Italia, oggi il primo vertice dell’era Malagò: Conte costa il doppio di Mancini. Le cifre
Antonio Conte può tornare sulla panchina dell’Italia, ma servono circa 4 milioni netti l’anno. Roberto Mancini ne chiederebbe la metà. Giovanni Malagò prima vuole chiudere il direttore tecnico del Club Italia, con Paolo Maldini ancora in cima alla lista.
La Serie A spinge Conte, Mancini punta al ritorno. Maldini può guidare il Club Italia
Il primo Consiglio Federale dell’era Giovanni Malagò parte oggi alle 15. L’agenda formale prevede le Licenze Nazionali per l’ammissione ai campionati professionistici 2026/2027 e l’elezione dei vice presidenti federali. Gli incarichi dovrebbero andare a Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, e a Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Malagò cerca un commissario tecnico capace di riaprire un ciclo dopo gli ultimi anni complicati dell’Italia, ma prima vuole mettere al vertice del Club Italia un direttore tecnico. La nomina può arrivare già questa settimana.
Il nome preferito resta Paolo Maldini. Negli ultimi giorni ci sono stati nuovi contatti e l’ex dirigente del Milan avrebbe dato primi segnali di apertura, pur senza sciogliere ancora le riserve. Se Maldini dovesse dire no, la FIGC può scegliere una soluzione a due: una figura più politica come Demetrio Albertini e una più tecnica tra Alessandro Costacurta e Frederic Massara. Solo dopo il direttore tecnico arriverà la decisione sul ct. Il confronto principale è tra Antonio Conte e Roberto Mancini, due allenatori che conoscono già Coverciano e la pressione della panchina azzurra. La differenza, oggi, passa anche dagli ingaggi.
Conte è il profilo sponsorizzato dalla Lega Serie A. L’ex Napoli è entrato anche nel mirino dell’Al-Ittihad, pronto a offrirgli uno stipendio da 20 milioni di euro netti all’anno per portarlo in Arabia Saudita. Per l’Italia, Conte sarebbe disposto ad accettare molto meno: circa 4 milioni netti l’anno, la metà dell’ultimo ingaggio percepito al Napoli, fissato intorno agli 8 milioni netti. Mancini viaggia su cifre più basse. L’ex ct campione d’Europa si “accontenterebbe” di una cifra intorno ai 2 milioni netti l’anno. Il suo ritorno avrebbe anche un valore simbolico dopo l’addio alla Nazionale nel 2023 e la scelta di andare in Arabia Saudita. Per rientrare in azzurro dovrebbe compiere quel “gesto d’amore” evocato da Malagò. Una parte del percorso è già stata fatta con l’addio alla panchina dell’Al-Sadd in Qatar.
Conte costa quindi circa il doppio di Mancini, ma porta con sé un profilo più gradito a una parte dei club di Serie A. Mancini garantisce invece una soluzione meno onerosa e una conoscenza diretta della Nazionale, anche se la fuga del 2023 resta un passaggio da superare nei rapporti con ambiente, tifosi e federazione. Malagò non vuole scegliere il ct senza aver prima completato la struttura tecnica. Il direttore tecnico dovrà partecipare alla decisione sul nuovo allenatore, dialogare con le nazionali e dare continuità al lavoro di Coverciano. Per questo la prima nomina può pesare anche sulla corsa tra Conte e Mancini.
La FIGC apre oggi la nuova gestione con licenze, vicepresidenze e primi equilibri interni. La panchina dell’Italia arriverà subito dopo. Per Conte servono più soldi e una scelta forte. Per Mancini serve ricostruire fiducia dopo l’addio di tre anni fa.
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