Iran, Meloni nella “lista della vendetta” pubblicata da Hamshahri: solidarietà unanime dalla politica italiana

12 Luglio 2026 - 00:50
0

Il quotidiano iraniano, di proprietà del Comune di Teheran, ha pubblicato una grafica con la premier italiana e altri leader occidentali rappresentati in divisa da detenuti. Trump e Netanyahu compaiono con un mirino sulla testa. L’immagine accompagna il nuovo messaggio della Guida suprema Mojtaba Khamenei: “La vendetta deve avvenire”.

Giorgia Meloni tra i leader indicati da Hamshahri

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni compare nell’elenco delle personalità che, secondo una grafica pubblicata dal quotidiano iraniano Hamshahri, dovrebbero “attendere la vendetta della nazione iraniana”.

Hamshahri, testata di proprietà del Comune di Teheran e tra le più diffuse nel Paese, ha raffigurato una serie di leader politici e militari occidentali con indosso uniformi arancioni da detenuti.

In primo piano compaiono il presidente statunitense Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, entrambi contrassegnati da un mirino. Il titolo scelto dal giornale è “La vendetta è inevitabile”.

L’immagine ha un carattere esplicitamente intimidatorio, ma è importante distinguere il piano della propaganda da quello istituzionale: allo stato attuale non risulta essere un documento operativo ufficiale delle autorità iraniane.

Gli altri nomi nella grafica

Accanto a Meloni figurano il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer.

Per gli Stati Uniti sono rappresentati anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il comandante del Centcom Brad Cooper e l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee.

Per Israele compaiono, oltre a Netanyahu, il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar.

Il sottotitolo della pubblicazione sostiene che i presunti responsabili porteranno “nella tomba il desiderio di una morte tranquilla”.

Il messaggio di Mojtaba Khamenei

La grafica è stata diffusa mentre la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, prometteva di vendicare la morte del padre e predecessore Ali Khamenei, ucciso alla fine di febbraio durante i primi raid statunitensi e israeliani contro l’Iran.

Nel suo primo messaggio dalla conclusione delle cerimonie funebri, Mojtaba Khamenei ha definito la vendetta “la richiesta della nazione”, sostenendo che debba necessariamente essere compiuta.

La nuova Guida suprema ha parlato della necessità di vendicare il “sangue puro” del padre e di tutti i caduti delle due guerre, affermando che i presunti responsabili sarebbero già stati inseriti in un elenco completo.

Perché la presenza di Meloni sorprende

L’inserimento di Giorgia Meloni nella grafica appare particolarmente controverso perché l’Italia ha dichiarato di non partecipare agli attacchi contro l’Iran.

Durante la conferenza stampa conclusiva del vertice NATO di Ankara, la premier aveva ribadito che Roma non aveva preso parte alle operazioni militari e non vi avrebbe partecipato.

L’Italia mantiene una posizione critica nei confronti di Teheran e resta pienamente inserita nel sistema delle alleanze occidentali, ma non può essere indicata come partecipante diretta all’azione militare che ha causato la morte di Ali Khamenei.

La pubblicazione di Hamshahri sembra quindi estendere la responsabilità politica anche ai principali governi europei, indipendentemente dal loro coinvolgimento operativo.

La Russa: “Colpite le istituzioni democratiche”

La reazione delle istituzioni italiane è stata immediata.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso “convinta solidarietà” alla presidente del Consiglio, definendo quanto pubblicato dal quotidiano iraniano un messaggio di aperta minaccia.

Secondo La Russa, l’episodio non colpisce soltanto la persona di Giorgia Meloni, ma anche i valori democratici e le istituzioni che rappresenta.

Il presidente del Senato ha chiesto una condanna ferma di ogni intimidazione, incitamento alla violenza e propaganda dell’odio.

Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha manifestato piena vicinanza alla premier, definendo la rappresentazione “grave e inquietante”.

Tajani: “Meloni non si fa intimidire”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato “massima solidarietà” alla premier, aggiungendo che Giorgia Meloni non si farà intimidire.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha sostenuto che attaccare Meloni equivale ad attaccare l’Italia, chiedendo una condanna senza ambiguità delle minacce provenienti dall’Iran.

“Chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi”, ha scritto Salvini, ribadendo che il Paese non si lascerà intimidire.

Foti: “Un messaggio di odio e violenza”

Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha definito la pubblicazione una modalità meschina per diffondere messaggi di odio e violenza.

