“Come sto costruendo il mio patrimonio nel 2026”: il racconto di Tommaso Zapparrata – Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF

Maggio 04, 2026 - 12:51
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“Come sto costruendo il mio patrimonio nel 2026”: il racconto di Tommaso Zapparrata – Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF

Il Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF Tommaso Zapparrata si racconta

Oggi diversificare non significa semplicemente acquistare strumenti differenti, ma costruire un patrimonio capace di reagire a scenari economici molto diversi tra loro”, afferma Tommaso Zapparrata, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF. Vive a Dubai, in un sistema economico strettamente collegato al dollaro americano, ed ha progressivamente maturato una visione più articolata del concetto di diversificazione.

Il contesto attuale, caratterizzato da inflazione persistente, tassi d’interesse elevati, tensioni geopolitiche e rapide trasformazioni tecnologiche, impone infatti un’evoluzione nell’approccio agli investimenti. In questo scenario, la costruzione del portafoglio non può più basarsi esclusivamente su logiche tradizionali, ma deve integrare elementi di resilienza, adattabilità e disciplina”, spiega Zapparrata. “All’interno della mia allocazione patrimoniale ho scelto di privilegiare una struttura che combini protezione del capitale, generazione di reddito, crescita nel lungo periodo e una componente limitata dedicata all’innovazione quantitativa”.

La componente principale del portafoglio è rappresentata da Treasury Bond statunitensi a lunga scadenza, con Maturity 2045 e cedola del 4,75%, acquistati leggermente sotto la pari: “In un contesto globale sempre più instabile, continuo a considerare il debito governativo americano uno degli strumenti più solidi e liquidi disponibili sul mercato”. Dopo un lungo periodo di tassi prossimi allo zero, tali strumenti sono tornati a offrire rendimenti interessanti senza richiedere un’esposizione significativa ad asset più rischiosi. A questo si aggiunge un potenziale beneficio in conto capitale nel medio-lungo periodo, qualora si verificasse una riduzione dei tassi d’interesse. “Le obbligazioni, in questa fase, non rappresentano soltanto una componente difensiva, ma anche un’opportunità strategica”.

Una quota rilevante del patrimonio è inoltre allocata sull’oro fisico tramite strumenti gestiti da Pictet: “Non considero l’oro uno strumento speculativo, ma una forma di assicurazione patrimoniale”. In un contesto caratterizzato da espansione monetaria, crescita del debito globale e incertezza geopolitica, il metallo prezioso continua a svolgere una funzione di protezione del potere d’acquisto e di diversificazione rispetto ai mercati finanziari tradizionali. “L’obiettivo non è la performance nel breve periodo, ma la stabilità complessiva del portafoglio”.

Per la componente orientata alla crescita, l’approccio adottato è intenzionalmente semplice e disciplinato, basato sull’accumulo progressivo sull’ETF Vanguard S&P 500 ETF (VOO): “Non cerco di prevedere il mercato né di individuare il momento perfetto per entrare; credo nella forza del tempo e nella capitalizzazione composta”. L’esposizione all’indice S&P 500 consente di partecipare alla crescita delle principali aziende statunitensi, beneficiando dei trend legati all’innovazione, alla tecnologia e ai consumi globali. L’adozione di un piano di accumulo consente inoltre di ridurre l’impatto emotivo della volatilità e di mantenere coerenza nelle decisioni di investimento.

A completare l’allocazione vi è una componente più dinamica, rappresentata da una strategia quantitativa proprietaria denominata “Lupin Gold”, ispirata al personaggio di Lupin III. “Si tratta di un sistema di trading algoritmico sviluppato per operare sul mercato dell’oro attraverso modelli quantitativi e logiche di intelligenza artificiale”. Il sistema analizza i movimenti di mercato in tempo reale, individuando livelli chiave su base giornaliera e settimanale e attivando operazioni esclusivamente in presenza di breakout confermati. “L’obiettivo è eliminare la discrezionalità e sostituirla con una disciplina operativa rigorosa”. La gestione del rischio rappresenta un elemento centrale della strategia, con l’applicazione sistematica di stop loss e take profit e l’assenza di tecniche ad alto rischio come martingala o mediazioni. “Proprio per la natura più rischiosa di questa componente, ho scelto di destinarvi una quota limitata del patrimonio”.

Alla base di questa impostazione vi è una convinzione precisa: “la vera diversificazione oggi non consiste soltanto nel distribuire il capitale tra strumenti differenti, ma nel combinare logiche di investimento differenti”. Il portafoglio è quindi costruito per integrare reddito cedolare, protezione patrimoniale, crescita strutturale e innovazione quantitativa all’interno di un’unica struttura coerente. “In un contesto sempre più complesso e imprevedibile, disciplina, gestione del rischio e visione di lungo periodo rappresentano fattori determinanti, spesso più rilevanti della ricerca del rendimento immediato”.

Perché, in ultima analisi, “investire non significa prevedere il futuro, ma costruire un patrimonio capace di attraversarlo”. Nessun rendimento è garantito e le performance passate non costituiscono indicazione di risultati futuri. Rimane fondamentale operare con consapevolezza, disciplina e una corretta gestione del rischio.

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