Crisi Amt, il calvario dei bus continua: a fine giugno le prime risorse per uscire dal pantano

Genova. Stringere i denti e arrivare a fine giugno, contando anche sull’alleggerimento dell’orario estivo. Da qualche giorno la crisi di Amt sembra essere riesplosa nella sua drammaticità tra corse saltate, bus strapieni, guasti e disservizi che mettono a dura prova l’utenza. Nel frattempo le associazioni dei consumatori hanno lanciato lo “sciopero del biglietto” per l’11 giugno, un’iniziativa di “disobbedienza civile” che tuttavia non sembra smuovere più di tanto le istituzioni e l’azienda in un momento molto delicato per il suo salvataggio. Che dovrebbe iniziare a delinearsi – appunto – negli ultimi giorni del mese, col versamento delle prime quote aggiuntive sul contratto di servizio, parte del più ampio piano di risanamento approvato dai soci.
Ai consumatori ha risposto ieri la sindaca Silvia Salis: “Abbiamo trovato la società di trasporto pubblico con 280 milioni di debiti, stiamo chiudendo una composizione negoziata della crisi tecnicamente difficilissima con un’azienda che ha difficoltà enormi. Abbiamo più volte ringraziato più volte i cittadini per loro comprensione. Ognuno è libero di fare lo sciopero che vuole fare, ma se passa il controllore fa la multa. Ho migliaia di persone che lavorano in Amt e migliaia di famiglie, ci spiace che la cittadinanza stia patendo delle conseguenze ma il nostro obiettivo, che stiamo raggiungendo, è salvare Amt, mantenerla pubblica e salvaguardare gli stipendi delle persone che ci lavorano”.
Cosa sta succedendo in Amt
Gli impianti di condizionamento fuori uso sono solo una parte del problema. In generale mancano pezzi di ricambio, anche perché l’ultima tranche di pagamenti ai fornitori è nuovamente in ritardo e alcune aziende hanno tirato i remi in barca dopo aver appreso che il piano prevede lo stralcio dei crediti al 50%. La carenza di mezzi finora ha riguardato soprattutto Staglieno e Gavette, ma si sta allargando anche alle altre rimesse. Amt ha attivato una squadra manutentiva straordinaria a Brignole per guadagnare almeno qualche vettura, ma le riparazioni principali devono essere eseguite in officina.
“I problemi sono sempre gli stessi: l’approvazione del piano di risanamento è stata importante, ma di per sé non ha portato i soldi in cassa – spiega il vicesindaco Alessandro Terrile -. Siamo solidali con gli utenti e coi lavoratori, ma il punto vero è che non basta il voto del consiglio comunale, perché la crisi si risolverà quando affluiranno i denari“.
La soluzione del problema
E quando arriveranno i denari? Di fatto esistono due binari a velocità differenti. Su uno di questi viaggia la ricapitalizzazione che sottoscriverà il Comune (47,9 milioni) insieme alla Città metropolitana (1,5 milioni). Ma il grosso dell’operazione dipende dalle risorse della Regione Liguria (40 milioni) che potranno essere sbloccate solo dopo l’omologa del Tribunale sul piano di risanamento. Il via libera potrebbe arrivare a fine luglio, nella migliore delle ipotesi, oppure a settembre, saltando la pausa estiva degli uffici giudiziari. Nel frattempo dovranno esprimersi tutti i creditori, che non digeriscono il pagamento dimezzato (benché immediato) ma come alternativa concreta hanno il fallimento dell’azienda.
Sull’altro binario corrono le integrazioni al contratto di servizio che dovranno compensare Amt dei maggiori costi sostenuti. Il tesoretto annuale vale 20,7 milioni (15 dalla Regione, 5 dal Comune e 1,7 dalla Città metropolitana) ma le risorse non sono ancora disponibili. La Regione sta aspettando l’arrivo dei finanziamenti nazionali, mentre la Città metropolitana deve concludere l’iter interno per deliberare l’aumento in quanto ente affidante, lasciando in sospeso perciò anche la quota di Tursi. “Mi auguro che entro fine giugno si arrivi a una quadra“, è l’auspicio di Terrile.
Dunque bisognerà attendere ancora diverse settimane per beneficiare di una prima iniezione di liquidità in grado di ammansire i fornitori sul piede di guerra. Il 19 giugno scadranno le misure protettive della composizione negoziata della crisi, ma di fatto lo scudo su Amt rimarrà in vigore finché il Tribunale non avrà messo il timbro sul piano di risanamento.
L’orario estivo e la riorganizzazione del servizio
Il 15 giugno, poi, entrerà in vigore l’orario estivo e questo darà certamente ossigeno perché si abbasserà il livello del servizio. Indiscrezioni non confermate parlano di una rimodulazione rispetto all’anno scorso con 70 turni giornalieri in meno. Il taglio, in realtà, risponde alla logica caldeggiata da mesi e finora inapplicata: programmare meno corse nell’orario, ma garantirle tutte con una frequenza regolare.
Lo stesso principio dovrebbe stare alla base del prossimo orario invernale, primo vero banco di prova dopo l’entrata in vigore del piano di risanamento che prevede di eliminare 1,2 milioni di chilometri all’anno nel 2027. Un risultato che si cercherà di garantire aumentando l’efficienza a parità di servizio, anche se qualche sforbiciata sarà inevitabile.
Nel frattempo, durante l’estate si faranno le prove generali degli assi di forza (riconosciuti fondamentali per riportare l’azienda in equilibrio) con l’entrata in servizio dei primi bus elettrici a cominciare dalla Valbisagno, dove non ci sarà quasi nulla da riorganizzare, per poi inaugurare l’asse Centro light tra Brignole e Sampierdarena. Per la revisione della rete, con l’accorciamento e la riorganizzazione delle linee collinari, bisognerà attendere probabilmente l’entrata a regime del sistema. Da cronoprogramma, non prima del 2028.
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