Dal fascino per il sogno americano alla rivalsa: Pieranni racconta la Cina che sfida l’Occidente

07 Maggio 2026 - 17:41
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Dal fascino per il sogno americano alla rivalsa: Pieranni racconta la Cina che sfida l’Occidente
Simone Pieranni

Simone Pieranni, giornalista e sinologo tra i più autorevoli in Italia, ha passato quasi un anno in Cina e ne è tornato con un libro e con una convinzione: per capire il mondo che cambia, bisogna smettere di chiedersi cosa sia la Cina e iniziare a chiedersi cosa la Cina pensi di noi.

«Abbiamo sempre cercato di capire noi cos’è la Cina, ma non ci siamo mai chiesti cosa la Cina pensi di noi», dice. «E forse per capire oggi le relazioni tra Pechino e Washington, conoscere questo trascorso cinese nei confronti degli Stati Uniti mette tutto in una prospettiva diversa.»

Il suo nuovo libro, Lo specchio americano (Mondadori), arriva a Castronno lunedì 11 maggio alle 21, a Materia Spazio Libero in via Confalonieri 5 (PRENOTA QUI IL TUO POSTO) e arriva in un momento quanto mai opportuno. Con i dazi di Trump che ridisegnano i rapporti commerciali globali, la guerra in Iran e la competizione tecnologica tra Pechino e Washington che tocca ogni settore, il punto di vista cinese sull’America non è un esercizio culturale. È una chiave di lettura necessaria.

Il libro parte da lontano, dagli anni Ottanta, quando in Cina esisteva persino un termine apposito per descrivere la fascinazione verso gli Stati Uniti: chongmei. L’epoca di KFC e McDonald’s, delle prime serie tv americane, del primo concerto di un gruppo occidentale, i Wham!, a Pechino. Un innamoramento collettivo. «Il libro racconta lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti dagli anni Ottanta, da quando c’era un fascino incredibile, fino ai giorni d’oggi, dove quel sentimento è diventato rivalsa», spiega Pieranni. «I cinesi non si sentono più nella posizione di dover imitare o copiare gli Stati Uniti, perché si sentono migliori».

Per scrivere il libro, Pieranni ha attinto anche a un patrimonio di voci poco conosciute in Italia. «Ho inserito molte delle mie discussioni con commentatori e analisti giovani, quelli nati dopo il periodo del fascino, che hanno vissuto e studiato negli Stati Uniti. Sono star in Cina, ma da noi non li conosce nessuno». Eppure sono loro a definire il dibattito interno cinese, e le loro posizioni sono meno bellicose di quanto ci si aspetterebbe. «Nonostante la rivalsa, mi sembra di poter notare una posizione che punta comunque alla coesistenza, a trovare un modo di stare insieme al mondo».

È forse questa la riflessione più utile che la serata di Castronno può offrire: non uno scenario di guerra fredda inevitabile, ma la mappa di un rapporto complesso, fatto di attrazione e distanza, che attraversa Mao, Deng e Xi Jinping e che ancora oggi determina le mosse di una delle due potenze che reggono gli equilibri globali.

L’ingresso è libero. Per prenotazione del posto: eventbrite.it.

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