Da gomma a gomma, nell’ultimo anno avviati a recupero 7 milioni di pneumatici con Ecotyre

Nel 2025 EcoTyre ha raccolto e avviato a corretto recupero oltre 53 milioni di kg di pneumatici fuori uso in tutta Italia, pari a circa 7 milioni di pezzi. Il dato emerge dal nuovo Rapporto annuale 2026 del Consorzio, che conferma una gestione capillare della filiera e il superamento dell’obiettivo di legge dell’8,8% a livello nazionale.
Le missioni di ritiro effettuate sono state 17.786, distribuite in tutte le regioni italiane. Del totale raccolto, oltre 51 milioni di kg provengono dalla rete nazionale del ricambio, composta da gommisti e officine: un risultato che ha permesso a EcoTyre di raccogliere 3,7 milioni di kg in più rispetto al target previsto, equivalenti a circa 1.250 missioni aggiuntive. A questi si sommano circa 2 milioni di kg raccolti dagli autodemolitori Aci, con 462 interventi in 16 regioni, e circa 25mila pneumatici abbandonati in ambiente recuperati attraverso il progetto PFU Zero.
L’attuale normativa prevede che i soggetti incaricati della raccolta raggiungano obiettivi minimi in ciascuna delle 9 macro-aree in cui sono suddivise le Regioni italiane. EcoTyre li ha superati ovunque, con risultati particolarmente marcati in Emilia-Romagna, +21,9% rispetto all’obiettivo, Lombardia, +12,3%, e nell’area composta da Puglia, Basilicata e Calabria, +10,6%.
Nel 2025 il 61,7% dei ritiri ha riguardato gommisti di piccole dimensioni, con non più di 300 pneumatici per raccolta. È un segmento che richiede una logistica flessibile, mezzi adatti anche ad aree urbane, rurali e montane, e percorsi ottimizzati per garantire il servizio anche dove le quantità sono più ridotte ma la continuità del ritiro resta essenziale.
Dal 2011 il Consorzio ha avviato a recupero 636.333.075 kg di pneumatici fuori uso, pari a circa 85 milioni di pezzi: se messi in fila, coprirebbero due volte la circonferenza terrestre all’equatore. Numeri che restituiscono la dimensione industriale di una filiera chiamata non solo a rimuovere un rifiuto potenzialmente problematico, ma anche a trasformarlo in nuova materia.
Accanto alla raccolta ordinaria, EcoTyre porta avanti da tredici anni PFU Zero, il progetto volontario contro l’abbandono illegale degli pneumatici nell’ambiente, anche in collaborazione con Legambiente, Marevivo e Fare Verde. Nel 2025 sono stati realizzati 38 interventi straordinari, che hanno permesso di recuperare 196.810 kg di PFU abbandonati in 11 regioni. Sicilia, Calabria e Puglia risultano le aree con il maggior numero di interventi, confermando una concentrazione del fenomeno nel Sud Italia, ma non sono mancati recuperi anche in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Sardegna.
«Il nostro sistema di raccolta si è dimostrato ancora una volta capillare, coprendo ogni angolo d'Italia, garantendo un servizio efficiente anche nelle aree più remote e ai piccoli operatori, in linea con il nostro impegno di non lasciare indietro nessuno e con la nostra dedizione a mantenere alti standard qualitativi nella gestione dei PFU su tutto il territorio nazionale» commenta Enrico Ambrogio, presidente di EcoTyre.
La frontiera più avanzata resta però quella del progetto Da Gomma a Gomma, con cui EcoTyre ha puntato a chiudere il ciclo della circolarità della gomma: usare materiale derivante dagli pneumatici fuori uso per produrre nuovi pneumatici e altri manufatti in gomma, come tubi, guarnizioni, bitumi modificati e guaine.
Oggi questa prospettiva prende forma attraverso Tecnogreen®, il marchio che identifica la gomma devulcanizzata di alta qualità prodotta da aziende esterne a EcoTyre nell’ambito del progetto. Si tratta di una materia prima seconda con caratteristiche fisico-meccaniche certificate, pensata per sostituire la gomma vergine in applicazioni ad alto valore aggiunto.
Rispetto alle gomme riciclate tradizionali, Tecnogreen® presenta maggiore elasticità residua grazie alla devulcanizzazione controllata, migliore compatibilità con le mescole vulcanizzate a base di gomma naturale e SBR, certificazione delle proprietà meccaniche e tracciabilità completa della materia prima di origine. I vantaggi ambientali sono evidenti: minore impronta carbonica, riduzione dei rifiuti e risparmio energetico nel ciclo produttivo. A questi si aggiunge una convenienza economica crescente, in un contesto in cui i prezzi della gomma naturale sono esposti alla volatilità legata a fattori climatici e geopolitici nei Paesi produttori.
«Abbiamo inoltre contribuito in maniera decisiva a rendere sostenibile ed efficiente la nuova filiera industriale che permette di utilizzare ingenti quantità di gomma usata invece di consumare materie prime vergini. Oggi, infatti è possibile utilizzare ‘Gomma Verde’ in varie applicazioni industriali, quali ad esempio pneumatici, guarnizioni, bitumi modificati, guaine, o tubi. Un risultato che ci pone all’avanguardia e ci motiva ancora di più a proseguire su questa strada e sul progetto Da Gomma a Gomma», conclude Ambrogio.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)