Cristiano Ronaldo non tiene il passo di Messi: esordio deludente in Portogallo-RD Congo

17 Giugno 2026 - 22:03
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Il fuoriclasse portoghese non convince nella sua prima partita al torneo iridato.

Il piccolo gigante e il gigante che si fa piccolo: l'esordio mondiale di Cristiano Ronaldo è tutto il contrario di quello di Lionel Messi.


A Houston c'era grande attesa per il debutto del Portogallo nei Mondiali 2026 e gli occhi erano tutti puntati su CR7, chiamato a "rispondere" dopo la tripletta show della Pulce contro l'Arabia Saudita.


E invece per i lusitani è stata una delusione su tutta la linea: nel risultato, 1-1, e nella prestazione del 41enne, ben lontano dai tempi migliori e pure dai 30 goal messi a segno con l'Al Nassr in questa stagione.

PRIMO TEMPO SENZA CONCLUSIONI

La fotografia delle difficoltà di Cristiano Ronaldo appare evidente fin dagli inizi di gara ed è tutta nei dati del primo tempo.


Pochi palloni toccati, la maggior parte solo per appoggi semplici e mai incisivi nell'area di rigore. Ma soprattutto, chiude i primi 45' senza calciare verso la porta difesa da Mpasi Nzau.


Nullo pallone tra i piedi e anche sui palloni alti, il che risalta ulteriormente in una partita sbloccata di testa da uno come Joao Neves che della propria stazza non fa esattamente l'arma migliore. La sterilità di CR7 passerebbe anche quasi in sordina, non fosse per la rete in pieno recupero di Wissa che consente alla Repubblica Democratica del Congo di pareggiare i conti e avviare la difficile serata del Portogallo.

NON CAMBIA PASSO NELLA RIPRESA

Ci si aspetta una reazione dalla squadra di Roberto Martinez, che manda in campo lo juventino Conceiçao per uno spento Bernardo Silva, e in particolare da Cristiano Ronaldo. Ma la reazione non arriva.


Il 41enne prova anche a farsi vedere maggiormente in area di rigore, ma quando lo fa non incide e anzi spreca azioni promettenti: calcia fuori da buona posizione prima, poi a lato con una deviazione del difensore non ravvisata dall'arbitro, e ancora fuori solo nei minuti di recupero. Senza mai centrare la porta.


I dati al termine della partita sono impietosi: 25 palloni toccati, zero tiri in porta e nessun dribbling riuscito. Nessun giocatore che ha fatto questo numero di tocchi nel corso della partita ha prodotto meno del capitano lusitano. Cristiano Ronaldo non segna da 10 partite di fila tra Mondiali ed Europei, l'ultima rete fase a gironi dei Mondiali 2022 contro il Ghana.


Numeri che alimentano i dubbi che accompagnavano il Portogallo alla vigilia dei Mondiali.

MESSI TRASCINA, RONALDO "LIMITA"

Dubbi che già la prestazione show di Messi in Argentina-Arabia Saudita aveva rilanciato: Cristiano Ronaldo è davvero imprescindibile in questo Portogallo?


Per status chiaramente, è il totem e il parafulmine della squadra, il campo però sta rendendo un'altra prospettiva. Perché se Messi ancora oggi è il trascinatore assoluto dell'Albiceleste non solo con goal, ma con giocate a tutto campo che gli consentono di essere sempre presente e centrale nel gioco, CR7 a tratti diventa quasi un limite per il Portogallo.


Prendete la prima conclusione fuori di Ronaldo: Conceicao entra in area, si accentra sul mancino è ha l'occasione per calciare con il suo piede preferito, ma preferisce cercare il suo capitano con un passaggio complicato vanificando l'occasione. E a più riprese la sensazione che si cerchi in ogni modo di innescare CR7 accompagna le giocate dei portoghesi.


Altro effetto, lo spazio che viene tolto ad altri interpreti. Si veda l'ingresso di un altro centravanti come Gonçalo Ramos solo all'83' nonostante il risultato di parità, una scelta tardiva da parte di Martinez che si spiega con le difficoltà di far convivere due attaccanti così se già sulle fasce agiscono giocatori di spinta come Conceiçao o Rafa Leao, entrato al posto di un'altra ala come Pedro Neto (autore dell'assist per Joao Neves).


Ecco perché l'esordio di Ronaldo non è solo deludente ma fa scattare un campanello di allarme in casa Portogallo, servono risposte già a partire dalla prossima partita contro l'Uzbekistan il 23 giugno: quasi una settimana per riordinare le idee e trovare il modo di far tornare CR7 un valore aggiunto e non un freno per la Seleçao.

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