Como... si dice? L'Europa è realtà: Fabregas centra l'impresa e ora sogna la Champions League

Maggio 10, 2026 - 15:50
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La formazione lombarda, guidata dall'allenatore spagnolo, giocherà in una competizione europea la prossima stagione. Ma quale?

Un'impresa che sembrava impossibile, un sogno costruito giornata dopo giornata, partita dopo partita sulle basi di una proprietà solida, visionaria e che ha affidato sapientemente la formazione della propria rosa a un giocane allenatore che si è dimostrato un demiurgo capace di far rendere i suoi ragazzi al massimo delle loro potenzialità.

Ora è arrivata la matematica certezza: il Como, per la prima volta nella storia, giocherà in una competizione europea. L'ufficialità è arrivata con l'1-0 della gara di Verona, firmato dalla rete di Douvikas, che ha sancito un piazzamento in un torneo continentale per la squadra lombarda. Inimmaginabile un traguardo di questa portata per un un club che, solamente due anni fa giocava in Serie B.

Una visione precisa della famiglia Hartono che ora vuole continuare ad alzare l'asticella nei prossimi anni.

UN CAMPIONATO DI LIVELLO

Una stagione disputata ad altissimi livelli dalla squadra di Fabregas, partita sin dai primissimi turni con successi su formazioni maggiormente quotate per la lotta a un posizionamento in Europa come Lazio, Fiorentina e soprattutto Juventus.

Il tecnico spagnolo, partendo dagli albori dell'annata sportiva, cerca di spegnere gli entusiasmi di una piazza che ha visto crescere questi ragazzi e vederli lottare per un traguardo così ambito sin dal principio. Fabregas ha saputo non caricare di responsabilità i suoi giovani, dando importanza e fornendo massima concentrazione solamente a quella che sarebbe stata la partita successiva.

Il vero turning point della stagione comasca arriva fra la ventiseiesima e la ventinovesima giornata, quando due vittorie dal peso specifico immenso contro Juventus e Roma fanno capire che per l'Europa questo Como se la sarebbe giocata sino in fondo. E non solo giocata, conquistata, sul campo, con merito.

E i numeri, fino a ora, lo testimoniano: secondo miglior attacco - dopo l'Inter - e miglior difesa di tutto il campionato.

DALLA D A FABREGAS

Dati impensabili, dicevamo, per una società che nel 2017 fallì, dichiarò bancarotta e ripartì dalla Serie D prima dell'arrivo della famiglia Hartono. La risalita non fu immediata, ma costante: la Serie C arrivò nel 2019, la cadetteria della Serie B nel 2021 e infine la promozione e il ritorno in massima serie nel 2024, a 21 anni di distanza dall'ultima partecipazione.

E' stato un processo di rinnovamento per il Como, di ringiovanimento e di affidamento a un nuovo modo di vedere il calcio e la sua filosofia: è il 13 novembre 2023 quando la società lombarda decide di esonerare Moreno Longo (subentrato a Gattuso) e affidare la panchina a Cesc Fabregas (sprovvisto, all'epoca, ancora del patentino per allenare e che aveva terminato la sua carriera come giocatore proprio in riva al Lago, rilevando anche alcune quote del club), assieme al gallese Osian Roberts.

E' l'inizio della scalata: il Como torna in A e in due sole stagioni si prende l'Europa, per la prima volta nella storia (l'unica partecipazione a una competizione continentale fu una Mitropa Cup nel 1980/81).

GLI HARTONO E UN MERCATO DI GIOVANI

L'arrivo della famiglia Hartono in quel di Como, gli artefici di questa impresa e di questa scalata verso il grande calcio, è il momento che segna e modifica la traiettoria della storia recente del Como. Gli Hartono hanno una visione: rendere la città un brand che si riconosca nel calcio, nell'appartenenza a questa squadra, che sogni qualcosa di grande. La famiglia comincia a investire importanti fondi (partendo dal centro sportivo di Mozzate) per migliorare il settore tecnico, economico e sociale di questo club.

I ricavi crescono, le categorie anche e gli Hartono aprono anche i lavori e l'iter per ristrutturare lo stadio Sinigaglia e far trovare alla città di Como un vero e proprio nuovo gioiellino: e la prossima stagione può essere quella del termine dei lavori (con il Como che traslocherà al Mapei per l'Europa). La famiglia Hartono capisce che il calcio serve a creare un ecosistema che serva a sostenere l'attività calcistica, aumentando la visibilità del brand del lago di Como e di tutta la città e facendo diventare Como una destinazione globale.

Una meta nel quale far arrivare giocatori giovani, ma importanti, che possano splendere e trascinare il Como verso nuove vette: da Nico Paz a Da Cunha, da Douvikas a Jesus Rodriguez, da Diao a Baturina, passando per Vojvoda, Perrone, Ramon e Butez. Tutti pilastri con i quali Fabregas ha costruito un'impresa sensazionale.

QUALE EUROPA?

Ma ora quale Europa sarà per il Como?

I lombardi si trovano a quota 65 punti in classifica, quinti, a -2 dal Milan (che deve ancora giocare con l'Atalanta) e a -3 dalla Juventus, oltre che con un punto di vantaggio sulla Roma che deve disputare la sua gara con il Parma.

Ci sono ancora due turni da giocare e il Como sogna l'accesso alla Champions League, arrivando tra le prime quattro posizioni in Serie A: se così non sarà, si dovrà accontentare del quinto o del sesto posto (già aritmetico) che, a seconda del fatto che la Lazio vinca o meno la Coppa Italia in finale contro l'Inter, varrà la qualificazione o all'Europa o alla Conference League.

Ma il Como ci sarà: l'Europa è stata centrata.

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