Secondo Foti, colpire anche solo attraverso la stampa il capo del governo italiano significa colpire l’Italia, le sue istituzioni e i valori di libertà della nazione.

Il ministro ha chiesto una solidarietà piena da parte di tutte le forze politiche, senza distinguo davanti a un’istigazione alla violenza.

Giuli: “Attaccata l’intera nazione”

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso profondo sconcerto per quello che ha definito un gravissimo attacco rivolto alla presidente del Consiglio.

Per Giuli, colpire il premier italiano significa colpire le istituzioni della Repubblica e l’intera nazione.

Il ministro ha invitato tutte le forze politiche, indipendentemente dall’appartenenza, a manifestare una vicinanza ferma e unanime.

Lupi: “L’Italia non ha partecipato alla guerra”

Il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha ricordato che Meloni, Macron, Merz e Starmer sono stati inseriti nella grafica nonostante i rispettivi Paesi non abbiano partecipato direttamente ad atti di guerra contro Teheran.

Lupi ha sottolineato che l’Italia ha più volte ribadito la propria contrarietà all’escalation e il sostegno a una soluzione diplomatica.

Proprio per questo, secondo il leader di Noi Moderati, le minacce appaiono ancora più intollerabili e richiedono una risposta comune di tutte le istituzioni.

Solidarietà anche dalle opposizioni

La condanna non è arrivata soltanto dalla maggioranza.

Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione, ha definito falsa l’accusa secondo cui Meloni avrebbe favorito l’uccisione di Ali Khamenei, ricordando che la premier si era rifiutata di collaborare ai bombardamenti contro l’Iran.

La vicesegretaria nazionale di Forza Italia Deborah Bergamini ha parlato invece di una pesante intimidazione rivolta non solo alla persona della premier, ma all’intero Paese.

Un messaggio rivolto anche all’Italia

La pubblicazione non può essere liquidata come una semplice provocazione grafica.

Rappresentare capi di governo in divisa da detenuti, accompagnandone le immagini con riferimenti a una vendetta inevitabile e alla privazione di una morte tranquilla, costituisce una forma di propaganda apertamente minacciosa.

Il fatto che la testata sia controllata dal Comune di Teheran rafforza inoltre il peso politico del messaggio, pur senza trasformarlo automaticamente in una posizione operativa ufficiale dello Stato iraniano.

L’obiettivo sembra essere duplice: alimentare la mobilitazione interna dopo la morte di Ali Khamenei e inviare un avvertimento ai governi occidentali considerati politicamente vicini a Washington e Israele.

L’escalation delle parole

La vicenda dimostra come il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele non venga combattuto soltanto con missili, raid e sanzioni.

Esiste anche un fronte propagandistico nel quale immagini, elenchi e dichiarazioni sulla vendetta possono aumentare il rischio di operazioni clandestine, azioni individuali o iniziative di gruppi estremisti.

Il linguaggio utilizzato da Hamshahri supera la critica politica e trasforma leader eletti in bersagli simbolici.

È proprio questo elemento ad aver provocato la reazione compatta della politica italiana.

Roma non modifica la propria linea

L’Italia non appare intenzionata a cambiare la propria posizione sulla crisi iraniana.

Roma continuerà a difendere le proprie alleanze internazionali e a condannare le minacce alla sicurezza regionale, ma ha escluso la partecipazione ad attacchi contro l’Iran e continua a sostenere la necessità della diplomazia.

La presenza di Meloni nella cosiddetta “lista della vendetta” non riflette quindi un coinvolgimento italiano nei bombardamenti, ma sembra derivare dal suo ruolo di leader di uno dei principali Paesi europei e membro della NATO.

Una condanna oltre gli schieramenti

La solidarietà alla presidente del Consiglio, in questo caso, non riguarda l’appartenenza politica.

Un’intimidazione rivolta al capo del governo coinvolge direttamente lo Stato italiano, le sue istituzioni e la sicurezza nazionale.

Criticare le decisioni del governo resta parte del confronto democratico. Associare la premier a immagini di detenzione, mirini e vendetta violenta appartiene invece a un piano diverso e inaccettabile.

La propaganda iraniana ha messo Giorgia Meloni tra i propri bersagli simbolici.

L’Italia risponde ricordando che le minacce non possono sostituire la diplomazia e che nessuna differenza politica interna può giustificare il silenzio davanti all’incitamento alla violenza.

The post Iran, Meloni nella “lista della vendetta” pubblicata da Hamshahri: solidarietà unanime dalla politica italiana first appeared on Allora! Italian Australian News.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User