Crisi chip, nel mobile il peggio deve ancora arrivare: le proiezioni di TrendForce

Maggio 05, 2026 - 11:32
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Crisi chip, nel mobile il peggio deve ancora arrivare: le proiezioni di TrendForce

Ancora pessime notizie in relazione alla colossale crisi dei chip di memoria, soprattutto RAM, in cui ci troviamo in questo periodo: le ultime proiezioni di TrendForce indicano che le cose peggioreranno ancora, e parecchio, nei prossimi mesi. Secondo gli analisti, i prezzi della DRAM per dispositivi mobile potrebbero crescere tra il 93% e il 98% su base trimestrale nel Q2 2026, dopo un già massiccio aumento nel Q1 (tra il 58% e il 63% per la LPDDR5X, la più prestigiosa e sofisticata attualmente disponibile).

Concretamente, per la LPDDR5 il costo al gigabyte potrebbe passare da 10 dollari a quasi 20. Alcuni produttori starebbero già firmando accordi di fornitura a lungo termine con prezzi fino a 21 dollari per gigabyte. Rispetto all’inizio del 2025, i costi risultano già triplicati, e secondo gli analisti non si intravedono segnali di stabilizzazione prima della fine del 2027. L’impatto sui prezzi finali è naturalmente tutto da stabilire, ma mettiamola così: secondo i dati di TrendForce 8 GB di RAM oggi costano al produttore circa 160 dollari, per 12 GB siamo a 240 dollari, laddove appena un anno fa (e a parità di tecnologia) ne costavano una cinquantina e un’ottantina rispettivamente. Sono 100-150 dollari in più, che inevitabilmente ricadranno, almeno in parte, sull’utente finale.

Alla base di questa dinamica c’è, come vi abbiamo già raccontato a più riprese, la crescente domanda legata all’intelligenza artificiale. I principali produttori globali di DRAM (Samsung, SK Hynix e Micron) stanno riallocando gran parte della capacità produttiva verso memorie ad alta larghezza di banda (HBM), fondamentali per data center e acceleratori AI. Si tratta di prodotti più redditizi, che sottraggono risorse alla produzione di memoria destinata agli smartphone. Proprio ieri Samsung ha confermato lo stop alla produzione di chip LPDDR4 e LPDDR4X. Il risultato è una pressione crescente sull’intero settore mobile: i produttori sono costretti a competere per una disponibilità sempre più limitata di DRAM tradizionale.


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