Corte dei conti, il nuovo equilibrio tra tutela degli amministratori e legalità

La riforma della responsabilità erariale e il rafforzamento della funzione consultiva della Corte dei conti dividono il mondo della pubblica amministrazione. È da questo punto che si è aperta alle Ville Ponti di Varese la prima sessione della nona edizione della Rassegna di diritto pubblico dell’economia, organizzata da Upel Italia, dedicata al tema “Potenziamento consultivo e il suo impatto sulle amministrazioni locali”.
A moderare il confronto Stefano Glinianski della sezione autonomie della Corte dei conti, che ha ricordato il percorso di crescita della manifestazione, ormai consolidata anche a livello nazionale, e soprattutto la delicatezza del momento storico in cui si inserisce la riforma. Da un lato, ha osservato, c’è chi vede nel nuovo impianto normativo uno strumento necessario per liberare amministratori e dirigenti dalla “paura della firma”. Dall’altro chi teme un arretramento culturale capace di indebolire il sistema dei controlli senza produrre una pubblica amministrazione più efficiente.
Il cuore del dibattito si è concentrato proprio sul significato del potenziamento della funzione consultiva: tutela preventiva per chi opera negli enti locali oppure rischio di deresponsabilizzazione? Glinianski ha richiamato la necessità di un confronto reale tra istituzioni e operatori che vivono quotidianamente la complessità dell’amministrazione pubblica, ricordando come nei Comuni ci si trovi spesso ad affrontare problemi che richiedono decisioni immediate e fortemente motivate. (nella foto da destra: Maria Annunziata Rucireta, Stefano Glinianski, Sergio Foà)
NON SI RIDUCONO LE RESPONSABILITÀ
Dal collegamento con Genova, Pasquale Criscuolo, direttore generale e segretario generale del Comune, ha respinto l’idea che il nuovo quadro normativo debba tradursi in una riduzione della responsabilità. Al contrario, ha parlato della necessità di rafforzare la cultura del risultato e dell’utilizzo corretto delle risorse pubbliche.
Secondo Criscuolo, il tema della “paura della firma” è stato enfatizzato oltre la sua reale dimensione e non rappresenta la principale criticità delle amministrazioni. Piuttosto, occorre costruire un’azione amministrativa capace di coniugare correttezza, efficienza ed efficacia, senza smarrire il perseguimento dell’interesse pubblico. Nel suo intervento è tornato più volte il richiamo alla sentenza 132 del 2024 della Corte costituzionale, che ha sottolineato la necessità di tutelare la discrezionalità amministrativa evitando però arbitrarietà e manifesta irragionevolezza. Da qui anche la critica a una tipizzazione della colpa grave ritenuta eccessivamente ampia, con il rischio di non rendere più rilevanti errori macroscopici dovuti a imperizia o negligenza.
CORTE DEI CONTI ORGANO DI SUPPORTO
Un altro passaggio centrale della discussione ha riguardato il ruolo della Corte dei conti come organo di supporto e non soltanto di controllo.
Maria Annunziata Rucireta, presidente di coordinamento della sezione autonomie, ha evidenziato come il legislatore abbia voluto attribuire alla Corte una funzione preventiva di assistenza agli amministratori, nel tentativo di superare quella “burocrazia difensiva” che spesso induce a non decidere per timore delle conseguenze. Rucireta ha però invitato a riflettere sui limiti del nuovo sistema. Il rischio, ha spiegato, è che controllo preventivo e funzione consultiva vengano utilizzati soprattutto come strumenti di protezione preventiva dalla responsabilità, creando una sovrapposizione delicata tra funzione di controllo e funzione giurisdizionale.
La vera sfida, secondo la presidente della sezione autonomie, sarà invece quella di mantenere la funzione della Corte coerente con il proprio ruolo di supporto alla sana gestione finanziaria e al miglioramento dell’azione amministrativa.
CHI RICHIEDE UN PARERE DEVE PROSPETTARE UNA SOLUZIONE
Sul terreno della discrezionalità amministrativa si è poi soffermato Sergio Foà, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Torino, che ha affrontato il rapporto tra pareri della magistratura contabile ed elemento psicologico nella valutazione della responsabilità. Foà ha osservato come la nuova disciplina introduca elementi innovativi, soprattutto nella possibilità di chiedere pareri anche su fattispecie concrete, ma ha richiamato la necessità di preservare il confine tra funzione consultiva e attività amministrativa.
Secondo il professore torinese, il parere della Corte non può trasformarsi in un’ingerenza nelle scelte discrezionali dell’amministrazione. L’ente che richiede il parere deve formulare un quesito corretto e completo, prospettando una soluzione, mentre alla Corte spetta il compito di individuare principi generali senza invadere il terreno delle decisioni amministrative. Un equilibrio delicato, destinato a incidere direttamente anche sulla futura valutazione della responsabilità degli amministratori e dei dirigenti pubblici.
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