UE, idea di riforma della Direzione generale per le Politiche regionali. Col beneplacito di Fitto

Maggio 13, 2026 - 14:59
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Bruxelles – Direzione generale per le politiche regionali addio? “Non adesso”, ma certo è una possibilità per il futuro che non si può escludere. Lo ammette Raffaele Fitto, membro italiano della Commissione europea di cui è vicepresidente esecutivo, che spiega di non essere all’oscuro della possibilità di cancellazione di quello che è il ‘suo ministero’ di attuale competenza: la DG Regio, appunto. Tiene a sottolineare che “non è in agenda in questo momento”, ma conferma in conferenza stampa che l’attuale esecutivo comunitario sta considerando una riorganizzazione profonda dell’architettura dell’esecutivo comunitario e del suo funzionamento.

La Commissione, insieme alla Direzione generale per le politiche regionali, sta ragionando sulla opportunità di avere una direzione generale più efficiente”, e a come disporre del “miglior modello possibile” di ufficio centrale per i fondi che servono a territori ed enti locali. “Ma questo è l’approccio generale per tutte le DG, per l’organizzazione”, puntualizza. Non ci sono decisioni prese, ma l’unica certezza è che la direzione generale per le Politiche regionali è in discussione. Il processo di analisi su larga scala della Commissione “è in corso e avremo modo di affrontare questo punto, ma non è in agenda al momento”, precisa.

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La Commissione europea ruota attorno alle direzioni generali (DG), divisioni amministrative attorno ai quali ruota l’attività legislativa e attuativa delle politiche europee. Sono i ‘ministeri’ dell’UE, strutture che al pari dei dicasteri nazionali, possono essere create, accorpate, chiuse, potenziate, depotenziate. Nello specifico la DG Regio è responsabile della gestione dei fondi strutturali, che valgono un terzo del bilancio comune settennale dell’Unione europea (nel periodo di bilancio 2021-2027 i fondi dell’UE destinati alla Politica di Coesione ammontano a 392 miliardi di euro). Chiuderla, accorparla o anche solo depotenziarla non è uno scherzo.

Nella mente della presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, l’attuale direzione generale per le politiche regionali andrebbe ripensata, e adeguata all’idea che la stessa von der Leyen ha del futuro dell’UE: con l’accorpamento dei fondi di coesione a quelli agricoli in un unico grande fondo, come proposto per il prossimo bilancio pluriennale 2028-2034, anche le DG potrebbero seguire l’impianto di finanziamento delle politiche europee. C’è l’idea quindi di un’unica grande direzione generale per gli investimenti, con all’interno l’attuale direzione per le politiche regionali.

Una ‘cancellazione’ della DG Regio andrebbe ancora di più nella direzione di una centralizzazione dei fondi strutturali su cui si poggia la Politica di Coesione, gestita a questo punto da uffici e personale non più dedicato a questo specifico programma, ma a tutta una serie di compiti, tra cui il sostegno dei territori. Fitto assicura, o almeno ci prova: “Posso dire che la Coesione è e resterà centrale nella nostra politica, e stiamo lavorando per adattare e modernizzarla”. Che passa, forse, per una nuova direzione generale.

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