutto alla guida dell’orchestra durante un concerto a Hobart.

José María Sciutto è deceduto il 20 giugno 2026 a La Plata, città dove, rientrato dall’Italia, da qualche anno viveva con la sua amata compagna Cristina Blake. Sciutto è stato un Maestro insigne, direttore d’orchestra e di cori, docente e pedagogista musicale, con una vasta esperienza nella direzione sinfonica e nella formazione corale dei bambini.

Straordinaria la sua giovialità, l’ironia e l’empatia nelle relazioni, così come l’eccezionale capacità di coinvolgere bambini e adulti nell’esperienza della musica, sia essa corale o strumentale. Era nato il 10 febbraio 1947 a Junín, nella provincia di Buenos Aires, dove aveva studiato pianoforte e cantato come tenore nel Coro polifonico, per poi trasferirsi a La Plata, dove aveva seguito gli studi di direzione orchestrale.

Il Maestro Sciutto ha diretto enti musicali in Argentina, Europa e America. In Argentina, tra le altre formazioni musicali, è stato direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale, dell’Orchestra del Teatro Argentino de La Plata, dell’Orchestra da Camera di La Plata, dell’Orchestra Sinfonica di Bahía Blanca e dell’Orchestra Sinfonica di Tucumán.

All’estero ha svolto la sua attività in Italia, Romania, Costa Rica, Repubblica Dominicana e Stati Uniti. In Italia è stato docente titolare al Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, ha diretto il Coro delle Voci Bianche di Roma e il Laboratorio Corale dell’Accademia di Santa Cecilia, svolgendo inoltre incarichi di direzione al Teatro dell’Opera di Roma.

Sciutto ha dedicato gran parte del suo lavoro alla pedagogia corale infantile. Ha inoltre tenuto masterclass universitarie per la formazione di direttori di coro e d’orchestra ed è autore del Metodo Global di alfabetizzazione musicale e coralità, applicato sia in America Latina sia in Italia. È stato anche direttore artistico del programma ONU “Musica per la Pace”.

Ho conosciuto José María Sciutto a L’Aquila, dove il Maestro è vissuto per molti anni, lasciando una traccia profonda del suo talento, della sua creatività musicale e della sua sensibilità. Ma soprattutto dei suoi valori profondi, legati ai temi della pace e del dialogo interculturale attraverso il linguaggio universale della musica.

L’Aquila è stata per il Maestro Sciutto il crogiolo nel quale perfezionare il suo insuperabile metodo di formazione musicale, rivolto specialmente ai bambini. Nella città che custodisce il messaggio di Celestino V e della Perdonanza, nel 1988 Sciutto fondò l’Associazione “Musica per la Pace” e la Bottega Ars Musicalis, che hanno operato e operano tuttora secondo i suoi princìpi didattici ed etici nella formazione corale e musicale di bambini e giovani.

Con lui e con l’Associazione “Musica per la Pace”, insieme al coro di sole voci femminili Cappella Ars Musicalis, ebbi l’onore di partecipare, in rappresentanza della Municipalità aquilana, a due missioni culturali: nel 2005 in Australia — Sydney, Canberra, Melbourne e Hobart, quest’ultima città gemellata con L’Aquila — e nel 2007 in Argentina — Buenos Aires, Junín e La Plata — e in Brasile, a San Paolo, Campinas e Rio de Janeiro. In quelle occasioni il Maestro Sciutto portò l’eccellenza della sua direzione corale, raccogliendo una messe di consensi e di successi.

Credo sia utile e significativo richiamare, in sintesi, la sua straordinaria opera culturale e musicale a L’Aquila, dove era arrivato nel 1980 su impulso dell’Università della Pace dell’ONU e del suo presidente, Rodrigo Carazo, già capo di Stato della Costa Rica.

Come già ricordato, Sciutto fondò a L’Aquila l’Associazione “Musica per la Pace”, presieduta da Giuseppe Leuzzi. Nell’associazione si svolgevano, e si svolgono tuttora, attività d’insegnamento musicale rivolte specialmente ai bambini, alle quali si aggiunge l’attività corale per voci bianche e adulte. Con il Coro femminile da camera Cappella Ars Musicalis numerose sono state le missioni dell’associazione, sia in Italia sia all’estero.

Il primo viaggio all’estero avvenne nel settembre 1995 in Germania, a Rottweil, città gemellata con L’Aquila. L’anno successivo, nel mese di dicembre, si svolse la missione musicale in Costa Rica.

Nel 1998 ebbe luogo la prima trasferta del Coro Cappella Ars Musicalis in Australia, su mandato del Comune dell’Aquila, nell’ambito del patto di gemellaggio tra il capoluogo d’Abruzzo e Hobart, capitale della Tasmania.

