Deal a sorpresa: Lvmh cede Marc Jacobs a Whp Global (in joint venture con G-III)

Maggio 15, 2026 - 09:41
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Colpo di scena per le sorti di Marc Jacobs. Il colosso americano Whp Global l’ha spuntata sul competitor Authentic Brands Group ed è ufficialmente il nuovo proprietario della maison fondata nel 1984 dall’omonimo stilista. Lvmh ha quindi firmato un accordo con Whp Global per cedere il marchio che aveva acquisito nel 1997, anno in cui il designer venne nominato direttore creativo di Louis Vuitton, ruolo che ha ricoperto fino al 2013. Whp dividerà in realtà la label con G-III Apparel Group, nell’ambito di un accordo separato; Jacobs resterà direttore creativo.

Yehuda Shmidman, fondatore, presidente e CEO di Whp Global, ha affermato che “Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton è stata una custode eccezionale del marchio Marc Jacobs negli ultimi tre decenni. Insieme a Marc Jacobs, G-III Apparel Group e al team, non vediamo l’ora di ampliare la presenza globale del brand e di costruire sulla sua solida eredità negli anni a venire”.

I dettagli tecnici condivisi online da G-III Apparel Group spiegano che si formerà una joint venture partecipata al 50% da entrambi player. G-III Apparel Group acquisirà e gestirà le attività operative globali di Marc Jacobs, mentre Whp Global si occuperò delle operazioni di licensing. G-III finanzierà il proprio investimento di circa 500 milioni di dollari. Il completamento dell’operazione è previsto nel terzo trimestre fiscale del 2027 di G-III.

La scorsa estate The Wall Street Journal aveva scritto che il gruppo della famiglia Arnault stava vagliando le offerte di Authentic Brands Group. Wwd riferiva che Lvmh era a lavoro con J.P. Morgan per la vendita, il valore del marchio si sarebbe avvicinto al miliardo di dollari (851 milioni di euro).

Marc Jacobs si aggiunge quindi al portfolio di G-III formato da house brand quali DknyDonna Karan (entrambi acquisiti da Lvmh nel 2016), Karl Lagerfeld, Sonia Rykiel e Vilebrequin, oltre a numerose licenze tra cui ConverseHalston, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Levi’s. Whp Global invece include i fashion brand Vera Wang (dal 2024)Rag & Bone, Lotto, G-Star, Express, solo per citarne alcuni, a cui si aggiunge la catena di giocattoli Toys’R’Us. Business of Fashion stima che il marchio Marc Jacobs abbia perso oltre 50 milioni di euro all’anno e da ciò sia nata la necessità di puntare sul segmento premium più che sulle proposte lusso di sfilata.

“Temo, detesto ma amo anche il cambiamento – scrive il designer via social commentando il deal -. Anche se il cambiamento è inevitabile, ciò che rimane costante e incrollabile è il mio amore per la moda e la gioia che mi dona. La promessa di nuove possibilità è ciò che continua a emozionarmi e a ispirarmi”.

Dopo l’addio a Louis Vuitton nel 2013 lo stilista si è concentrato esclusivamente sul proprio marchio, spesso oggetto di cambiamenti radicali. Nel 2015 venne comunicata l’inaspettata chiusura della seconda linea Marc by Marc Jacobs, fondata nel 2001, e da due stagioni inspiegabilmente affidata alle designer Katie Hillier e Luella Bartley, dopo essere stata seguita per oltre un decennio dallo stesso Jacobs. La diffusion line godeva di un successo commerciale notevole nel segmento contemporary grazie a una distribuzione retail e wholesale worldwide. All’interno degli store era possibile acquistare non solo abiti e borse ma anche t-shirt,  accessori e gadget dai costi molto contenuti. Secondo stime di mercato, la seconda linea rappresentava l’80% dei ricavi della fashion house.

Negli anni successivi il tentativo di puntare tutto sulla prima linea, Marc Jacobs, si rivelò poco (con)vincente. Il 70% delle borse della collezione primavera/estate 2016 venne proposto a meno di 500 euro, probabilmente per non perdere le giovani clienti orfane di Marc by Marc Jacobs. L’anno successivo venne interrotta la collezione maschile affidata in licenza a Staff International, parallelamente Eric Marechalle lasciò la poltrona di CEO di Kenzo per prendere il timone di Marc Jacobs. Nel 2019 lo stilista John Targon, head designer e co-fondatore del marchio Baja East, venne inserito per soli tre mesi all’interno del brand nel ruolo di direttore creativo contemporary.

Nel 2019 ennesimo cambio di strategia con il lancio della nuova linea The Marc Jacobs (nome ispirato all’account personale dello stilista newyorkese su Instagram) dalla fascia prezzo più democratica. I cambiamenti però non finirono, nel 2020 nacque infatti Heaven, label “polysexual” che strizza l’occhio alla Gen Z le cui proposte non superano quasi mai i 300 dollari. Nel febbraio dello stesso anno Marc Jacobs chiuse la Nyfw con una sfilata/performance applaudita dal pubblico del Park Avenue Armory, da allora non ha più preso parte alla manifestazione, contribuendo notevolmente alla perdita di identità della fashion week.

Nel 2020 Marechalle annunciò il ritorno alla redditività grazie all’e-commerce e al sell-out di alcuni prodotti, in primis le borse ‘Snapshot’ e ‘The Tote Bag’ della linea The Marc Jacobs, entrambe con un entry price molto accessibile, spesso inferiore ai 500 dollari. La formula ricorda molto quella di Marc by Marc Jacobs. Parallelamente ci sono le collezioni eyewear, affidate in licenza a Safilo, e quelle beauty realizzate con Coty.

A partire dal giugno 2021, dopo lo stop dovuto alla pandemia, Marc Jacobs ha completamente rivisto il formato delle proprie sfilate preferendo allestire brevi passerelle fuori calendario aperte a pochi ospiti, quasi sempre all’interno della New York Public Library, con la formula ‘see now-buy now’. Sebbene il valore creativo resti elevato, le collezioni di sfilata, piuttosto avant-garde, sono distribuite solo all’interno dei monomarca del brand e da Bergdorf Goodman. Sempre più spesso la label è associata a borse e small leather goods che competono con altri brand americani del calibro di Michael Michael Kors, Kate Spade New York e Coach.

Lo scorso anno Sofia Coppola ha presentato in anteprima all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il documentario ‘Marc by Sofia’, focalizzato sulla carriera dello stilista e storico amico.

In passato restio a vendere i propri brand, Lvmh ha recentemente ceduto Off-White a Bluestar Alliance, ha restituito la propria quota di Stella McCartney all’omonima fondatrice e, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando la vendita di Fenty Beauty di Rihanna.

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