Così una società si prende cura dei vulnerabili

14 Ottobre 2026 - 03:45
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Così una società si prende cura dei vulnerabili

Al servizio dei più vulnerabili. La cura dei bambini affetti da malattie incurabili, la tutela della loro dignità e il contributo che le religioni possono offrire nel rispondere alla vulnerabilità umana. Sono stati questi i temi al centro del Secondo Colloquio congiunto tra il Kazakhstan’s International Center for Interfaith and Interreligious Dialogue e il Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede. Il forum, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, si è svolto al Museo Nazionale di Astana. La delegazione della Santa Sede al colloquio è stata guidata dal cardinale George Jacob Koovakad. Il prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso ha incontrato il vicepresidente della Repubblica del Kazakhstan Erlan Karin. La conferenza è intitolato “Promuovere la salute, promuovere la pace. Un impegno condiviso per la cura dei bambini vulnerabili”. Ad approfondire il tema sono stati i rappresentanti delle istituzioni, esponenti di comunità religiose, pediatri, specialisti di bioetica e teologia, studiosi ed esperti. Il confronto si è sviluppato attorno a tre ambiti. Ovvero i fondamenti etici della cura dei bambini e la solidarietà interreligiosa. La protezione dei diritti e della dignità dei bambini nel contesto della malattia. Lo sviluppo della cooperazione medica, scientifica e istituzionale. Un’attenzione specifica è stata dedicata anche alle opportunità e alle questioni etiche legate all’impiego dell’intelligenza artificiale in pediatria.

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Foto di Th2city Santana: https://www.pexels.com/it-it/foto/primo-piano-della-mano-di-un-bambino-che-afferra-un-dito-di-adulto-29810291/

Forum sui vulnerabili

Al centro dei due giorni di dialogo una questione morale fondamentale. Come garantire a un bambino affetto da una malattia incurabile non soltanto cure mediche appropriate, ma anche il pieno rispetto della sua dignità umana e la dovuta attenzione ai bisogni psicologici, sociali, familiari e spirituali? La dignità di un bambino non è sminuita dalla malattia, né dipende dalla possibilità di una guarigione completa. È questo il principio che orienta anche il confronto sulla “Carta dei diritti del bambino affetto da malattia incurabile”, elaborata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il documento pone il bambino anzitutto come persona, non come semplice paziente o caso clinico, e richiama il diritto a essere accompagnato e curato anche quando la medicina non può più guarire.

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Foto: OPBG

Carta del Bambino

La Carta del Bambino Gesù, elaborata nel 2018, è già parte del ampio dibattito internazionale sui diritti dei bambini con malattie inguaribili e sulle cure palliative pediatriche. In questa prospettiva, il dovere di cura non viene meno quando termina la possibilità di una terapia risolutiva. Al contrario, comprende l’alleviamento della sofferenza, l’ accompagnamento del bambino e della famiglia, il sostegno psicologico e, quando richiesto, anche l’attenzione alla dimensione spirituale. Il dialogo di Astana è andato così oltre le questioni strettamente mediche. Tocca il valore della vita umana, il significato della cura e la responsabilità della società verso chi è più fragile. Ed è proprio qui che il dialogo interreligioso ha assunto una dimensione concreta. Cioè tradizioni religiose differenti, pur partendo da prospettive teologiche diverse, possono incontrarsi nella difesa della dignità e dei diritti dei bambini e nella costruzione di una cultura della cura.

 

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