Da Cozzi a Volpe, da Lanza a Rogora: il consiglio comunale di Busto cambia volti e geografie politiche

Quattro ore e mezza di seduta, chiusa a mezzanotte e mezza passate, con un ordine del giorno che mescolava il debutto della nuova giunta, un’audizione che si è trasformata nell’omaggio bipartisan a Pietro Roncari, un dibattito acceso sulla rottamazione delle cartelle comunali e una delibera urbanistica capace di accendere gli ultimi minuti dei lavori.
Il consiglio comunale di martedì 26 maggio è stato la prima fotografia dell’aula dopo il rimpasto firmato a fine aprile dal sindaco Emanuele Antonelli, che ha portato Claudia Cozzi (Fratelli d’Italia) in giunta con delega a sicurezza e polizia locale e ha riassegnato direttamente al primo cittadino la delega al bilancio, rimasta libera dopo l’uscita del leghista Alessandro Albani.
Cozzi assessora, Volpe consigliere
Il sindaco, in apertura, ha formalizzato il quadro davanti al consiglio: a Cozzi sicurezza e polizia locale, a Matteo Sabba restano commercio, industria, artigianato, marketing territoriale, attrazione risorse e trasporto pubblico locale; il bilancio resta in capo allo stesso Antonelli. Subito dopo, la cessazione dalla carica di consigliera della stessa Cozzi e la convalida del subentro di Claudio Volpe, primo dei non eletti della lista «Giorgia Meloni per Antonelli» dopo la rinuncia di Francesca Schettino. Volpe, visibilmente emozionato, ha dedicato il suo discorso d’insediamento al sottosegretario Paola Frassinetti e al segretario cittadino di FdI Alberto Falciglia.
L’esordio di Rogora con Futuro Nazionale
L’altra notizia politica della serata è la prima seduta del consigliere Massimo Rogora dopo il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento fondato il 3 febbraio scorso dall’europarlamentare Roberto Vannacci. La presidente Laura Rogora lo ha annunciato in apertura di seduta. Rogora ha utilizzato i tre minuti di intervento libero per fare il punto. Ha ringraziato «Fratelli d’Italia, dove ho avuto grandissimi colleghi che mi hanno insegnato tanto, ma anche la Lega che mi ha formato», per poi rivendicare la scelta: «Il generale Vannacci mi ha dato la possibilità di ricredere ancora in una politica buona».
L’audizione di Roncari: «Quasi una piccola casa di reclusione»
Per non trattenere troppo a lungo gli ospiti, la presidente del consiglio Laura Rogora ha anticipato l’audizione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Pietro Roncari, accompagnato dalla direttrice della casa circondariale di via per Cassano, Elisabetta Palù, e dalla funzionaria pedagogica Roberta Superchi.
Roncari è subentrato a Matteo Tosi come primo garante scelto attraverso un bando pubblico, ha portato in aula cinquanta «domandine», i moduli con cui i detenuti comunicano con l’amministrazione penitenziaria: «Ognuna è una domanda di aiuto», ha spiegato, citando Beccaria, Hugo, Dostoevskij e il cardinal Martini. Cinque i nodi critici elencati: sovraffollamento, lentezza burocratica, convivenza forzata, spazi angusti, vuoto delle giornate estive. Cinque anche i fronti di lavoro positivi: lavoro interno (a partire dalla cioccolateria), formazione scolastica, corsi professionali, patronato, animazione culturale.
La direttrice Palù, arrivata a Busto dopo una lunga esperienza a San Vittore, ha consegnato all’aula il dato chiave: su circa 450 detenuti, 300 sono condannati definitivi. Palù ha anche detto di non aver mai trovato altrove un garante con un ruolo «proattivo» come quello di Roncari, che affianca quotidianamente il patronato e i detenuti.
L’assessora ai servizi sociali Paola Reguzzoni ha ricordato il problema strutturale del sovraffollamento (450 detenuti in una struttura omologata per la metà), ha annunciato l’apertura mensile di uno sportello anagrafico dentro al carcere e ha richiamato l’attenzione sul lavoro di prevenzione delle recidive, mentre l’assessore alla cultura Maffioli, in collegamento, ha sottolineato la programmazione culturale concordata con la direzione (festival, mostre, concerti in cortile aperti anche al pubblico esterno).
Il momento più politico è arrivato però dalle parole di Santo Cascio (Progetti in Comune) e Paolo Pedotti (Pd): il carcere come questione che eccede l’ambito comunale e che chiama in causa il Parlamento, soprattutto sul sovraffollamento. Sullo sfondo, l’appello, raccolto trasversalmente dai banchi della maggioranza e dell’opposizione, perché Roncari, ottantenne, accetti di prorogare ancora il suo incarico fino a fine mandato. «Se lei me lo dice, la proroga c’è», ha risposto il garante.
Marco Lanza primo vicepresidente
Liberato dalle dimissioni di Cozzi, il posto di primo vicepresidente del consiglio è andato a Marco Lanza, capogruppo di Forza Italia, indicato dalla maggioranza per voce di Paolo Geminiani (FdI) e votato a scrutinio segreto.
