Data center AI nello spazio: Google tratta con SpaceX per i lanci?

Maggio 13, 2026 - 14:52
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Data center AI nello spazio: Google tratta con SpaceX per i lanci?

Lo spazio come nuovo territorio di conquista per i giganti dell’AI e del cloud. L’idea di portare i data center in orbita non è una novità assoluta, ma oggi si registra l’interesse (non confermato ufficialmente) da parte di un colosso come Google. Secondo il Wall Street Journal, il gruppo di Mountain View starebbe discutendo un accordo con SpaceX e altre realtà del settore per la gestione dei lanci.

Google vuol portare i data center in orbita

Poter contare su un’infrastruttura lontana dalla Terra risolverebbe alcune problematiche come quelle legate all’approvvigionamento dell’energia (il progetto Suncatcher mira proprio a questo) e al raffreddamento dei server. È vero che porterebbe con sé anche sfide non indifferenti, dalla gestione della latenza all’affidabilità di una tecnologia sostanzialmente nuova, ma il gioco potrebbe valere la candela, soprattutto in vista di un’esplosione della potenza di calcolo richiesta da sistemi AI come Gemini.

Per l’azienda di Elon Musk, che ha già dimostrato di voler fare sul serio in tema di data center orbitali, l’eventuale stretta di mano si tradurrebbe non solo nella partnership con una Big Tech dalla portata globale, ma anche in una fonte di introiti dall’importanza chiave in vista della possibile quotazione in Borsa.

Ad ogni modo, Google starebbe valutando anche collaborazioni con realtà diverse da SpaceX, forse Blue Origin di Jeff Bezos. Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali, utilizzare il condizionale è d’obbligo.

Dubbi sull’effettiva fattibilità del progetto

Detto questo, permangono dubbi sulla fattibilità dell’iniziativa. Uno riguarda la sostenibilità economica, considerando i costi di realizzazione e messa in opera molto più elevati (fino al triplo) rispetto alle infrastrutture terrestri tradizionali. C’è poi la questione legata al posizionamento dei server, fondamentale perché siano sempre raggiungibili con una comunicazione bidirezionale. Infine, lo spazio sopra le nostre teste rischia di diventare sempre più affollato, con il rischio di collisioni che aumenta progressivamente.

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