Confermato l’accordo tra Usa e Giappone da 550 miliardi di dollari sugli investimenti

05 Settembre 2026 - 14:55
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Il Giappone e gli Stati Uniti hanno confermato l’intenzione di proseguire la cooperazione sugli investimenti nei settori strategici e di rispettare i termini dell’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno, nonostante i cambiamenti intervenuti nel tempo nella politica tariffaria del presidente statunitense, Donald Trump. Lo ha dichiarato il ministro del Commercio e dell’Industria giapponese, Ryosei Akazawa, ai giornalisti a Washington, dopo aver incontrato separatamente il segretario al Commercio, Howard Lutnick, e il rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer. Akazawa ha precisato che l’amministrazione statunitense non imporrà dazi più alti sui prodotti giapponesi rispetto a quelli concordati bilateralmente nel luglio dello scorso anno. Il ministro ha inoltre riferito di aver concordato con i dirigenti statunitensi il rafforzamento delle catene di approvvigionamento per i minerali critici, aggiungendo che nell’incontro con Greer entrambe le parti hanno condiviso la valutazione secondo cui i “controlli arbitrari sulle esportazioni” imposti dalla Cina rischiano di causare “danni significativi” alle catene di fornitura di entrambi i Paesi.

Il Giappone ha rispettato i termini dell’accordo anche dopo che la Corte suprema statunitense ha invalidato a febbraio i dazi generalizzati per Paese voluti da Trump. In base all’intesa, Tokyo si è impegnata a destinare 550 miliardi di dollari a progetti negli Stati Uniti in settori strategici come petrolio e gas, minerali critici ed energia nucleare, tramite investimenti, prestiti e garanzie da erogare entro la fine del secondo mandato di Trump. In cambio, l’amministrazione statunitense ha fissato i dazi sulle automobili e altri prodotti giapponesi al 15 per cento, una soglia inferiore a quella inizialmente minacciata, promettendo in seguito un trattamento di “non cumulabilità” per le importazioni con dazi preesistenti pari o superiori al 15 per cento.

A metà febbraio, Tokyo e Washington avevano annunciato i primi tre progetti, per un valore complessivo di circa 36 miliardi di dollari, tra cui un impianto a gas in Ohio, il più grande del suo genere nella storia statunitense, destinato ad alimentare data center per l’intelligenza artificiale. In occasione della visita a Washington della premier giapponese, Sanae Takaichi, nel marzo scorso, i due Paesi avevano presentato un secondo pacchetto di tre progetti per un valore complessivo di 73 miliardi di dollari, tra cui la costruzione di piccoli reattori modulari da parte di Ge Vernova e Hitachi in Tennessee e Alabama, per un costo stimato fino a 40 miliardi di dollari, oltre a due impianti per la generazione di gas naturale in Pennsylvania e Texas. Akazawa ha riferito di aver discusso con Lutnick i progressi dei sei progetti di investimento già avviati, senza fornire dettagli sui progetti ancora in fase di definizione né sui tempi di un eventuale terzo pacchetto. Il ministro ha comunque sottolineato che le discussioni su intelligenza artificiale e produzione di semiconduttori stanno assumendo un peso crescente nella definizione dell’investimento giapponese da 550 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

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