Seguì poi una serie di tournée nell’ambito delle relazioni con le comunità abruzzesi nel mondo: la prima ad Hamilton, in Canada; l’anno successivo in Argentina, dove si tennero diversi concerti a Buenos Aires, Mar del Plata e Junín.

L’attività del coro all’estero continuò con una seconda tournée in Australia, nel 2005, nelle città di Sydney, Canberra, Melbourne e Hobart. Seguì, nel 2007, la seconda tournée in Argentina, nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale con l’Associazione Dante Alighieri di Junín.

Nell’occasione si tennero concerti a Junín, La Plata e Buenos Aires, per poi proseguire in Brasile, a San Paolo, Campinas e infine a Rio de Janeiro, dove il Sax Quartet della Bottega Ars Musicalis si esibì nella favela Rocinha, la più grande della città carioca, presso un centro sociale impegnato nel recupero dei bambini di strada attraverso la musica e le attività culturali.

Sempre a Rio de Janeiro, presso l’Istituto Italiano di Cultura, il Coro Cappella Ars Musicalis, il Sax Quartet e il gruppo di percussionisti della favela Rocinha tennero insieme un concerto particolarmente emozionante.

«Oggi il palco è vuoto», ha scritto in una bella testimonianza Germana Rossi, docente e musicista di rara sensibilità.

«Un uomo venuto in città a rivoluzionare e a far capire che la musica non si impara sui banchi o tra quattro mura, ma si respira, si vive e si vive insieme agli altri, come avveniva nelle botteghe, dove gli ingredienti diventavano capolavori attraverso il lavoro collettivo guidato da un maestro.

José María Sciutto è stato la vera rivoluzione nella storia della musica aquilana, intuendo come l’espressione artistica non appartenga al singolo solitario, ma alla coralità di una comunità. Ha scardinato uno schema che considerava i musicisti e gli studenti soltanto come strumentisti oppure come coristi.

Lui ha preso i musicisti e gli studenti e li ha trasformati in un unico organismo vivente. È vero che questa modalità esisteva anche nel Conservatorio, ma lui ha compreso che, nell’ambito di un ente di formazione privato, far dialogare strumenti differenti e unire le voci umane significava creare un microcosmo sociale: un luogo dove l’ascolto dell’altro diventa fondamentale e l’esperienza corale diventa totale.

Oggi il palco è vuoto e il silenzio fa male. Eppure, se ascoltiamo con attenzione, quel silenzio è pieno dell’eco di tutte le note che ci ha insegnato a cantare e a suonare ed è pieno del suo sorriso.

Sciutto ci ha lasciati, ma la sua vera opera d’arte non muore oggi. La sua opera d’arte siamo noi: sono i bambini cresciuti con i suoi insegnamenti, gli adulti che hanno condiviso con lui anni di sacrifici e applausi e tutti coloro che, grazie a lui, hanno scoperto che la musica è la forma più alta di amore collettivo. Grazie, Maestro Sciutto!».

La nascita della Bottega Ars Musicalis, su iniziativa di José María Sciutto, è stata un grande lascito concettuale, capace di trasformare l’insegnamento musicale in una scuola-bottega, dove ognuno si sente parte di un insieme e dove si cresce insieme.

In questo ambiente maturava anche la trasformazione dei ruoli: da allievo a maestro, da corista a collaboratore della scuola, mentre gli alunni più esperti aiutavano i principianti, creando una catena di trasmissione del sapere viva e continua.

Nella Bottega la musica ha smesso di essere unicamente una tecnica da padroneggiare, per diventare una lingua da parlare collettivamente. I numerosi musicisti e docenti di musica che oggi operano in città sono anch’essi l’eco di questa rivoluzione.

Il mondo musicale aquilano e nazionale è rimasto attonito alla notizia della scomparsa di Sciutto. Il Maestro Vincenzo Di Carlo, che nell’associazione ha ereditato la bacchetta di direttore del Coro, ha dichiarato:

«L’Associazione Musica per la Pace piange la scomparsa del suo indimenticabile fondatore, il Maestro José María Sciutto, protagonista indiscusso della trasformazione della didattica musicale, nonché fautore e interprete della divulgazione della musica come linguaggio universale di pace.

La sua irreprensibile coerenza e dedizione professionale, unite a un’instancabile creatività e a una rara sensibilità musicale e umana, hanno definito la storia e l’identità dell’associazione e hanno lasciato un segno autentico nella formazione artistica di tutti coloro che lo hanno conosciuto. A lui la nostra gratitudine, oggi e sempre».

Manifestazioni di cordoglio sono state espresse dal Teatro dell’Opera di Roma, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dal Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, che hanno ricordato la sua preziosa opera.

Numerosissime sono state le dichiarazioni di affetto e di stima rivolte all’uomo, al docente e al Maestro. A L’Aquila è fiorita una vera messe di ricordi e di pensieri di gratitudine da parte di quanti si sono formati attraverso il suo insegnamento.

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