Dune Awakening – Recensione PS5


Dune Awakening - Recensione PS5
I film di Villeneuve possono dividere ma, da lettore di una buona parte della saga di Dune, riconosco che è molto difficile traslare visivamente il lavoro di Herbert. Dune Awakening in questo deve fare meno fatica, perché l'estetica e gran parte dell'identità visiva è esattamente quella dei film. Narrativamente, invece, siamo in una linea temporale parallela, una nella quale Lady Jessica partorisce effettivamente una femmina, come le Bene Gesserit volevano: da lì, i domino che cadono portano alla quasi totale distruzione dei Fremen, ed è proprio in mezzo ad un genocidio che ci troviamo a precipitare, in un ruolo e classe scelti da noi, ma il cui impatto a livello meccanico o narrativo fatica a farsi sentire nelle prime 10 ore di gioco.
Il mondo di gioco, vuoi per l'eredità dei film più recenti, vuoi per l'aderenza ad uno spettro visivo del "sci-fi" ormai stabilito e comune, è sicuramente il punto di forza più immediato e duraturo. Arrakis è incredibilmente credibile, è densa, ed è coerente con il materiale originale. È un mondo piuttosto vuoto, chiaramente, ma il senso di pericolo sembra sempre dietro l'angolo, fra un sole instancabile e i vermi della sabbia.
In qualche modo, Dune Awakening riesce a farti sentire su Arrakis, grazie a un senso di immersione forse nemmeno poi tanto ricercato ma che è chiara eredità, di nuovo, della fatica di qualcun altro, in un certo senso. Ogni minima escursione sulla sabbia richiede di avere già bene in mente la prossima zona di ombra da raggiungere, e il rombo sordo del verme si percepisce ad una distanza tale da costringerti a guardarti intorno con relativa frequenza.
Il valore produttivo è poi immediatamente elevato dalle cutscene, ben costruite soprattutto dal punto di vista della composizione. Purtroppo il nostro personaggio, data la flessibilità con la quale ci viene permesso di sceglierlo e personalizzarlo, sembra sempre un po' scaraventato in Dune Awakening da un altro gioco, ma ogni singolo altro elemento delle cutscene è di ottimo livello.
La colonna sonora è efficace, ma anche in questo caso molto debitrice del lavoro di Zimmer sui film: la cosa non è assolutamente un difetto, ed è difficile immaginare un compositore di colonne sonore videoludiche che possa tenere testa a Zimmer, però Dune Awakening rischia così di perdere un po' di identità propria e di diventare più un gioco tie-in, che qualcosa di "suo".
Sono stato 5 paragrafi a parlarti di come Dune Awakening appare e di come suona, ma non di come si gioca, e un motivo c'è: il loop di gioco survival pesa come un macigno. Non è propriamente il senso di contrasto fra ciò che Dune Awakening sembra essere - di nuovo, un RPG - e ciò che in realtà è, a creare frizione, quanto l'importanza che, nel suo essere appunto un survival, hanno le meccaniche di raccolta delle risorse e di costruzione.
Se una componente meramente di sopravvivenza è esattamente ciò che mi aspetto da un gioco su Dune, muovere un cursore sullo spazio di gioco per costruire un generatore o qualsivoglia costruzione non è propriamente una meccanica che associo al mondo creato da Herbert, più attento a descrivere Arrakis come qualcosa di antico e inamovibile, che a valutarne le possibilità edilizie.
Raccogliere, costruire, e in generale gestire le proprie risorse sono le meccaniche che occupano la fetta importante delle sessioni che affronterai, in Dune Awakening. Non è un difetto strutturale per chi quel genere lo ama, ma è un neo nell'ottica alla quale io mi sono approcciato al titolo, quella scaturita da una semplice domanda: chi apprezza gli RPG può trovare abbastanza elementi godibili in questo Dune Awakening al punto da - quasi - affrontarlo proprio come tale?
Il building, a mio parere, in un survival deve da subito restituire un senso di soddisfazione, per poi calare e darci un nuovo obbiettivo a lungo termine, momento nel quale il senso di soddisfazione torna, e poi il loop ricomincia. In Dune Awakening sembra invece che, costantemente, le meccaniche di costruzione stiano rubando il tempo ad altro, forzando un grinding che fa indelebile parte del genere ma che, nel 2026, dovremmo lasciarci alle spalle.
Anche raccogliere l'ennesimo rametto, pezzo di metallo o erbetta dissetante diventa stancante in brevissimo tempo, ma sono proprio le componenti di costruzione quelle più tediose e meccanicamente insoddisfacenti, anche dal punto di vista della UX. Purtroppo le missioni più esplicite di Dune Awakening non alzano il tiro, essenzialmente sminuendo il tutto a sezioni "stealth" immotivate e a momenti onirici potentemente fuori tono rispetto al resto della produzione.
Nel mio approccio ho anche voluto volutamente evitare la dimensione multiplayer di Dune Awakening, ma le interazioni con gli altri giocatori sono state per lo più cooperative, ma di quelle mordi e fuggi, lontane dalla durabilità delle sessioni di giochi ben diversi ma comunque fortemente multiplayer, come ARC Raiders o altri. Sicuramente potremmo essere davanti all'ennesimo gioco sia single che multiplayer che però si gode di più giocato in compagnia, ma devo ammettere che il senso di solitudine e di smarrimento dell'essere da soli in mezzo al deserto di Arrakis è un'esperienza che non vorrei vedere in alcun modo diminuita dall'interazione con altre giocatrici.
Su PS5 Pro Dune Awakening si comporta molto bene, con framerate stabile e nessun calo percettibile. L'interfaccia è abbastanza adatta ad un controller, ma rimangono alcuni segnali della sua origine PC, soprattutto nella quantità di dispersione di alcune azioni, come la necessità di prima spendere un gettone ricerca per sbloccare uno o più "prodotti" in una sezione, e poi il dover navigare ad un'altra sezione per poter costruire suddetti prodotti. Non sono mai davvero uscito dalla sensazione di star giocando un porting da PC, con Dune Awakening, ma non voglio nemmeno esagerare quanto la cosa pesi o possa pesare.
Conclusioni
Dune Awakening è un survival MMO, e non c'è modo di dimenticarlo nemmeno per un attimo, quando lo si gioca. L'ambientazione è sicuramente il pilastro più forte dell'esperienza, e sicuramente basta a giustificare l'acquisto per i fan più aggressivi del mondo di Dune. La componente survival e di costruzione è quindi ciò che quella community si aspetta, ma la sua implementazione è a mio parere un peso difficile da sostenere, anche per chi non si approccia a Dune Awakening con la voglia di un RPG in salsa MMO. Per ora siamo di fronte ad un prodotto solido ma che non posso consigliare senza riserve: la quantità di contenuti sembra per ora sufficiente, ma non vedo abbastanza tenacia o novità per assicurarti che Dune Awakening esisterà fra un anno o più. Investici il tempo che vorrai, ma non aver paura o remore a saltare altrove non appena il fortissimo odore di MMO si fa palese.
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