Stipendi, Italia indietro rispetto al resto d’Europa. In Svizzera per lo stesso lavoro si guadagna il triplo
Retribuzioni, Italia indietro nel confronto europeo. Ma nel 2026 gli aumenti salariali compenseranno l’inflazione
Il divario retributivo tra l’Italia e le principali economie europee resta significativo: Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Svizzera registrano retribuzioni medie più elevate in tutti i profili professionali. È quanto emerge dall’indagine retributiva periodica di ODM Consulting, la società di consulenza HR di Gi Group Holding.
Europa a più velocità sulle retribuzioni
La Svizzera si distingue come il Paese con le RBA medie più alte in assoluto: per i Director, in particolare, la retribuzione media annua può arrivare fino a tre volte quella italiana (417.174 € vs 137.140 €). Sensibili scostamenti in positivo si osservano anche in Germania, dove i profili support, specialist ed expert percepiscono una RBA pari a circa 1,5 volte quella italiana.
Uno scostamento poco superiore si registra per i Manager in UK, per i quali la RBA è pari a 1,6 volte quella italiana. Sul fronte opposto, emergono scostamenti negativi nei Paesi dell’Europa dell’Est: in Bulgaria le retribuzioni dei profili support risultano 3,1 volte inferiori rispetto a quelle italiane (8.454 € vs 25.850 €), mentre in Romania fino a 2,4 volte in meno (10.996 € vs 25.850 €). Nelle tabelle che seguono il dettaglio del confronto delle retribuzioni fisse annue lorde dei Paesi europei presi in esame nello studio:
Tabella 1- Fonte: Database retributivo ODM Consulting
Tabella 2- Fonte: Database retributivo ODM Consulting
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L’impatto dell’inflazione
Lo studio di ODM Consulting analizza inoltre il confronto fra gli incrementi retributivi e l’inflazione relativi al 2025 e alla previsione 2026. Nel 2025 il differenziale risulta positivo o in linea con l’inflazione per tutte le Country analizzate, ad eccezione della Romania, che registra un delta negativo pari a -1,3. Per il 2026, invece, le previsioni indicano un differenziale positivo o comunque allineato all’inflazione per tutte.

“Una visione davvero integrata delle politiche retributive richiede di superare la tradizionale lettura legata ai livelli di inquadramento del solo mercato italiano. L’analisi dei ruoli, basata su criteri organizzativi comparabili a livello internazionale, consente infatti di cogliere con maggiore precisione il diverso peso organizzativo delle posizioni e di trarne considerazioni utili su scala globale. Questa prospettiva risulta particolarmente interessante sia nella definizione dei budget per le salary review, sia nella progettazione di percorsi di crescita all’interno dei Gruppi multinazionali. Approcciare il tema retributivo con metriche omogenee permette infatti di costruire politiche di attraction e retention più strategiche e coerenti, realmente in grado di valorizzare i talenti nei diversi mercati in cui l’organizzazione opera”, commenta Martina Colombo, Manager Area Reward & Engagement di ODM Consulting.

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