Da Lubiana alle Green Route: pedalando nella Slovenia di Tadej Pogačar

Dalle strade tranquille di Lubiana, una delle capitali europee più ciclabili, ai boschi primordiali del Kočevsko, la Slovenia si racconta una pedalata alla volta.
Non poteva essere altrimenti per il Paese natale di uno dei più vincenti e amati ciclisti della storia di questo sport, Tadej Pogačar.
Si può partire quindi dal centro di Lubiana. Sopra l’ingresso del Center Rog, hub culturale situato lungo la sponda nord del fiume Ljubljanica, c’è un’insegna lunga dieci metri fatta di tubi metallici, che ricordano gli stessi tubi con cui, in questo edificio, fino a non troppi decenni fa, si fabbricavano biciclette. È un omaggio discreto, quasi involontario, alle decine di migliaia di Rog Pony che uscivano da queste porte ogni anno negli anni Cinquanta e Sessanta, che gli sloveni usavano per andare al lavoro, fare la spesa, attraversare la città. Si tratta di modelli che oggi definiremmo city-bike, ancora molto diffuse per le strade di Lubiana.
Sei percorsi ciclo-pedonali: le Slovenia Green Routes
Proprio negli anni in cui i ciclisti sloveni hanno cominciato a portare in alto il nome del loro Paese, suscitando l’interesse di un vasto pubblico di appassionati e amatori, sono state tracciate le Slovenia Green Routes: sei itinerari tematici che coprono l’intero territorio nazionale, ciascuno con una propria identità e una propria velocità di scoperta. Non sono semplici tracce su una mappa: ogni tappa, ogni posto letto, ogni ristorante lungo il percorso porta il marchio Slovenia Green, la certificazione nazionale che garantisce standard reali di sostenibilità ambientale e rispetto per le comunità locali.
La Slovenia Green Gourmet Route è il percorso più lungo e narrativamente ricco della rete, ma anche quello più adatto a chi ama abbinare, alla pratica sportiva, la buona cucina. Quindici giorni, oltre 860 chilometri tra bici e treno, 16 tappe che attraversano quasi tutta la Slovenia da ovest a est: dalla capitale Lubiana verso le Alpi Giulie e la Valle dell’Isonzo (Soča) — dove si trova Hiša Franko, il ristorante di Ana Roš con tre stelle Michelin — poi giù verso il Carso e la Valle del Vipava, e infine verso est lungo la Sava fino a Ptuj, la città più antica del paese, e Maribor. Non soltanto le stelle della cucina, ma anche e soprattutto mercati contadini, cantine familiari, produttori di miele e formaggi artigianali.
La Slovenia Green Wellness Route collega in 16 tappe le principali destinazioni termali del paese, attraversando la Slovenia centrale e orientale. Il segreto del percorso sta nell’alternanza tra lo sforzo fisico della bici — con tappe pensate per lasciare i pomeriggi liberi — e il relax nelle acque di oltre dieci centri termali certificati Slovenia Green. Le terme, in Slovenia, non sono tutte uguali: a Dobrna, la più antica stazione termale attiva della Slovenia, la sorgente sgorga a 36 gradi ed è alcalina, ricca di calcio, magnesio e bicarbonato — conosciuta dal 1542 come rimedio per disturbi reumatici e ginecologici. Alle Rimske Terme l’acqua ha radici ancora più antiche: i Romani vi costruirono le prime piscine nel 39 a.C. Lungo il percorso si attraversano anche Kostanjevica — nota come la Venezia slovena — e il castello di Otočec, che si erge su un’isola nel mezzo del fiume Krka.
La Slovenia Green Pannonian Route è il percorso più rapido e semplice, ma anche quello che svela una Slovenia meno conosciuta: tre giorni, un anello che parte e arriva a Murska Sobota, nel Pomurje, la regione più orientale del paese ai confini con Austria, Ungheria e Croazia. È la Slovenia della pianura pannonica, dei vigneti a perdita d’occhio e di una gastronomia che mescola influenze mitteleuropee. Dalla gibanica, dolce a strati con semi di papavero, ricotta, noci e mele, al bograč, uno stufato di tre o quattro carni cotte in calderone, piatto che a Lendava ha persino un festival dedicato.
La Slovenia Green Kočevsko Cycling Loop porta nel cuore verde più selvaggio della Slovenia. Il Kočevsko è la regione più boschiva del paese — il 91% del territorio coperto da foreste — e ospita alcune delle ultime foreste primarie d’Europa, tra cui la Foresta Vergine di Krokar, patrimonio Unesco. Quattro giorni tra le Alpi Dinariche e il fiume Kolpa, uno dei più puliti d’Europa e il più caldo della Slovenia, ideale per nuotare e fare kayak. Lupi, linci e orsi bruni condividono questo territorio con i pochi abitanti locali: il Kočevsko non è ancora una meta di massa, ed è esattamente questo il suo fascino.
La Slovenia Green Capitals Escape Route è un itinerario breve ma denso: parte da Lubiana — una delle capitali europee più verdi e ciclopedonali — e si addentra verso il Kočevsko e la Bela Krajina, la regione culturale per eccellenza della Slovenia, con i suoi boschi di betulle bianche e le tradizioni folk ancora vive. Il ritorno si può fare in treno da Metlika, con la bici al seguito.
Per chi ama la montagna ed è disposto a lasciare la bici a bordo strada per qualche ora, infine, la Slovenia Green Solčava Panoramic Route offre sei giorni di immersione totale nelle Alpi di Kamnik-Savinja, tra le catene montuose meno frequentate e più integre d’Europa. Valli glaciali, masi centenari, pascoli alpini, pastori che ancora attraversano i sentieri con le greggi: il Solčavsko si esplora alternando bici e trekking attraverso le valli Matkov kot, Robanov kot e la più famosa Logarska dolina.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)