Cosa c’è oltre la Nato: il duetto Starmer-Tusk e quel trattato per produrre armi complesse di nuova generazione

28 Maggio 2026 - 17:13
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Cosa c’è oltre la Nato: il duetto Starmer-Tusk e quel trattato per produrre armi complesse di nuova generazione

Come se non bastassero le inquietanti notizie di guerra guerreggiata che arrivano, purtroppo, dal Golfo di Hormuz e dal Libano – distinguere tra Nord e Sud Libano è diventata oramai un’operazione di mera retorica – altre notizie, non meno sconcertati e inattese, annunciano che mercoledì (ieri per chi legge) la Gran Bretagna ha firmato quello che viene definito un nuovo Trattato di difesa e sicurezza con la Polonia, finalizzato a «combattere le minacce, comprese quelle di una Russia sempre più aggressiva». Questa nuova forma di alleanza con un Paese dell’Unione europea s’inserisce tra gli sforzi compiuti dal primo ministro britannico, Keir Starmer, in un’ottica di rafforzamento dei legami con l’Unione europea, dalla quale però l’U.K. preferì uscire in seguito all’esito negativo del referendum del 2020, meglio noto come “Brexit”.

L'accordo, che firmato ieri dal primo ministro polacco, Donald Tusk a Londra, è stato descritto come migliorativo della sicurezza delle frontiere, affronterà la criminalità organizzata e approfondirà la cooperazione in materia di difesa con l'Unione europea: una dichiarazione quanto meno sorprendente da parte del governo inglese.

Tanto per seguire gli eventi e gli sviluppi registratesi su questo delicatissimo settore, ricordiamo che l'ultimo accordo riguardante la difesa sottoscritto dall’U.K. con un Paese membro dell'Ue si può collegare agli accordi già sottoscritti con Francia e Germania: questo costante e inteso sforzo dice tanto sull’anelito di Starmer, quasi volesse riparare i guasti prodotti dall’incauta auto estromissione dall’Ue con la Brexit 6 anni fa, e, infine, sembra anche voler eseguire le richieste formulate dal The Donald affinché l'Europa assuma maggiori responsabilità nella difesa militare di se stessa, che poi si traduce in un aumento di spese a scapito di sanità, sicurezza, istruzione, etc.

Suscita molta impressione, tra le altre cose, la dichiarazione fatta dal premier polacco Tusk in chiusura dell’incontro, dichiarando che entrambi gli Stati vedono «la Russia come una minaccia strategica» e, inoltre, che entrambi i leader dovrebbero discutere un aumento di attacchi ibridi, attacchi informatici e spionaggio; una prospettiva che, se non proprio di guerra dichiarata, ci si avvicina molto.

E sempre, l’ineffabile Starmer dichiara: «Le sfide che l'Europa ora deve affrontare richiedono una partnership ancora più forte»; a questo punto, supponiamo abbia indossato l’emetto per apparire davanti alle telecamere della Bbc.

Questo trattato visto dalla prospettiva inglese rappresenta, dunque, secondo il premier britannico, «il passo avanti più grande nella nostra relazione di difesa e sicurezza con la Polonia, permettendoci di affrontare minacce moderne alla sicurezza che potrebbero essere meno visibili ma non meno pericolose». Più chiaro di così, in effetti, non poteva essere; del resto in un mondo annoiato dalla mancanza di conflitti, genocidi, soprusi e angherie di vario tipo e genere, un po’ di spumeggiante tensione bellica in Europa non guasta.

La Gran Bretagna ha dichiarato, inoltre, che l'accordo con la Polonia consentirebbe ai due Paesi di combinare competenze e capacità industriali per guidare lo sviluppo e la produzione di armi complesse di nuova generazione, incluso il rafforzamento dei sistemi di difesa aerea e missilistica. Se ne sentiva proprio il bisogno, eravamo in molti a chiederci quando avremmo iniziato a produrre armi più complesse?

Grazie al duetto Starmer-Tusk, ora abbiamo appreso che, oltre alla difesa, una parte significativa del Trattato si concentrerà sulla cybersecurity, una nuova parola a diverse valenze interpretative, dove può entrare tutto e il contrario di tutto.

Ed ecco svelata la vera natura per stessa ammissione della Polonia, che ha affermato senza mezzi termini e forse con un malcelato filo d’orgoglio, rivendicando il proprio ruolo di hub di aiuti militari diretti all'Ucraina ed è proprio questo suo ruolo ad averla resa un «bersaglio chiave» per lo spionaggio russo, gli attacchi informatici e varie campagne di disinformazione.

È curioso assistere, dopo che l'amministrazione Trump ha chiesto all'Europa di fare di più per autoproteggersi, ponendo un punto interrogativo sulla storica alleanza militare della Nato, al fatto che Gran Bretagna e Polonia abbiano cercato e trovato un percorso bilaterale per concludere accordi di difesa con altri Stati, procedendo singolarmente come se l’European union non esistesse o fosse semplicemente un simulacro da agitare quando torna comodo agitare.

Sempre per rinfrescare la nostra povera memoria, troppo distratta dalle quotidiane bombe israeliane in Libano o dagli attacchi deliberati alle petroliere in transito nel Golfo di Hormuz, richiamiamo un fatto meritevole di attenzione: l’anno scorso (fine 2025), Gran Bretagna e Francia hanno concordato di rafforzare le loro relazioni di difesa, incluso il miglioramento della cooperazione nei loro arsenali nucleari e, per non farci mancare nulla, l’ineffabile Starmer ha anche sottoscritto un Trattato per approfondire i «legami con la Germania»: avanti così, in ordine sparso verso l’azzeramento dell’Unione europea, evidentemente sono in molti a non sentirne il bisogno.

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