Cloudflare licenzia 1100 dipendenti, al loro posto l'AI: il mercato reagisce male
Solitamente, quando il CEO di una realtà globale come Cloudflare annuncia una forte riduzione del personale, senza la prospettiva di compromettere la produttività, gli azionisti applaudono, magari simulando un certo dispiacere di facciata per chi sarà colpito dal taglio. Invece, in questo caso è accaduto qualcosa di molto diverso dopo che l'azienda ha dichiarato di voler lasciare a casa circa 1.100 persone, il 20% del proprio organico. Saranno ovviamente rimpiazzate dall'intelligenza artificiale, ma di questi tempi specificarlo è quasi superfluo.
CLOUDFLARE PUNTA SULL'AI E LICENZA IL 20% DEI DIPENDENTI
Il titolo è crollato, facendo segnare un -19% immediato e un -24% su base settimanale. La ragione non è comunque da cercare in una straordinaria empatia dimostrata dagli investitori nei confronti di chi si trova improvvisamente a dover cercare una nuova occupazione: sono le previsioni per il Q2 2026 a non convincere, ritenute al di sotto delle aspettative o comunque eccessivamente prudenti. E il pesante round di licenziamenti, destinato a completarsi entro l'autunno, potrebbe essere stato comunicato con la pubblicazione dei risultati finanziari proprio per dare l'impressione di un business in salute, destinato a crescere.
Prevediamo che la maggior parte degli oneri di ristrutturazione sarà sostenuta nel secondo trimestre dell'esercizio 2026 e che l'attuazione del piano sarà sostanzialmente completata entro la fine del terzo trimestre.
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