Rottamazione delle entrate comunali
Il pezzo più tecnico e politicamente più discusso è stato il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, in applicazione della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) sulla cosiddetta «rottamazione quinquies». A illustrare il provvedimento e l’emendamento di Fratelli d’Italia è stato il consigliere Emanuele Juri Fiore. Il regolamento apre ai cittadini bustocchi la possibilità di mettersi in regola sui carichi affidati al concessionario ICA (accertamenti comunali) dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023: scadenza per presentare la domanda fissata al 31 luglio sul sito di ICA, fino a 54 rate bimestrali, tasso d’interesse all’1,6% annuo.
L’emendamento – frutto del decreto fiscale convertito in legge appena pochi giorni fa, il 22 maggio – estende la stessa possibilità anche alle partite affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione: tipicamente le multe stradali, ma anche IMU e TARSU iscritti a ruolo. Per queste posizioni, domanda dal 16 settembre al 31 ottobre, comunicazione degli importi entro il 31 dicembre 2026, prima rata al 31 gennaio 2027, interessi al 3% annuo. I numeri illustrati da Fiore e dal sindaco: 7 milioni di residui sul fronte Agenzia delle Entrate (di cui 6,4 di quota capitale), 17 milioni complessivi sul fronte ICA (di cui circa 13 di capitale). Su 12.628 contribuenti coinvolti, il 68% riguarda violazioni del codice della strada e sanzioni amministrative.
Il dibattito ha aperto la frattura più netta della serata. Per il Partito Democratico, Maurizio Maggioni ha richiamato i dati storici delle precedenti rottamazioni («dal governo Renzi a oggi siamo alla quinta, sempre con incassi inferiori alle previsioni»), mentre Pedotti ha contestato il fatto che la legge nazionale non preveda un limite di reddito per accedere all’agevolazione. Più duro Santo Cascio: «Il messaggio è che i furbetti aspetteranno la prossima rottamazione, mentre chi paga ha pagato. Io voto contro per dare voce ai cittadini onesti».
Dal fronte opposto, Giuseppina Lanza (Forza Italia), che si occupa di recupero crediti da vent’anni, ha difeso lo strumento: «Sono crediti vetusti, in parte già andati in prescrizione. La quota capitale si paga interamente, si rinuncia solo agli interessi. Servirebbe invece un ufficio comunale di recupero credito che intervenga subito, prima che il debito diventi inesigibile». Sulla stessa linea Roberto Felli, Massimo Rogora (che pure è entrato sul tema delle multe stradali ai «furbi della strada») e il sindaco, che ha citato la precedente esperienza dell’amministrazione: nel 2024 avevano aderito solo 35 cittadini per un totale di 85mila euro. «Non sono ricchi che rubano, sono persone che pagano rateizzando».
Variazione di bilancio: edilizia residenziale, taser, videosorveglianza
Sulla variazione agli stanziamenti del bilancio 2026-2028 il sindaco ha illustrato l’applicazione di 2,5 milioni di euro di avanzo di amministrazione, di cui 2,3 di parte libera per investimenti. Le voci più significative: 530mila euro per la ristrutturazione di alloggi ERP da riassegnare (a cui si aggiunge un bando da 26 appartamenti in uscita entro metà giugno, ha precisato Reguzzoni); 571mila euro di manutenzione straordinaria su immobili istituzionali, tra cui la sede dei servizi sociali di via Roma (che resterà lì, con ampliamento in spazi limitrofi in affitto); 300mila euro per progetti su una trentina di edifici pubblici (verifica e messa in sicurezza di solai, facciate, gronde); 278mila euro per l’ampliamento del sistema di videosorveglianza (35-40 nuove telecamere); 200mila euro per la campagna biennale di ispezione degli impianti termici e 13.451 euro per i primi due taser destinati alla polizia locale, in attesa del nulla osta della questura.
Via Speranza 58: cambio di destinazione e scontro tecnico
L’ultimo provvedimento è stato il più tormentato. Si trattava di applicare l’articolo 40-ter della legge regionale lombarda 12/2005, che consente il cambio di destinazione d’uso da agricolo a residenziale per immobili rurali dismessi da almeno tre anni. Il caso: un fabbricato di via Speranza 58, già sede di un’azienda florovivaistica chiusa nel novembre 2015.
L’assessore Luca Folegani, ora vicesindaco, ha rivendicato la natura «eccezionale e contenuta» della norma («non è una variante urbanistica, non c’è nuova edificazione, non c’è consumo di suolo»). Ma la consigliera Lucia Cinzia Berutti, dopo aver consultato Google Earth, ha sollevato il dubbio che l’immobile fosse di fatto già residenziale; e Paolo Pedotti ha contestato la mancanza, tra gli allegati, della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del proprietario, prevista dalla normativa. «Senza quell’allegato l’atto è impugnabile», ha avvertito.
La discussione si è surriscaldata. Il sindaco, visibilmente irritato, ha parlato di «pelo nell’uovo» e ha letto in aula la dichiarazione del proprietario, recuperata dagli uffici, che attesta la cessazione dell’azienda agricola Orchidea il 30 settembre 2015. È intervenuta anche l’architetto Brambilla dell’ufficio tecnico per ricostruire la storia del titolo edilizio del 2012 e dell’attestazione provinciale di imprenditore agricolo. Pedotti ha ringraziato gli uffici per il reperimento del documento, ribadendo però la questione di metodo: «Non discuto la legge, chiedo che il procedimento amministrativo sia rispettato».
La delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli.
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