Dagli Usa al rilascio “condizionato” della cittadinanza dell’Europa, come funziona lo ius soli nel mondo

01 Luglio 2026 - 13:38
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Dagli Usa al rilascio “condizionato” della cittadinanza dell’Europa, come funziona lo ius soli nel mondo

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti riporta al centro il dibattito sullo ius soli, il principio secondo cui la cittadinanza si acquisisce per nascita sul territorio di uno Stato.

Ius soli, solo Canada e Usa lo applicano in maniera incondizionata

Ma nel mondo occidentale i sistemi sono molto diversi: pochi Paesi applicano uno ius soli incondizionato, come gli Stati Uniti, mentre la maggior parte adotta formule miste che combinano il luogo di nascita con la cittadinanza o la residenza dei genitori. Anche L’Italia ad esempio segue una logica diversa, fondata prevalentemente sullo ius sanguinis: è cittadino chi nasce da almeno un genitore italiano, mentre chi nasce in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni, se ha risieduto legalmente e senza interruzioni nel Paese. Proposte di riforma legate allo ius scholae o allo ius soli temperato sono periodicamente al centro del confronto politico. Vediamo invece come si applica questa norma nei principali paesi europei e in Canada.

Statunitense mostra il 14esimo emendamento della Costituzione Usa
Foto Ansa
  • Canada. Il Canada applica lo ius soli nella sua forma pura. Salvo poche eccezioni, come i figli di diplomatici stranieri, chi nasce sul territorio canadese diventa automaticamente cittadino, indipendentemente dalla cittadinanza o dallo status migratorio dei genitori. È un modello simile a quello in vigore negli Stati Uniti e rappresenta oggi un’eccezione rispetto alla tendenza prevalente in Europa.
  • Regno Unito. Il Regno Unito ha superato lo ius soli con il British Nationality Act del 1981, entrato in vigore nel 1983. Attualmente, un bambino nato in territorio britannico ottiene la cittadinanza alla nascita solo se almeno uno dei genitori è cittadino britannico o è in possesso di un permesso di soggiorno permanente (settled status). Se alla nascita nessuno dei due genitori soddisfa questi requisiti, il bambino può comunque ottenere la cittadinanza in seguito, ad esempio se vive nel Regno Unito ininterrottamente fino ai 10 anni di età.
  • Germania. In Germania, dal 2000 è in vigore uno ius soli limitato. Un bambino nato in Germania da genitori stranieri ottiene la cittadinanza se almeno uno dei due risiede legalmente nel Paese da almeno cinque anni (otto fino al 2024) e possiede un titolo di soggiorno permanente.
  • Francia. Parigi applica uno ius soli condizionato. Un figlio di genitori stranieri nato nel Paese non diventa automaticamente francese alla nascita, salvo il caso del doppio ius soli (quando uno dei genitori è a sua volta nato in Francia). Negli altri casi acquisisce automaticamente la cittadinanza a 18 anni se risiede in Francia in quel momento e vi ha vissuto per almeno cinque anni, anche non consecutivi, a partire dagli 11 anni. L’acquisizione può essere anticipata a 16 anni su richiesta del minore, oppure a 13 anni su richiesta dei genitori, se il ragazzo risiede in Francia fin dall’età di 8 anni.
  • Spagna. La cittadinanza si basa soprattutto sullo ius sanguinis. Chi nasce in Spagna da genitori stranieri non diventa automaticamente cittadino, salvo casi particolari (ad esempio per evitare l’apolidia o se uno dei genitori è nato in Spagna). I minori nati nel Paese possono comunque richiedere la cittadinanza dopo un anno di residenza legale, anziché i dieci generalmente richiesti agli adulti.

L'articolo Dagli Usa al rilascio “condizionato” della cittadinanza dell’Europa, come funziona lo ius soli nel mondo proviene da Blitz quotidiano.

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