Covid, Malan e Bignami incalzano Conte, nel mirino l’incontro tra l’ex premier e Arcuri: una coincidenza? Ma che avevano da dirsi?

Dopo i sospetti e le indagini su fiumi di denaro per le mascherine farlocche e il presunto business delle consulenze d’oro, svelati nei giorni scorsi, lo scandalo Covid si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo: Fratelli d’Italia, con i capogruppo di Senato e Camera, Malan e Bignami, torna a puntare i riflettori sull’ex premier Conte e, in particolare, sul duo Conte-Arcuri, dopo la scoperta di un incontro segreto a casa dell’ex commissario, avvenuto alla vigilia della sua convocazione in Commissione d’inchiesta. Un “metodo collaudato” ma attuato in salsa pandemica, adombrano il dubbio da FdI, per concordare le versioni? Si vedrà: intanto sul punto, e sugli accertamenti dell’inchiesta, Fratelli d’Italia assicura ancora una volta “tolleranza zero“.
Covid, Malan sull’incontro Conte-Arcuri svelato da “La Verità”
«La lettura dei giornali nelle ultime settimane non manca di riservare novità e soprese sul tema Covid», rileva con una punta di ironia amara e dichiara in una nota il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. Quindi prosegue: «L’ultima in ordine di tempo viene da La Verità, che oggi racconta di un incontro avvenuto tra Giuseppe Conte e Domenico Arcuri lo scorso 18 giugno nella casa di quest’ultimo. Insomma, non bastavano le notizie sulle false fatture del maxiappalto di oltre un miliardo di euro per l’acquisto di mascherine farlocche, del giro di ricche consulenze tra Hong Kong, Milano e San Marino. Adesso anche il faccia a faccia tra coloro che gestirono l’emergenza Covid. Viene da chiedersi cosa avesse da dirsi il duo Conte-Arcuri? C’entra qualcosa con la lettera inviata il giorno dopo da Arcuri al presidente Lisei in cui ha dato disponibilità ad essere audìto dalla Commissione?».
Il dubbio: «Dovevano concordare qualche posizione?»
E ancora, incalza Malan: «Che avessero necessità di concordare qualche posizione? Come al solito Conte preferisce parlare della pandemia altrove, ora probabilmente anche in privato con colui che aveva scelto come commissario all’emergenza Covid, ma non dove dovrebbe: e cioè la Commissione. Fratelli d’Italia continuerà a chiedere che l’ex presidente del Consiglio si presenti in Commissione per raccontare quello che sa su quanto sta emergendo dai lavori della Commissione stessa. Su questo non faremo alcun passo indietro», conclude il presidente dei senatori di FdI.
Covid, Bignami: l’incontro Conte e Arcuri e quella «coincidenza temporale che parla da sé»
«Oggi su La Verità Domenico Arcuri ammette candidamente che è solito incontrarsi con Giuseppe Conte», rilancia e commenta a sua volta il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. E aggiunge a stretto giro: «Quindi il testimone chiave della vicenda del Covid è solito incontrarsi con il componente più controverso della Commissione Covid. E lo fa con una coincidenza temporale che parla da sé: il 17 giugno la Commissione decide di convocare Arcuri a testimonianza, il 18 giugno Arcuri e Conte si incontrano a casa di Arcuri, il 19 giugno Arcuri per la prima volta scrive alla Commissione dicendosi disponibile, anche se in realtà è un obbligo, a venire in Commissione per rendere testimonianza con gli effetti dell’art. 372 cp. Non serve Agata Christie per capire che tre coincidenze in questo caso fanno ben più di una prova».
«Uno schema già visto…»
Ma non è ancora tutto. E infatti, rileva e sottolinea Bignami concludendo: «È uno schema già visto ed usato in Antimafia da Natoli e Scarpinato: testimone e commissario, protetto dalla sua immunità ad essere sentito in Commissione, si confrontano prima di venire in Commissione proprio sui temi di cui dovranno riferire. Un uso distorto delle Istituzioni che ha un obiettivo evidente: impedire alla Commissione d’inchiesta sul Covid di svolgere il suo lavoro». Alle prossime indiscrezioni e sviluppi d’indagine, l’ardua sentenza.
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