Come può giocare il Monza con Juric: difesa a tre e pressing a tutto campo

26 Giugno 2026 - 13:06
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Come può giocare il Monza con Juric: difesa a tre e pressing a tutto campo

L'allenatore croato è in cerca di riscatto dopo l'esonero con l'Atalanta all'inizio della scorsa stagione

Il Monza e Paolo Bianco si sono salutati dopo la promozione in Serie A: l'allenatore ha centrato l'obiettivo che gli era stato chiesto dalla società, ma nelle scorse settimane le parti hanno deciso di separarsi per via di una mancata unione d'intenti; divergenze sul mercato e la gestione di alcuni aspetti legati alla squadra e non solo, così l'allenatore ha lasciato il suo incarico e il club ha voltato pagina. A sostituirlo è arrivato Ivan Juric, in cerca di riscatto dopo l'ultima esperienza sulla panchina dell'Atalanta conclusa con l'esonero a inizio novembre.

LA FILOSOFIA DI JURIC

LA FILOSOFIA DI JURIC

La difesa a tre è il marchio di fabbrica di Ivan Juric, uno dei tanti "allievi" di Gian Piero Gasperini. Il modulo standard è il 3-4-2-1, che poi può variare in un 3-4-3 o un 3-5-2 a seconda dei giocatori a disposizione e delle esigenze nel corso della stagione. Le squadre di Juric giocano un calcio verticale e in fase di un possesso il pressing deve essere totale, a tutto campo; ritmi alti e pallone che passa soprattutto sulle corsie laterali, con i braccetti che hanno un ruolo fondamentale per creare superiorità numerica sulle fasce.


LA CARRIERA DI JURIC

LA CARRIERA DI JURIC

La carriera da allenatore di Juric nasce da collaboratore di Gasperini in varie esperienze tra le quali anche la parentesi all'Inter, la sua prima vera avventura da tecnico di una prima squadra è sulla panchina del Mantova nel 2014-15, poi Crotone e Genoa, entrambe piazze dove era già stato da giocatore. Al Verona valorizza tanti giocatori con Dimarco e Zaccagni su tutti, poi i quattro anni al Torino prima delle ultime tre squadre dove i risultati non sono stati granché: prima la Roma, arrivato a settembre 2024 ed esonerato a novembre; poi il Southampton, dove arriva a dicembre dello stesso anno e va via ad aprile con la squadra già retrocessa in Championship e infine l'ultima esperienza all'Atalanta, dove rimane una manciata di mesi prima dell'esonero e l'arrivo di Palladino.

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