Crans-Montana, nasce la Fondazione Chiara Costanzo. La Russa: «Mi sono chiesto cosa potevo fare, disporrà di uno stage al Senato» (video)

18 Giugno 2026 - 19:48
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Crans-Montana, nasce la Fondazione Chiara Costanzo. La Russa: «Mi sono chiesto cosa potevo fare, disporrà di uno stage al Senato» (video)

L’abbraccio tra Ignazio La Russa e Andrea Costanzo, padre di Chiara, una delle vittime di Crans-Montana

Trasformare il dolore in un seme che genera opportunità. Reagire alla perdita offrendo speranza. È la scelta compiuta da Andrea Costanzo, padre di Chiara, morta a 16 anni nell’incendio di Crans-Montana, con la Fondazione che porta il nome della ragazza. «Mi sono chiesto quale potesse essere il modo giusto per onorare la vita di Chiara. Non per ricordarla, ma per onorarla perché ricordare vuole dire guardare indietro, onorare invece vuol dire decidere cosa fare da oggi in poi», ha spiegato Andrea Costanzo, nel corso della presentazione della Fondazione, che è avvenuta a Palazzo Madama, nell’incontro “Chiara, il dolore, l’eredità”, al quale hanno partecipato anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il ministro dello Sport, Andrea Abodi.

Nasce la Fondazione Chiara Costanzo, disporrà di uno stage al Senato

La Russa ha annunciato l’istituzione di uno stage al Senato. Dunque, non solo una testimonianza della vicinanza delle istituzioni alle vittime dell’incendio di capodanno ma un segno concreto, tangibile della condivisione di un percorso, cittadini e istituzioni insieme, uniti dal dolore per la perdita di quelle giovani vite e dalla volontà di far sì che non diventi un deserto. «Mi sono chiesto che cosa potevo fare io e quello che mi è venuto in mente è che la Fondazione possa disporre, da oggi, di uno stage di un paio di mesi qui al Senato, per avere la possibilità di conoscere quello che avviene in questo palazzo, approfondendo le proprie capacità», ha spiegato La Russa, ufficializzando l’iniziativa e spiegato che sarà dotata «anche di un minimo di “argent de poche” per sopravvivere, oltre che con le spese di vitto e alloggio». Si tratta di «un’opportunità, esattamente come ha detto Andrea Costanzo, di trasferire il dolore offrendo delle opportunità».

La Russa: «Mi sono chiesto cosa potevo fare io»

«Ho conosciuto il papà di Chiara – ha raccontato La Russa – in questa drammatica vicenda, quando il dolore si era abbattuto su di lui più che su tutti noi. E ho apprezzato il modo con cui ha reagito da padre. Un genitore non potrà mai superare quel dolore che è un cataclisma, una cosa enorme, ma lui ha tramutato questo dolore in qualcosa per gli altri. E per questo voglio ringraziarlo sinceramente».

«Non voglio dire cose che magari accrescano il rimpianto, ma mi sarebbe veramente piaciuto conoscere Chiara perché da quello che ho capito era una persona veramente speciale: a scuola aveva la media dell’otto e mezzo, faceva sport in maniera agonistica e la sera andava anche a divertirsi. Quindi non era una “secchiona”. Chiara l’avrei voluta come figlia», ha detto ancora il presidente del Senato, nel corso di un incontro che ha avuto momenti molto toccanti.

Il ricordo di Chiara Costanzo

«Chiara era una ragazza piena di sogni, di curiosità e di progetti, come migliaia e migliaia di ragazzi del nostro Paese: aveva davanti a sé il futuro. Come tutti i sedicenni, pensava soprattutto a quello che doveva ancora succedere, l’università, lo sport, i viaggi, le amicizie, l’amore. Quel futuro si è improvvisamente, tragicamente interrotto, ha proseguito Andrea Costanzo, parlando del dolore della perdita di un figlio e del fatto che non si può superare, «si può, forse, imparare a conviverci».

Il papà: «Un’iniziativa per onorare la vita di Chiara»

Andrea Costanzo ha pensato alla figlia, ai suoi sogni, alla sua voglia di costruire il futuro. E ha sottratto questa immagine al dolore per proiettarla verso la vita. «Chiara non ha avuto il tempo di realizzare quei sogni, ma – ha aggiunto – esistono migliaia di ragazzi che hanno dei sogni, che sono molto simili ai suoi, con la stessa passione, la stessa dedizione, la stessa voglia di costruire il futuro». E dunque ecco la risposta alla domanda su come onorare la vita di Chiara.

Federica Brignone madrina della Fondazione

«In ogni città italiana ci sono dei giovani straordinari, ragazzi che possiedono capacità, determinazione e coraggio, ma a cui spesso manca la possibilità concreta di mettersi alla prova. E ogni talento che si perde è una sconfitta collettiva, per tutto il Paese. Perché quando un giovane rinuncia a un percorso di crescita, qualsiasi esso sia, non perdiamo soltanto una possibilità individuale, ma perdiamo una parte del nostro futuro», ha spiegato Andrea Costanzo, parlando della Fondazione, che avrà come prima madrina la campionessa di sci Federica Brignone e che ha «bisogno di follower perché dobbiamo diffondere il più possibile le nostre idee e i nostri progetti, ai quali vogliamo affiancare la parte pubblica perché è quella che dà più garanzie di durata nel tempo, oltre agli investitori privati».

«Federica Brignone rappresenta tutte quelle caratteristiche che noi vorremmo sviluppare nei giovani talenti: la determinazione, la resilienza, ma anche la generosità con cui si approccia; la sua indipendenza e la sua capacità di essere trasversale. Tutte quelle caratteristiche che secondo noi Federica Brignone rappresenta e che, speriamo, possano essere anche d’esempio per tutti i giovani che andremo a identificare», ha detto Alberta Figari, avvocato e consigliere della Fondazione Chiara Costanzo.

Cosa sono le “borse di sogno”

È stato poi ancora Andrea Costanzo a parlare delle «cosiddette “borse di sogno”» lo strumento attraverso cui creare «opportunità»: «Le abbiamo chiamate così perché non sono semplici borse di studio. La borsa di studio va a misurare il passato, ciò che uno è stato; la borsa di sogno invece vuole investire su ciò che qualcuno può diventare. E noi crediamo che il merito non sia soltanto ciò che è già stato dimostrato; il merito è anche la forza di immaginare ciò che una persona può diventare. E credo che questo tema riguardi profondamente anche il futuro del nostro Paese».

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