CUREE: l'automa che scova i segreti degli abissi usando suoni e immagini
La robotica è ormai onnipresente e anche quando si parla di esplorazione di mari e oceani, ci sono sempre più soluzioni all'avanguardia a disposizione. Una tra i mezzi più recenti è CUREE, un robot subacqueo autonomo nato nei laboratori della Woods Hole Oceanographic Institution.
Il modello è in grado di nuotare in modo preprogrammato e prendere decisioni in tempo reale grazie a un sistema che mette insieme vista e udito. Tra i i vantaggi principali rispetto ai subacquei tradizionali ci sono limiti di tempo inferiori e profondità maggiori raggiungibili.
Questo robot può setacciare vaste aree senza sosta, integrando ciò che vede attraverso le telecamere con ciò che sente grazie a sofisticati microfoni subacquei detti idrofoni, e proprio questa fusione di sensi rappresenta un enorme passo avanti per la biologia marina, rispetto a quanto può fare l'uomo con le immersioni.
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